Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki


Battaglia Finale. Da 35 a 70mm. Parte 4













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nota. le immagini della v35mm presenti in questa pagina del blog, (esclusa 1) sono estratte dalla VHS del 1983 e dal mio Super Deluxe di Yamato Battaglia Finale.

Lugal II si sta dirigendo verso il satellite Uruk, ma mentre nella prima versione cinematografica (immagine a sinistra) era Acquarius ad essere visibile direttamente dal satellite, nella v70mm il pianeta d'acqua è stato sostituito da un inquadratura dello stesso continente osservato però da lontano, da un punto indefinito dello spazio, (probabilmente dalla nave di Lugal II)  immagine a destra che qui è immerso nelle solite nubi interstellari che sembrano non voler lasciare una sola inquadratura libera sullo schermo.
Mentre nella v70mma la morte del principe di Dinguil si arricchisce di altre 2 scene rispetto alla precedente, le successive sequenze sono pressoché identiche in entrambi i supporti, l’unica differenza si riscontra nell’impiego dell’effetto solarizzazione impresso alla v70mm che conferisce al colpo sparato dal satellite verso la Yamato, un effetto decisamente accecante e che ha il difetto di accentuare oltremisura anche il colore dello scafo della nave, che perdendo così il suo, diviene un tutt’uno con quello del fascio di neutrini. Tutta la sequenza in cui l'astronave è inseguita dal fascio neutrinico è vittima di una solarizzazione eccessiva che ne distorce molto la luminosità e la cromatura.
Stesso discorso per il colore del raggio neutrinico, che cambiando sfumatura, passa da un viola pallido ad uno molto più corposo ma che però ha il pregio di rendere bene l’effetto di inglobarsi perfettamente con la sequenza.

nota.Questo effetto immesso nella pellicola del film, proprio come nella fotografia classica, viene anche definito "pseudosolarizzazione", questo effetto viene spesso confuso con la solarizzazione vera e propria dato che, come questa, produce immagini in parte negative e in parte positive.
L'effetto pseudosolarizzazione, si ottiene riesponendo alla luce la pellicola mentre si trova nel rivelatore, l'effetto può essere ancora più irreale grazie anche ai colori saturi e falsati che si ottengono.
Ma perché esso è diverso dalla solarizzazione? Semplice: la vera solarizzazione è prodotta da una fortissima sovraesposizione in fase di ripresa (come in quella in cui Kodai assiste all'esplosione della nave madre di Lugal II [post 3]) , cioè sul negativo che presenta contemporaneamente un'immagine positiva e negativa. La vera solarizzazione avviene, quindi, in fase di ripresa, mentre l'effetto pseudosolarizzazione (foto in basso) in fase di sviluppo.
E' facile capire se un'immagine è stata prodotta mediante la vera solarizzazione o l'effetto pseudosolarizzazione: quest'ultimo è caratterizzato sempre da un bordino fra le zone contigue di basse ed alte luci. Questo bordino, detto "linea di Mackie", si forma a causa della maggiore concentrazione di ioni di bromuro lungo la linea che separa una zona sviluppata da una che si sta sviluppando: il bromuro ritarda lo sviluppo lungo questa separazione formando, appunto, una linea più o meno chiara che manca del tutto nella vera solarizzazione.



La Yamato si appresta ad atterrare sul satellite di Lugal che immediatamente si prepara a fronteggiare la nave terrestre con il suo esercito di cavalli robot. Nella v70mm il cavallo del sovrano ha perso parte del suo aspetto tipicamente meccanico a favore di uno più naturale, e anche il colore è stato sostituito con cromature più tenui. Eliminata anche qui, come per le successive piattaforme mobili monoposto, la didascalia che ne indicava il nome.

Nella sequenza in cui re Lugal fugge da Acquarius, possiamo finalmente rivedere il disco volante che 18.000 anni prima (anno Teosofico) aveva salvato i terrestri dal diluvio universale (immagine a sinistra). Nella v35mm la didascalia sullo schermo afferma chiaramente che si tratta appunto di quella stessa navetta spaziale. Nella v70mm questa indicazione è purtroppo assente, quindi i più distratti che non avevano avuto modo di vedere la precedente versione non avranno compreso che il disco che fuoriesce dalla viscere del satellite (e che sarà distrutto da Dessler alla fine del film) è la stessa millenaria nave tanto osannata nelle leggende terrestri. La fuga di Lugal dal satellite in rovina presenta delle fortissime variazione di colori tra le due versioni del film, mentre nella v35mm vi erano colori più tenui e scuri a mostrare allo spettatore la fuga delle truppe Dunghilliane da Uruk, nella v70mm è un rosso sfolgorante che ricopre l’intera scena. 
Da questa particolare sequenza, tutti gli avvenimenti dell’allontanamento di Lugal, compesa la fuga della Yamato attraverso le viscere del satellite saranno delimitate da questa scelta di adattamento, motivo per cui, anche la scena dell’esplosione finale del satellite, inizialmente raffigurata con un fondale giallo, è stata sostituita da un altro totalmente rosso.
Nulla o poco è stato sostituito della morte di Shima, così come è rimasto intatto il colloquio tra Okita e Kodai nella cabina del capitano.
Nuove variazioni sono state apportate nel successivo sfondo, nella scena in cui il capitano Okita annuncia all’equipaggio la decisione di sacrificare l’astronave. La figura del capitano poco visibile e che sembrava scomparire tra la calca dell’equipaggio, ci appare nella v70mm più rialzata e visibile.


Un altro riconoscibile miglioramento (e non ultimo) è visibile nel momento in cui la flotta di Lugal sopraggiunge in prossimità della Terra, come per molte scene che nella v35mm erano scure, anche questa nella v70mm è stata corretta e migliorata, nella prima versione cinematografica, solamente l’arca era riconoscibile a occhio nudo, mentre il resto dei vascelli più piccoli posti ai versanti della nave madre erano praticamente inglobati nel buio galattico, nella versione v70mm, molto più luminosa, tutte le navi sono ben visibili sullo schermo.

