Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki


Le Edizioni Musicali di Yamato 2520









Considerando l’esiguo numero degli episodi, sulle uscite musicali di Yamato 2520 non c’è in verità molto da dire. Il primo CD musicale dedicato a Yamato 2520 è un singolo del gruppo dei Tokio pubblicato dalla Sony Records circa due settimane prima della commercializzazione del Volume 1, si tratta appunto di un singolo contenente due canzoni e un karaoke.


Il primo vero e proprio CD di Yamato 2520 contenente le BGM e le canzoni dei Tokio è immesso sul mercato per 2 volte e in 2 differenti edizioni. (il destino ha voluto che le comprassi tutte e due. Leggete perché!) La prima uscita dell’Original Theme Music (la prima acquistata) è del Gennaio del 1995. Questo primo CD  (piuttosto semplice a dire il vero) è stato rilasciato in una confezione esigua, la copertina del supporto contiene esclusivamente le due facciate con all’interno solo l'elenco dei 13 brani e i testi delle due canzoni dei Tokio: rispettivamente i brani 5 e 7.
Ma ecco la trovata! Due settimane dopo, la Sony Records riedita questo stesso CD in un' edizione speciale racchiusa in un cofanetto tutto particolare, in cui oltre al disco, è inserito uno straordinario libretto di 29 pagine a colori; eccezionale a cominciare dalla copertina davvero strepitosa con la più bella immagine della nuova Yamato mai disegnata!.
Tra la facciata interna della copertina e la pagina 1 vi è uno spaccato dello schema della nave, nella pagina 2 un messaggio del compianto Nishizaki ai suoi fans nel quale riassume brevemente la storia della saga di Yamato e della sua musica.
Nelle pagine 4 e 5 vi sono le biografie ridotte di Kentaro Haneda, David Matthews e dei Tokio.
Dalla pagina 6 un resoconto del lavoro svolto da Syd Mead con le relative e bellissime illustrazioni dei fondali spaziali, delle città e della nuova Yamato, più alcune bozze in bianco e nero dei progetti iniziali.
Tali immagini proseguono sino alla pag 24 dove inizia una breve carrelata di presentazione dei personaggi della serie. Dalla pag 26 alla 27 vi sono riprodotte delle piccolissime foto di Nishizaki mentre controlla attentamente le fasi del doppiaggio degli oav (peccato non poterle inserire nel post, ma sono davvero troppo piccole..) dalla pag 29 sino alla fine del volumetto sono elencati tutti i nominativi (in caratteri occidentali) dei membri dell’orchestra di New York che hanno realizzato le musiche di Yamato 2520.
Questa splendida edizione in CD sarà poi ristampata di nuovo dalla Nippon Columbia nel mese di Aprile del 1995.
L' altro album dei CD di Yamato 2520 è chiamato semplicemente: Original Soundtrack, ed è stato rilasciato dalla Sony nel Marzo 1995 poco dopo la distribuzione del video musicale dei Tokio. Nel CD è presente anche la canzone cantata da Caroline Reinhart, che chiude il secondo episodio degli oav.
Anche in questa occasione bisogna sottolinare quanto il fiuto di Nishizaki si fosse rivelato eccellente nella capacità di scoprire i nuovi complessi musicali. Già prima che divenissero delle vere e proprie stelle in Giappone, Nishizaki aveva capito quale potenziale si nascondesse nel talento dei Tokio.
Ancora una volta il produttore di Yamato aveva saputo vedere lontano e con un decennio di anticipo il successo che avrebbe accompagnato la band. Ancora una volta (torno a ribadirlo) Nishizaki aveva scelto il meglio per la sua creatura.