Finalmente riappare anche Dessler. Nella v35mm il supremo di Gamilas appariva con uno dei fiori bianchi lasciati da Kodai in mano, mentre nella v70mm il supremo non mostra subito le mani, probabilmente si è pensato che l’emozione tra il pubblico sarebbe stata maggiore se Dessler avesse mostrato l’omaggio floreale di Kodai solo in un secondo tempo (cosa che in effetti ha funzionato). Ci appaiono differenti e più luminosi anche l’interno della plancia dell’ammiraglia (molto più ampia qui se paragonata alla stessa delle altre produzioni) e lo stesso volto di Dessler, ora più asciutto e sottile.


Dessler ferito e sofferente
nella v35mm

Dessler nella stessa scena
ma nella v70mm
L’arrivo di Dessler in soccorso della Yamato ha una storia tutta sua che sarebbe bene approfondire.
Nella v70mm il viso del supremo è sereno e rilassato, tuttavia nella prima edizione in 35mm egli appariva piuttosto provato, come se avesse tardato a giungere sulla Terra a causa di estenuanti combattimenti o come se avesse affrontato prove indicibili da superare.
Chi assistette alle proiezioni di prova negli studi Toei, affermò con cognizione di causa che la scena dell'arrivo di Deesler nel sistema solare, fosse stato troppo affrettato, si aveva come l'impressione che qualcosa dalla sceneggiatura fosse stata tagliata.
Le immagini delle due scene in alto potranno forse apparire uguali ad una prima occhiata, ma se si osservano attentamente si noteranno alcune piccole, ma sostanziali differenze. A onor del vero, la scena è stata rifatta più volte, poiché in fase di realizzazione il viso di Dessler, oltre ad apparire sofferente, era anche ferito, alcune gocce di sangue infatti uscivano dalla fronte del supremo rendendo tutta la scena piuttosto grottesca ed esagerata.
Dopo una prima proiezione fatta in studio, questa sequenza è stata poi omessa persino nella prima versione cinematografica 35mm. Ai più curiosi si può dire che l'esistenza di quella scena non è una leggenda metropolitana o una fantasia di chi scrive, poiché alcune delle bozze in cui Dessler è ferito, sono ancora recuperabili in alcuni Roman Album di Yamato. Leggenda vuole inoltre, che questa sarebbe stata anche l’ultima apparizione di Dessler sullo schermo; nell’idea originale infatti, Dessler e Lugal erano originariamente destinati a uccidersi a vicenda, cosa che per fortuna alla fine non è avvenuta, poiché già prima del completamento del film, era già vivo il progetto di scrivere i 7 oav dedicati alle guerre di Dessler (progetto che poi alla fine è andato a monte).
Nel momento stesso in cui Dessler infligge il colpo finale a Lugal, la Yamato fa rotta verso Acquarius, nella v70mm molte di queste sequenze sono state corrette, l’inquadratura del ponte di comando della Yamato ad esempio è stata ampliata da un campo di profondità in un campo lungo nella quale finalmente apparivano tutti i personaggi presenti in plancia. 

nota. Sia in fotografia che nelle riprese in movimento si usa definire i vari tipi di impostazione della macchina da presa come un'inquadratura, questo in modo che sia chiaro cosa si intende quando: "si passa da un campo lungo ad un primo piano", "si stringe su un primissimo piano", cose del genere. 
Lo spostamento di un’inquadratura può essere lineare o angolare (si fa perno su un punto: movimenti di macchina "allargare" per "rendere più ampia" l'inquadratura, corrisponde all'aumento della porzione di scena che entra nell'obiettivo e di "stringere" per "ridurre la porzione di scena" che entra nell'obiettivo e corrisponde ad esempio, alla zoomata su un particolare.
L'inquadratura, e quindi l’effetto finale, è fortemente condizionata anche dall'angolo o dalla profondità di ripresa che a seconda di come viene allargata o ristretta, conferisce alla ripresa un effetto sgranato o più limpido e compatto (foto in alto).  
Quando invece si parla di campi, è bene specificare se trattasi di "campo lungo, corto o particolare". 
"Lunghi" quando inquadrano la scena da lontano, comprendendo tutta o gran parte di questa, "corti" quando comprendono inquadrature di particolari.  Ad esempio, si potrebbe parlare di "campo lungo" quando la plancia di comando è inquadrata completamente assieme ai suoi protagonisti e "campo corto" quando viene inquadrato un singolo personaggio vicino alla macchina da ripresa e di "particolare" quando si "restringe" il campo ma mantenendo la stessa distanza.
E' bene non confondere i "campi lunghi" o "corti" con la "profondità di campo" che corrisponde al numero di differenti soggetti posti a diversa distanza e che possono essere messi a fuoco contemporaneamente: ecco quello che accaduto al ponte di comando: da una profondità di campo si è passati ad un campo lungo, questo per  consentire di mettere a fuoco e contemporaneamente i membri della plancia, che nella v70mm appaiono tutti in primo piano sullo sfondo.
Ogni tanto qualcuno chiede se è meglio utilizzare dei campi lunghi o dei campi corti. Nel cinema si tende in effetti ad usare campi più lunghi, inquadrature onnicomprensive, ma qui come altrove, conta più il buon gusto e la varietà che altro.
Notate che l'uso ossessivo di particolari (senza mai allargare su tutto il set) è a volte usato nei thriller per dare un senso di souspence allo spettatore, in quanto l'osservazione ossessiva di dettagli senza una visione d'insieme e' innaturale, ma che ha l'effetto di rendere il tutto in modo ansiogeno. 
Ciò invece che non era adeguato, come la colorazione della scialuppa di salvataggio atterrata sulla Fuyutsuki e una scorretta applicazione dei rodovetri sulle figure di Kodai, Yuki e Sanada mentre scendono dalla navetta, sono state completamente sostituite.
Ecco dunque che l’ultimo viaggio della Yamato e del suo unico passeggero è infine iniziato.

Il capitano Okita in preghiera mentre va incontro
al suo destino. Scena omessa nella v70mm

Nella v35mm era chiaramente visibile l’astronave dirigersi verso la Terra, nella v70mm la traiettoria della nave è stata modificata, ora è più chiaro che la Yamato non sta ritornando sulla Terra, ma le sta solo passando accanto come in un ultimo saluto prima di andare incontro al proprio destino, in questa scena, notiamo che la colorazione del pianeta è stata rifatta, chi scrive davvero non può permettersi di mettere bocca nelle decisioni dei disegnatori, ma la rappresentazione grafica della Terra era assai meglio rappresentata nella v35mm, essa appariva più nitida, più meravigliosa e strabiliante, purtroppo (ma è solo una opinione soggettiva) nella v70mm essa appare più sfocata e di un colore troppo azzurro-chiaro.
Un altro cambiamento che si sarebbe potuto evitare è senza dubbio quello della rimozione della scena in cui il capitano Okita solleva le mani in preghiera.
Molto coinvolgente e profonda, questa bella ripresa è stata purtroppo soppressa nella v70mm nella quale le mani dell’anziano comandante rimangono sempre fuori dalla scena, una sequenza sprecata, che se lasciata intatta, avrebbe fatto presa sul pubblico anche nelle successive distribuzioni della pellicola nelle sale e in tv. Peccato..
Acquarius è visibile adesso sulla traiettoria della Yamato, decisamente azzeccata la decisione di rifare le barre esterne che proteggono il ponte di comando e la sistemazione delle onde impetuose del pianeta d’acqua, che nella v35mm presentavano alcuni errori di cell, queste stesse onde avranno certamente creato allo staff della Toei seri problemi di realizzazione, troppo intricato, ma veramente d’effetto, è lo schema degli  avvolgimenti delle stesse, una scena incredibile che avrà richiesto molto tempo per la sua realizzazione, fattore che avrà certamente aggiunto un ulteriore ritardo sui tempi di consegna del film.
Molte scene del passaggio dell'acqua di Acquarius dirette sulla Terra furono completamente sostituite; come quella dell'enorme massa d'acqua che staccandosi dalla superficie di Acquarius, tra complicate movenze e avvolgimenti è attratta dalla gravità terrestre, tutte fino a quella conclusiva che vede la Yamato squarciarsi in 2 pezzi sotto la spinta della potenza del cannone a onde moventi.

Una Fan Art della Yamato affondata  nel mare di Acquarius.

L’astronave si spezza i due. Dal ponte della Fuyutsuki, Kodai e Yuki assistono impotenti alla tragedia. La scena della reazione sul loro volto è stata completamente ridisegnata,  nella v35mm la loro espressione è più malinconico ma rassegnata, nella v70mm appare invece segnata da rabbia mista a quella del dolore. Dal momento che quella scena è stata completamente sostituita, anche quella del primo piano di entrambi è stata eliminata, mentre ne è stata aggiunta un’altra che vede Nova avvicinarsi a Derek mentre distogliere lo sguardo dalla Yamato che subisce la furia delle onde.
Quando l’effetto delle onde che hanno travolto la nave  inizia a placarsi, intravediamo parte del ponte dell’astronave che emerge dal mare spaziale. Saggia la decisione di attenuare i colori che nella v35mm erano troppo accesi.
Anche lo spessore dell’acqua è stato alleggerito, nella v70mm essa è leggermente più trasparente e lascia intravedere alcuni stelle nello sfondo.
Dopo un silenzio agghiacciante dove pensavamo fosse tutto finito, ecco che lo scafo semidistrutto dell’astronave riemerge dal mare. In un lungo boato che sembra un lamento straziante, la Yamato affonda di nuovo nelle acque. Sia il fondale che l’inquadratura della nave appaiono differenti, qui avviene l’opposto della sequenza del ponte, infatti, il movimento della macchina da presa adesso è quello di "stringere" per ridurre la porzione di scena e zummare sullo scafo della Yamato che discende lentamente dentro il mare. 
C’è una lunga pausa in cui le onde dell’oceano spaziale fluiscono sullo schermo. Il film sembra finito. Ma non è così.
Ora vediamo la Terra e il Sole che ha ripreso ad illuminare il nostro pianeta, le nubi sono andate via portando con loro le tragedie e gli ex membri della corazzata spaziale Yamato possono cominciare una nuova vita. Eccoli ora correre lungo una spiaggia in una sorta di saluto finale. Le differenze tra le due versioni 35mm e 70 mm sono abissali (e questo la dice lunga su quanto fossero stati tempi strettissimi impiegati per realizzare il film) 
Nella v70mm le onde del mare sono più limpide con riflessi di luce, i volti dei membri dell’equipaggio sono stati tutti completamente ridisegnati, il tratto è molto più curato, i colori del tramonto più caldi, accesi e l’espressione dei protagonisti è più accentuata. La v70mm comprende anche nuove inquadrature dove sono presenti adesso anche alcuni membri dell’equipaggio visti per la prima volta nella Serie III, e mentre assistiamo all’inutile scena dove di Kodai e Yuki consumano il loro matrimonio, notiamo che le inquadrature della Yamato che si avvia verso la regina Acquarius sono state modificate, la sequenza è più o meno la stessa della v35mm, ma l’angolazione con cui è ripresa la nave è diversa. 
L’ultima scena del film presenta delle difformità non trascurabili, mentre nella v35mm il film termina con la scritta fine sul lato destro dello schermo e al centro un’immagine della Terra e la relativo marchio della WCC, (lo stesso che appare anche all’inizio della pellicola) nella v70mm appare semplicemente un freddo kanji con la scritta fine al centro dello schermo.
Non sempre le scelte definitive sono sempre le migliori.
Una caratteristica singolare di questa riedizione in v70mm è stata l’eliminazione della colonna sonora per i titoli di coda, che nella versione originale cinematografica di 35mm aveva incluso una versione aggiornata della sigla TV originale intitolata Space Battleship Yamato '83.
Quando l'edizione in v70mm di Final Yamato fu distribuita nei negozi, la canzone fu sostituita da una base musicale TV standard di breve durata e con l’audio piuttosto basso (anche l’edizione nostrana è così), ed anche quando la bgm termina, i titoli di coda continuano a scorrere sullo schermo lasciando alcuni minuti di silenzio.
Fine