1994.Il Presidente Nishizaki e i compositori Kentaro Haneda e David Mathews al Clinton Recording Studio di New York mentre registrano le musiche di Yamato 2520.
©Yoshinobu Nishizaki /Voyager Entertainment
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I Tokio



I Tokio sono i membri di un gruppo rock/pop giapponese lanciati da Johnny &Associates, che ha debuttato nel 1994. La band è composta di cinque membri che hanno visto il loro successo iniziale sotto il marchio della Sony Music Entertainment nel 1994. Shigeru Joshima, il chitarrista e leader dei Tokio, Tomoya Nagase il cantante e chitarrista, Masahiro Matsuoka il batterista per la band, Taichi Kokubun il tastierista e Tatsuya Yamaguchi il bassista dei Tokio. Hiromu Kojima, come la maggior parte degli altri membri della band, è entrato nel 1990, ma lasciò la band nel 1994, appena prima del loro debutto, è stato il chitarrista ritmico e fu sostituito da Tomoya Nagase.
Il nome del gruppo "Tokio" è la romanizzazione occidentale della capitale del Giappone Tokyo, e rimane la traslitterazione in corso in diverse lingue europee. A differenza di molti degli altri gruppi sotto il marchio di Johnny & Associates, dove tutti i membri della band di solito sono solo cantanti, il gruppo dei Tokio ha invece un solo cantante principale, un batterista, un chitarrista, un bassista e un tastierista.
Il loro singolo di debutto è uscito il 21 settembre 1994, e l’omonimo album, i Tokio è rilasciato dalla casa discografica due mesi dopo, il 21 novembre 1994, sempre nel 1994 Nishizaki li ingaggia per cantare la colonna sonora di Yamato 2520, storica e accertata è la loro apparizione in Yamato 2520 vol 0. A Gennaio il brano “Ashita no kimi wo mamoritai” è pubblicato nell’Original soundtrack dell’omonoma serie di Oav. A Marzo, il loro primo video in Laser Disc intitolato “Tokio in Yamato 2520”. Sempre nel mese di Marzo la Sony pubblica il singolo con la colonna sonora dell’anime. L’anno successivo esce il remix dell'album intitolato Tokio Remix .
Nel 1996, la band ha registrato un brano che sarebbe dovuto essere utilizzato come sigla per la versione anime di Kodocha, ma a causa di problemi di licenza, la canzone non è stato utilizzata come sigla della serie nel Nord America. Sempre nel 1996, esce la prima compilation dei loro successi. Per tutto il resto del decennio, i Tokio pubblicheranno 18 singoli e quattro album: Bad Boys Bound, Blowing, Wild & Mild e Graffiti.
Dal 1997 in poi, alcuni dei singoli della band sono stati usati come sigle di programmi televisivi.
All'inizio del 2000 esce l'album Ieri e oggi e il singolo " Doitsu Mo Koitsu Mo " Nel Maggio 2001, il loro secondo album compilation. Nel 2003, il loro settimo album.
Per la commemorazione del decimo anniversario del loro debutto, esce nel Settembre 2004 l’Album cover, TOK10 . Nel Febbraio 2005 un nuovo album e il singolo "Ashita o mezashite!" . Nel 2006, il singolo "Sorafune", che ha venduto oltre 400.000 copie. Quattro mesi dopo il singolo "Get Your Dream" è stato utilizzato come colonna sonora in Giappone per la FIFA World Cup 2006. Sempre nel 2006, il loro album più lungo, Harvest, contenente diciassette brani e due tracce remix.
Nel 2008, il più breve album dei Tokio: Sugar. Il 19 agosto 2009 pubblicano un altro singolo di quattro tracce. Dopo il singolo "Advance /Mata Asa ga kuru" del 3 Febbraio 2010, arriva il 16 Giugno 2010 il singolo "Haruka" che diventò il loro primo numero uno in classifica dal Dicembre 2007.


Di seguito, il testo e il video di Ashita no Kimi o Mamoritai di Yamato 2520 che è stato eseguito dal vivo nella famosa arena al Nippon Budokan a Kitanomaru Park Chiyoda-ku a Tokyo, diventato da anni un sinonimo di grandi concerti rock.