Battaglia Finale. Da 35 a 70mm. Parte 3







continua dal post precedente

v70mm con effetto
solarizzazione
v35mm senza effetto
solarizzazione
Nell’attimo stesso in cui Kodai assiste alla distruzione della nave di Lugal II possiamo vedere il primo esasperato effetto dell’uso della solarizzazione nella pellicola, (ossia la sovraesposizione della pellicola, in cui si esalta il bianco fino a farlo sembrare accecante, come i raggi di sole che bucano le nuvole scure) tanto esagerato da nascondere nella luminescenza della scena quasi tutto il volto di Kodai.
 Nelle intenzioni della produzione, l’utilizzo di tale espediente era quello di rendere ancor più spettacolare le scene di distruzione delle navi, nondimeno se usato in modo eccessivo, questo sistema ha conseguenze devastanti sulle riprese dei volti dei personaggi. (drastico ed eccedente, è l’utilizzo di questa tecnica nella scena della scarica del cannone a neutrini sul satellite Uruk)

La Yamato oltrepassa
Plutone
nella v35mm
La Yamato oltrepassa Plutone lasciandosi alle spalle il resto della flotta. Superando i confini del sistema solare, l’astronave si dirige in direzione del pianeta Acquarius, ma mentre nella v35mm, l’inquadratura di Plutone era molto più ravvicinata e fugace e la Yamato allineata in primo piano, nella v70mm questa è più dettagliata e con qualche particolare in più. La v35mm non permetteva infatti di scorgere in lontananza la famosa base di Plutone, più volte menzionata nella serie III e mai vista, ora invece ben visibile dietro l’astronave. La Yamato ha finalmente raggiunto Acquarius, qui possiamo osservare oltre ad uno sfavillante uso della solarizzazione che ha “acceso” Acquarius e tutta la zona dello spazio che lo circonda, che i miglioramenti impressi alla pellicola sono davvero notevoli.
Finalmente il passaggio dell’intero scafo della Yamato è visibile in una forma più pulita, luminosa e dettagliata abbandonando l’oscurità in cui era avvolto nella v35mm, la sequenza si distingue dalla precedente soprattutto per via della rimozione dei Cosmo Tigers, che nella v70mm non compaiono più sullo schermo (ma appariranno più avanti) ombrando la nave.
Finalmente torniamo a vedere gli anelli di asteroidi che circondano Acquarius, l’astronave scende sul pianeta attraversando le rocce di ghiaccio, che visibili attraverso i vetri della plancia di comando, appaiono agli occhi dell’equipaggio e dello spettatore cristalline e splendenti. Per non rovinare il pathos della scena, le tigre nere sono state rimosse anche da qui.


Il passaggio della Yamato sulla superficie di Acquarius nella v70mm

Acquarius appare più grande e luminoso confrontato alla v35mm e tinteggiato con una varietà di colori vividi e avvolgenti che variano dall’azzurro, al giallo, al rosato, al contrario della precedente v35mm assente delle cromature appena descritte che lo rendevano più freddo e gelido.


Acquarius e i Cosmo Tigers come apparivano nella v35mm

Numerose sono anche le variazioni apportate alla superficie del pianeta. Oltre alla necessaria rimozione del buio oppressivo da tutte le scene, sono stati inseriti altri particolari interessanti, tra i quali la cascata che sgorga dall’isola galleggiante fluttuante nell’atmosfera, e un aumento della nitidezza e della brillantezza al mare dove la Yamato si appresta ad atterrare.
Anche l’immagina della Regina Acquarius è stata ritoccata, nella v35mm essa appariva molto di più in lontananza al di sopra delle montagne, mentre nella v70mm la figura del "Nous galattico" è ora molto più grande, più vicina alla catena montuosa.

La Regina Acquarius dal book Super Deluxe di Battaglia Finale.

La regina di Acquarius appare all'equipaggio della Yamato chiarendo il ruolo del suo pianeta nell’universo. Mentre nella v35mm la figura trascendentale della regina era disposta molto distante dalla nebulosa di Orione, nella v70mm essa ne è addirittura avvolta e sovrastata, un ottimo connubio per provare quanto siano immense e misteriose le forze dello spazio.

Dall’immensità della galassia torniamo alla fredda tecnologia di Dinguil che nella brutta conformazione del suo impianto di energia (dalla vaga somiglinza con uno schifoso scarafaggio con le zampe protese in alto) riporta lo spettatore alle nuove battaglie che attendono la Yamato.
La scenografia che incornicia la ripugnante torre, perde nella v70mm sia il lugubre fondale che la circondava, sia la didascalia che ne attribuiva il nome e l’identità di appartenenza.
La flotta di Lugal II è decisa a non dare tregua alla nave terrestre, così nelle scene in cui vediamo le forze Dunghilliane avvicinarsi alla Yamato osserviamo, che sebbene l’animazione sia pressoché identica in ambedue le versioni, nella v70mm l’ampiezza del raggio d'azione delle navi di Lugal è oltremodo più esteso e perfezionato dall’inserimento di colori più azzurri molto più tenui e solari ( a cui sono state aggiunte altre tre scene appositamente per il rendere l’attacco di Lugal II più convincente) accompagnano l’intera scena del combattimento, sia quella che si svolge nell’orbita di Acquarius (quando cioè la Yamato abbatte i missili ad attività iper radioattiva) che quella nella successiva fascia asteroidale.







Battaglia Finale. Da 35 a 70mm. Parte 2









continua dal post precedente..
Mentre Lugal de Zahl si attiva nel suo piano per conquistare la Terra, la Yamato fa ritorno al quartier generale nel bacino sotterraneo della EDF.
Gli elementi di colore e luminosità hanno giocato un ruolo importante nella resa finale per il miglioramento da apportare alla struttura del bacino navale sotterraneo. Uno dei processi indispensabili per il perfezionamento della scena è stato lavorare sulla saturazione. Grazie a questa infatti, l’ambientazione del bacino è stata sbiadita quanto basta per renderla meno cupa e più dettagliata, anche luminosità e contrasto sono parametri potenti e utilissimi per correggere errori di ripresa o per eseguire sostanziali modifiche; si può andare dal semplice aumento di luce di una ripresa scura ad una modifica strutturale del fotogramma, in questo modo il risultato finale di questa operazione è avere finalmente una ripresa chiara e minuziosa dell’interno della struttura sotterranea, che appare ora agli occhi dello spettatore più definita e minuziosa della precedente molto più scura e sfocata.