Lyrics by: Tetsuo Kudô
Composed by: Takashi Tsushimi
Arranged by: Ryômei Shirai
Performed by: Tokio

Nakanaide yakusoku sa
Mata aeru sa

Ima kimi ga otoshita
Namida ga kurushii kedo
Yume o matasete arunda
Yoake ni tabidatsu yo 
Omoikiri dakitai
Shibaraku aenai kedo 
Itsuka waratte hanaseru 
Kako da to omou
Ashita no kimi o mamoritakute
Ima Yori motto Ashita no 
Kawari tsuzukeru kono sekai de
Ai shitsuzuketeitai yo
Sô kimi ga sundeiru (kimi ga sunderu)
Kono hoshi ni umarete (ima made)
Kimi o zutto sagashiteita

Betsu betsu no machi de wa
Kokoro ga samui keredo
Hitori sabishii yoru ni wa 
Onnaji hoshi o mite
Setsunasa o dakishime
Inori o komete hoshii
Boku wa yume o tsukamu kara
Subete o kakete
Mirai no kimi no egao dake ga
Kokoro ni hane o tsukuru yo
Nagasareru mono afuretatte
Tsubasa hirogete toberu sa
Moshi umarekawatte (umarekawatte)
Mata otoko dattara (kanarazu)
Kimi o sagasu tabi ni deru yo

Taiyô ga kieru toki made (arashi ga kitatte) 
Hanasanai watasenai
Sunao ni ieru yo
Ashita no kimi o mamoritakute
Ima yori motto ashita no
Kawari tsuzukeru kono sekai de
Ai shitsuzukete miseru sa
Sô kimi ni au tame (kimi ni au tame)
Kono hoshi ni umareta (chikau yo)
Toki o koeta yakusoku da to..




Con questo articolo dedicato alle canzoni e alla biografia dei Tokio chiudiamo la nostra parentesi dedicata a Yamato 2520






La Trama di Yamato 2520 Episodio 3










Il terzo OAV inizia nei pressi del pianeta Rococò e più precisamente a ridosso della stazione spaziale Terrestre dove è in corso una furiosa battaglia tra la flotta della Federazione e quella imponente di Salene.
L’esplosione di Rinbos ha segnato la fine del cessate il fuoco e lo scontro in atto è per contendersi il predominio del settore circostante, quello stesso luogo dove fu trovata la reliquia della scomparsa civiltà Goda.
Uscendo dal warp, la Yamato appare proprio nel mezzo della battaglia tra la sorpresa dello stesso equipaggio, lo sconcerto della federazione e quello delle forze di Salene, che ora si trovano dinanzi un avversario inaspettato e potente.
Mentre la battaglia è in atto, Rikyard, che era sfuggito vigliaccamente alla morte su Rinbos, approfitta per fuggire dalla Yamato a bordo di una navetta di salvataggio e fa ritorno tra le truppe di Salene che poco più tardi saranno poi sbaragliate dai cannoni della Yamato e da quelli dei nuovi contingenti terrestri sopraggiunti nel frattempo.
Sul pianeta madre di Salene, Brone supervisiona il corretto funzionamento del ripristino di un' antica arma Goda, qualcosa di molto simile ad un più potente cannone ad onde moventi, tuttavia Brone ritiene che questa sia solo la punta di un iceberg, perché è sicuro che tra i reperti della civiltà vi sia qualcosa di ancora più potente: una sorgente di 10 ° livello di energia Monopole così forte che potrebbe concedere a lui e al suo esercito di uomini geneticamente migliorati, un’influenza e un domino inimmaginabile su tutto l’universo.
La Yamato, intanto, è attraccata all'interno della stazione spaziale, Shima, Nabu, Aga e Marcy, raccontano la loro storia al comandante della stazione Rococò, qui tramite un ricordo dello stesso Shima, veniamo a sapere che lui era il capitano della precedente Yamato.
Shima racconta che la missione che gli avevano affidato 17 anni prima era quella di giungere su Rococò per recuperare dei dati su Goda, missione che fu improvvisamente interrotta da un attacco riportato dalle truppe di Salene.
Cercando di ritornare sulla nave, Shima era riuscito tra le devastazioni causate dall’attacco a strappare da morte certa la piccola Marcy ancora in fasce, mentre l’ufficiale Sakamoto aveva tratto in salvo Nabu. I due uomini erano riusciti a ritornare sani e salvi sull’astronave, ma poco più tardi la Yamato veniva abbattuta dal fuoco nemico precipitando poi su Rinbos.
Da allora Shima aveva vissuto su Rinbos come un normale capo officina in attesa della buona occasione per riprendere di nuovo il comando di una nave (opportunità offertagli casualmente da Nabu 17 anni dopo ).