Il bacino di riparazioni sotterraneo come appare nella versione definitiva di 70mm

L’armata navale di Dinguil si avvicina rapidamente alla Terra e il comandante Todo dispone l’invio della flotta terrestre per affrontarla. In questa specifica scena, si è optato di sostituire lo sfondo blu scuro con tonalità ocra, a favore di colori ben più tenui che hanno ottenuto il pregio di alleggerire l’intero scenario del decollo, inoltre la partita a calcio dei due fratelli Shima che inizialmente era stata scartata dalla versione v35mm è ora presente, con le dovute correzioni, in quella v70mm.

Kodai è uscito dal suo coma temporaneo, ma nella nuova edizione del film in v70 mm, è uno scenario cittadino al tramonto ad accogliere il suo risveglio al posto del freddo vetro della finestra che non lasciava trasparire nulla, l’intera camera dell’ospedale è avvolta ora da una gradazione di tinte tenui che rendono il ricovero del paziente un po più piacevole e solare.

nota. Negli storyboard originali del 1982, il risveglio di Kodai dal coma non era stato immaginato per essere così repentino e privo di  conseguenze come appare invece nel film, infatti nelle bozze originali, sono chiare le illustrazioni del comandante della Yamato mentre viene sottoposto ad un elettroshock in una capsula trasparente, nella quale, assisitito da Sanada, da Yuki e dai medici, riceve le cure necessarie per il risveglio. (n.d.a. le bozze menzionate sono inserite nel book Super Deluxe di Battaglia Finale), inoltre al suo risveglio, il trauma per aver scoperto la morte dei molti membri dell'equipaggio era stato molto più forte per lui, Kodai infatti, dopo aver appreso la notizia da Yuki, abbandona in preda al rimorso la stanza dell'ospedale, mentre la ragazza, seduta sul letto e visibilmente angosciata, lo osserva allontanarsi.

Nel frattempo, nello spazio esterno, abbiamo due scene molto diverse per descrivere lo stesso avvenimento. La versione v35mm pone una colonia spaziale visibile sullo schermo quasi a ridosso di Saturno, nella v70mm questa invece è ricollocata più in lontananza e quasi invisibile. Il settore dello scontro tra la flotta terrestre e quella di Dunguil è stato riacquisito in maniera più ampia con inquadrature a lungo campo che permettono di distinguere meglio la globalità del numero delle astronavi delle due flotte, inoltre è stata perfezionata la prospettiva in cui le navi di Lugal II avanzano in direzione delle navi dell'EDF.
Il vuoto dello spazio buio è stato colmato tramite l’inserimento di altre nubi interstellari che sin dall’inizio del film, sono diventate onnipresenti in tutte le scene dello spazio esterno.
Interamente ridisegnato, ma con lo stesso esito, è lo scontro che vede le forze terrestri sconfitte dalla soverchiante forza di Lugal de Zahl; Saturno infatti è stato eliminato dalla scena, e alla onnipresente nebbiolina, sono state aggiunte navi dunghiliane in primo piano mentre oltrepassano la zona delle esplosioni, altre invece che si svolgono sulla Terra, (principalmente quelle dell’arrivo delle truppe aliene), sono inquadrate da molto più lontano e incorporate in uno sfondo più chiaro.



Leggermente diverso raffrontato alla trasposizione precedente, è il desolato teatro delle devastazioni che Kodai ha modo di vedere con i propri occhi nella v70mm. In primo luogo lo scenario abbraccia una ripresa di campo molto più ampia, la città adiacente al bacino è stata dislocata molto più a destra dello schermo assegnando al mare un’ampiezza maggiore di superficie, ma ciò che è più rilevante è stata la totale sostituzione del paglierino e del verde utilizzati per il cielo, che nella nuova versione sono sostituiti da un rosso tramonto. (foto in basso)
Mentre Kodai osserva rattristato il risultato del vile attacco dunghilliano, lo spettatore che ha la fortuna di fruire di entrambe le versioni del film, può notare che la figura del comandante della Yamato è posta nella v70 mm in piano sul terreno, mentre nella precedente v35mm la sua posizione era più in basso nascosta in parte dal terreno scosceso. Anche la folata di vento che muoveva la giacca di Kodai è stata eliminata; mentre il tratto del primo piano del suo volto, così come la sua espressione, sono state notevolmente perfezionate.


Nella v70mm, Wildstar-Kodai osserva da un'altra posizione un paesaggio leggermente diverso dalla v35mm


Sebbene la durata di questa sequenza sia piuttosto limitata, (poco meno di un minuto), occorre enunciare che le difformità presenti in questi pochi attimi del film sono numerose e che nulla sia stato dimenticato o trascurato, la sostituzione completa delle scenografie è stata applicata ad ogni piccola scena del film, anche dove nessuno (forse) avrebbe notato la più impercettibile discrepanza.
Kodai cammina verso quello che in realtà è l’ingresso che conduce al bacino sotterraneo dove è attraccata la Yamato. L’animazione e il movimento sono esattamente gli stessi in ambedue le versioni, ma lo sfondo, l’ampiezza di fondo e il colore sono totalmente differenti.

La scena in cui Yuki saluta il Generale
Todo,è presente nei Roman Album:
 Super Deluxe e
The Select No. 2 e 4,
nella pellicola v35mm, ma non nella v70mm.

Nella v70mm, Yuki saluta il
Generale Todo con un semplice
cenno del capo
  Ad una sequenza inserita e/o modificata, eccone una invece che scompare.
L’equipaggio si riunisce presso la darsena in attesa dell’arrivo del nuovo comandante che dovrà sostituire il dimissionario Kodai.
Dopo lo strabiliante annuncio fatto dal capitano Okita che sembra tornato dall’aldilà, scopriamo che solo nella versione v35mm Yuki si congeda dal comandante Todo con il classico saluto dei Guerrieri delle Stelle, e come per il primo piano di Kodai che osserva sconsolato le devastazioni, anche la scena di Todo che saluta la partenza della Yamato è stata perfezionata.
La Yamato parte per intercettare le forze nemiche che dirigono verso la Terra. Dando una scorsa alla v35mm, sembra che l'astronave si stia immettendo nel canale di decollo quando fuori, all'aperto, sia buio o si appresti a scatenarsi il diluvio, tutta la scena è avvolta da un'oscurità abbastanza inquietante, il paesaggio è talmente fosco da coprire anche le nuvole tratteggiate in primo piano sullo schermo: tutto l'opposto invece nella v70mm, dove l'astronave decolla  quando sopra una parziale copertura nuvolosa spende il sole (che si riflette sui volti dei protagonisti). Dopo la modifica è anche possibile distinguere le nuvole che nella precedente trasposizione erano quasi invisibili sullo schermo.

Nella v70mm è il sole a salutare
il decollo della Yamato e
dei suoi protagonisti
Scena estratta da Addio Yamato
del 1978 presente in ambedue
le versioni del film
Probabilmente la scelta di riciclare alcune sequenze degli altri film è dipesa dai tempi strettissimi di consegna di questa ultima pellicola, ma considerando che nelle produzioni precedenti a questa la Yamato decolla dalla Terra in ben tre altre occasioni, non si spiega per quale motivo si sia scelto di riutilizzare proprio la scena finale di Addio Yamato per mostrare la nave che si allontana dall’atmosfera terrestre, chi conosce bene la saga si sarà immediatamente accorto che questa è estratta nel momento esatto in cui l’astronave sta per lanciarsi contro la fortezza di Zodar, a mio personale giudizio sembra che questa decisione non sia dovuta alla fretta o ad un errore, ma sia stata voluta appositamente come richiamo o commemorazione all’altro finale cinematografico del 1978, (e questo spiega perché non è stata poi rimossa e sostituita nella v70mm) ma come è facile notare dalla foto, la nave qui è molto più danneggiata di quanto mostrato nell’inquadratura precedente, quindi è evidente che la citazione oltre ad essere inutile è quanto meno fuori luogo.
Kodai esce con i Cosmo Tigers per intercettare le forze nemiche, lo sfondo che accompagna il viaggio degli astrocaccia della Yamato è ricoperto di nubi tanto dense che sembra che lo scontro stia per svolgersi sulla Terra e non nello spazio aperto. E’ probabilmente la prima volta in cui possiamo notare una tale concentrazione di nubi interstellari in una produzione di Yamato (fatta eccezione per la stella piovra Serie 1 ep 12 e per i cicloni interstellari nella Serie III ep 10/11) soprattutto durante le fasi di un combattimento.

nota. Non si stupisca lo spettatore per la presenza di tale moltitudine di nubi nello spazio aperto. Come è risaputo, la classica nuvola o nube, nel linguaggio scientifico, è un'idrometeora costituita da minute particelle d'acqua, cristalli di ghiaccio o entrambe le cose sospese nell'atmosfera e solitamente non a contatto con il suolo. Comunemente si parla di nubi per quanto riguarda masse visibili sopra la superficie terrestre, ma possono formarsi strutture simili a nuvole (come nello specifico caso di questo film) anche nello spazio interstellare, ma in questo caso non si tratta di agglomerati di gocce di vapore acqueo, ma di nubi interstellari; questo è il termine generico assegnato agli accumuli di gas e polveri presenti all'interno di una galassia; in altri termini, si tratta di una regione nebulare in cui la densità della materia è superiore a quella media del mezzo interstellare.
A seconda dei valori di densità, dimensioni e temperatura di una determinata nube, l'idrogeno in essa contenuto può presentarsi sotto diverse forme: neutro (Regione H I), ionizzato (Regione H II) o molecolare (nube molecolare). Solitamente ci si riferisce alle nubi di idrogeno neutro e ionizzato come nubi diffuse, mentre alle nubi molecolari come nubi dense.
Una comune galassia del tipo spiraliforme come la nostra Via Lattea, contiene stelle e residui stellari formato da gas e polveri, che si dispone lungo i bracci della spirale, ove il moto di rotazione della galassia ha convogliato buona parte della materia che lo costituisce. Le regioni del mezzo interstellare a più alta densità danno luogo alle nubi che si formano dall'addensarsi di un mezzo interstellare inizialmente molto rarefatto, con una densità compresa tra 0,1 e 1 particella per cm3.
La normale dispersione di energia sotto forma di radiazione nell'infrarosso lontano (meccanismo questo assai efficiente) causa un raffreddamento progressivo del mezzo, che determina un incremento della densità e fa sì che la materia del mezzo si addensi in regioni H I; man mano che il raffreddamento prosegue, tali nubi divengono sempre più dense.
continua



Battaglia Finale. Da 35 a 70mm. Parte 1








nota. Le immagini presentate in questi articoli sono state estratte dalla rarissima VHS del film versione 1983 e dal Laser Disc di Yamato Battaglia Finale versione 1993 e dai Roman Album: Final Yamato This is Animation The Select No. 2 e 4 e dal Super Delux di Final Yamato della W.C.C



Yamato Kanketsu hen era stato mostrato al pubblico giapponese, seppur con riluttanza dallo stesso Nishizaki, il 19 marzo del 1983. Si era fatto il possibile per non lasciare che la sua apparizione nei cinema passasse troppo sotto silenzio, ma non si volle replicare la faraonica campagna pubblicitaria fatta per Yamato per sempre; una spesa del genere per questo ultimo film era decisamente fuori discussione. L’era di Yamato era prossima al tracollo e gli ultimi risultati ottenuti con la serie III non lasciavano sperare per il meglio. Persino la classica notte-radio con il drama del film interpretato dai protagonisti, che di solito si teneva la notte precedente l’uscita del film nelle sale, fu anticipata a Gennaio. Possiamo dire che fu un bene anticipare quell’evento, anche perché Nishizaki non sarebbe stato presente quella notte, troppo occupato com’era a sistemare la colonna sonora e le ultime scene del film.
Anche se era stato rilasciato nelle sale, era chiaro a tutti che il film non era del tutto finito, non che fosse privo del finale ..ovviamente.. o che parti di esso non fossero state completate, ma i numerosi ritardi di produzione, le scene che dovettero essere tagliate perché incomplete, o quelle che nella confusione si credettero smarrite, portarono ad un montaggio video piuttosto accelerato mostrando a tratti anche le linee di scansione che erano chiaramente visibili quando il film fu proiettato sul grande schermo.
Quando il film fu ritirato dalle sale, aveva attirato 2 milioni e mezzo di persone incassando poco meno di 950.000.000 di Yen: meno della metà del primo film di montaggio del 1977 e poco più di un quarto del più remunerativo Addio Yamato. Film dai costi di realizzazione decisamente più bassi come l’ultimo della serie di Doraemon, incassarono quell'anno più di quello di Yamato.
Nonostante gli anni la storia si ripete ancora oggi..o meglio, non è stato l' ultimo di Doraemon ad incassare più di Yamato alla fine 2009, ma l'ultimo di One Piece a guadagnare molto di più della Rinascita, ma mentre questa volta all’ultima pellicola non è stata apportata (ancora) nessuna modifica (nota.leggendo l’ ultima intervista di Nishizaki del 2009, è sembrato di capire che ci siano ben 12 minuti di animazione inedita della Rinascita che sono stati tagliati dalla versione definitiva), per Final Yamato invece, il discorso è completamente diverso.
Cento milioni di Yen erano stati stanziati dal produttore nello sforzo di risistemare (e alla grande) la pellicola dopo la sua prima apparizione nei cinema. Obiettivo: convertire la pellicola da un formato di 35 millimetri in uno da 70mm con un sonoro stereo multi-canale e ripresentarlo successivamente al pubblico nelle sale non appena conclusa la sua opera di restyling.

Vediamo adesso quali sono stati i miglioramenti apportati alla pellicola durante la sua fase di risistemazione nei mesi che intercorsero tra Aprile e Novembre del 1983.
Inserendo il vecchio master v35 mm nel videorecorder e la v70mm nel Laser Disc, (la qualità del dvd italiano è piuttosto mediocre e quindi insoddisfacente per un confronto obbiettivo con la VHS) possiamo notare da subito una differenza già all’inizio del film. I crediti di produzione, che nella versione v35mm riportano sullo schermo i nomi di Nishizaki e quello della Toei Animation (dove il film è stato di fatto realizzato) lasciano nella v70mm il posto nientemeno che al solo marchio della W.C.C.
Il successivo momento, quello che annuncia la nascita dell’universo, è pressoché identico in ambedue le versioni, salvo la modifica della colorazione nella v70mm dello spazio esterno, che cambia da un giallo piuttosto oppressivo, in un rosso più tenue e dalle sfumature più pacate; inoltre tramite l’introduzione di una didascalia, si specifica che la zona dello spazio che osservavamo nella v35mm e della quale non si comprendeva il punto esatto della galassia, è proprio il nostro sistema solare, abbiamo anche la conferma che la palla di fuoco che nella versione v35mm pensavamo essere il nostro sole, altri non è che la fase di formazione della Terra, conferma illustrata anche dall’inserimento del pianeta Acquarius (del tutto assente invece nella VHS) che proprio in quel momento sta passando accanto al nostro mondo riversando su di esso i cosiddetti semi della vita. Tutti i colori intensi che illustravano le fasi del raffreddamento della Terra sono stati rimpiazzati da altri più caldi e tenui ma dalle sfumature più evidenziate. Le collisioni delle galassie sono state ampliate con riprese a lungo campo che ora nella v70mm definiscono meglio anche l’ampiezza dell’universo.

L'arrivo della Yamato nella 35mm
L'arrivo della Yamato nella v70mm
Finalmente appare anche la Yamato, vediamo da subito che l’arrivo della nave è identico in entrambi i supporti video, ma lo sfondo che nella v35mm era libero da qualunque tipo di intemperie spaziali, (quindi più nitido e pulito foto a sinistra) è sostituito nella v70mm da uno scenario zeppo di detriti, piccoli asteroidi e dalla classica nebbia interstellare; una foschia che invece di portare giovamento, sovraccarica purtroppo l’intera scena. (foto a destra
nota. L'arrivo della Yamato è presente anche nel trailer promozionale del film, anche se del tutto priva di intemperie spaziali.
La stessa cosa accade nella scena successiva, mentre nella v35mm era un marrone sabbia a rovinare il fondale, nella v70mm la cura per questo particolare passaggio della Yamato nella fascia asteroidale è molto più elevato, il marrone è stato sostituito da un cremisi più leggero, mentre l’obnubilazione purtroppo continua ad offuscare lo schermo.
Galman nella v70mm
Mentre la Yamato si avvicina a Galman, vediamo che la porzione di spazio che circonda il pianeta è rischiarato da una luce morbida che delimita meglio tutto ciò che circonda il pianeta di Dessler, una scelta azzeccata, poiché nella v35 mm, parte delle costruzioni in rovina di Galman erano oscurate dal buio galattico, ora invece è possibile osservare più nel dettaglio le rovine della capitale.
nota. Le didascalie con i nomi del pianeta Galman e quello della capitale imperiale di Dessler, immessi nella v35mm sono stati completamente rimossi nella v70mm.
Nelle nuove pianificazioni decise per il film, tutto il settore è ora curiosamente illuminato da un’atmosfera sin troppo lucente, pur apprezzando il fatto che ora è possibile farsi un’idea ben precisa di cosa è rimasto del pianeta, viene spontaneo domandarsi quanto ci sia di naturale nella presenza di un simile crepuscolo in un parte dello spazio abbandonato e distrutto, l’oscurità vigente nella precedente trasposizione, aveva invece tratteggiato in modo molto più marcato la desolazione e l’orrore causato dal cataclisma appena abbatutosi sul centro della galassia.

Lo spazio che circonda Galman era molto più buio nella v35mm

La Yamato fugge da Galman a tutta velocità eseguendo il balzo iperspaziale, mentre l’astronave è sospinta lontano dalla furia della perturbazione, si nota chiaramente che i colori della caligine cosmica, variano dall’arancio della v35mm in un altro (e più insolito) rosa della v70mm.

Dinguil nella v35mm con didascalia
Dinguil nella v70mm senza didascalia
Il pianeta Dinguil (o Dunghil nell'edizione italiana) appare sullo schermo, ma mentre nella v35mm era una didascalia esplicativa ad indicarci l’identità del pianeta, nella v70mm questa annotazione è stata inspiegabilmente rimossa, una scelta che avrà generato confusione nello spettatore che ha visto per prima la nuova versione, perché così non gli è possibile comprendere da subito che il mondo che sta per essere sommerso da Acquarius è appunto il pianeta di Lugal de Zahl, l’identità del pianeta sarà svelata solo più tardi dallo stesso imperatore in colloquio con il figlio Lugal II. Il sottotitolo rimosso vantava per la prima volta nella storia di Yamato anche la titolazione in due lingue differenti: in giapponese e in inglese. I sottotitoli riportavano: Dinguil, quarto pianeta del Sistema di Unfa. Un vero peccato quindi che sia stata eliminata.
Dopo aver eseguito il balzo, la Yamato ricompare nella terza dimensione in prossimità di Dinguil (Dinghiru in giapponese). Per mantenere salda la coerenza con i nuovi fondali applicati alla pellicola, la scena in cui l’astronave riemerge dal balzo è stata ritoccata e adattata; in alternativa al fondale stellato spoglio e privo di qualunque forma rocciosa, sono state immesse più masse rocciose alle quali sono stati aggiunti alcuni corpi celesti.
Sommerso dalla acque, Dinguil o Dunghil, ha ora un aspetto molto diverso, mentre nella v35mm la sua morfologia in seguito la catastrofe non era stata modificata, nella v70mm vediamo il pianeta abbandonare la sua caratteristica superficie asciutta trasformandola in quella di un mondo completamente sommerso. Il triste scenario è visibile attraverso le lastre trasparenti del ponte di comando della Yamato.

L’equipaggio della Yamato osserva atterrito il disastro a cui va incontro il pianeta Dunghil, lo Tsunami che si abbatte sulla capitale è stato reso ancor più cruento nella seconda versione; mentre nella v35mm era inquadrato soltanto il tempio mentre veniva avvolto dalle acque, nella v70 mm è l’intera città a subire la furia degli elementi, un impeto accentuato dall’inserimento di un fulmine nel cielo che appare durante la discesa della Yamato sulla superficie di Dunghil. Invariata invece è la ripresa della discesa della nave sul pianeta, così come le consecutive due. Completamente ridisegnata è la scena in cui la Yamato abbandona il pianeta dopo la tragica morte di molti membri dell’equipaggio, rivista nella v70mm attraverso una prospettiva totalmente differente.
L’effetto della solarizzazione offre i suoi benefici effetti anche alle scene ambientate sulla Terra, le atmosfere cupe della prima versione lasciano il posto ad un cielo volto all’azzurro surrogando il greve azzurrognolo che nella v35mm ricopriva le città. Il quartier generale del comandante Todo è ora più limpido e nitido. Anche qui sono stati aboliti per intero i titoli di sottofondo, il che conferisce un ampio respiro all’intera scena, quasi certamente in produzione si erano accorti che eliminando le iscrizioni avrebbe reso la scena più ampia e agevole da guardare.
Le emozioni e gli sguardi si sa, hanno sempre giocato un ruolo importante nella saga di Yamato, così per rendere al meglio lo stato d’animo dei comprimari rimasti sulla Terra, sono state aggiunte nuove scene alla sequenza della Yamato mentre contatta la base dopo la fuga da Dunghil; Todo adesso esalta maggiormente il proprio sollievo per il ritorno della nave mostrando il suo volto disteso in direzione del suo aiutante, questa scena, come quella del primo piano di Yuki che fantastica sul ritorno di Kodai, erano invece assenti nella prima versione v35mm.

Anche il nome di Lugal aveva la
didiascalia in inglese nella v35mm
Uruk con Acquarius nella v35mm
Tutti gli sforzi della produzione sono adesso concentrati per migliorare il lato nemico, l’operazione di eliminazione dei sottotitoli ha inevitabilmente raggiunto l’identificazione degli armamenti dunghilliani, così la didascalia che indicava l’identità della nave base di Lugher II è stata rimossa. Eliminate anche la didascalia che nella versione v35mm illustrava l’identità del personaggio inquadrato sullo schermo, in tal modo sia Lugal De Zahl e sui figlio Lugal II , hanno perso la loro legenda personale in cui era riportato (anche in inglese) il proprio nome, ma la decisione non ha riguardato soltanto l’eliminazione dei nomi, molte delle inquadrature dei personaggi sono state allontanate (potremmo dire) dallo schermo per ottenere un effetto più ampio di campo, una scelta valida che ha consentito una migliore visualizzazione del satellite Uruk che, sebbene leggermente offuscato da alcuni starti nuvolosi dai colori decisamente insoliti, è mostrato ora nella sua totale interezza.

Immagini di come appariva Acquarius visto da Uruk nella prima versione 35mm

Ad una decisione comprensibile, se ne aggiunge una singolare e inaspettata, gli anelli che gravitavano intorno all’atmosfera di Acquarius e che conferivano al pianeta un aspetto più seducente, sono stati inspiegabilmente rimossi lasciandolo privo di quella sua suggestiva caratteristica, che nella versione v35mm offriva allo spettatore un effetto scenico molto più bello, per cui non si comprende il motivo dell’eliminazione degli anelli. Gli effetti di luce sono stati intensificati all’interno del satellite Uruk, in questo modo la scena dell’accensione del generatore che darà l’energia per il balzo di Acquarius, passa da un verde cereo ad uno più intenso e brillante, anche tutte le apparecchiature della sala acquistano di conseguenza un dinamismo del tutto assente nella v35mm.
continua



 




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