Nelle retrovie di Salene intanto, Ameshis organizza una flotta gigantesca con cui contrattaccare la flotta terrestre e vincere la guerra.
Mentre Nabu, parte dell’equipaggio della Yamato e alcuni membri della stazione spaziale scendono verso la superficie del pianeta Rococò con una navetta della federazione per indagare sulle rovine sotterranee Goda, il loro mezzo terrestre appena addentratosi sotto la superficie è impossibilitato a muoversi a causa di uno sbarramento che impedisce al mezzo di proseguire, discesi dal veicolo i membri della spedizione trovano un cane, a cui Marcy darà poi il nome di ..Yamato…

Mentre Shima vezzeggia il nuovo arrivato, Marcy cade a terra priva di sensi, Nabu cerca disperatamente di farla rinvenire chiamandola a gran voce, ma la ragazza ode solo una voce femminile che le mostra immagini meravigliose dell’universo, risvegliatasi dal suo coma temporaneo, la ragazza sembra ora in grado di comprendere meglio alcune cose della civiltà Goda e lo dimostra tracciando con le mani alcuni simboli sulla parete che ora improvvisamente si schiude (per poi richiudersi subito dopo). Ritornati sulla Yamato la ragazza viene sottoposta ad alcune analisi che però non rivelano niente..
Integrata nella flotta terrestre, la Federazione decide di assegnare nuovi membri (più esperti) alla Yamato.
Quando i nuovi ufficiali giungono sul ponte per prendere i propri posti, iniziano le proteste di Nabu, che considerando questa una vera e propria appropriazione da parte della flotta, sbraita affinché le cose restino come stanno, ben presto però capirà che Shima non è uno sprovveduto e che sapeva sin dall’inizio che il computer madre avrebbe riconosciuto solo i membri dell'equipaggio iniziale, quindi il comando, gli armamenti e le parti più importanti della nave restano a loro discrezione con Shima come capitano.
L’atteggiamento di Shima dapprima remissivo e compiacente cambia ora trasformandosi in quella di un vero comandante: d’ora in avanti Shima pretenderà da tutti ordine e disciplina, il tempo degli scherzi è finito e la missione della Yamato assume così una veste ufficiale.
Ultimati i preparativi, la Yamato lascia la stazione spaziale per affrontare le truppe di Salene che dirigono verso la flotta terrestre.

Quando la flotta di Salene sotto il comando di Ameshis e Rikyard distrugge vilmente la nave da trasporto dei sopravvissuti di Rinbos, incomincia la guerra vera e propria.
Le sequenze di combattimento sono ben curate, l’animazione è veloce e il dettaglio impiegato per rappresentare il combattimento è estremamente curato, si assistono a minuti di animazione ad alto livello.
In questo scontro la nuova Yamato fa la sua bella figura, particolarmente quando Shima ordina all'equipaggio di impiegare il nuovo cannone ad onde moventi.
Quando l’arma viene usata, questa crea una enorme voragine nella formazione distruggendo centinaia di astronavi nemiche, questo consente alla flotta terrestre di guadagnare tempo e di fuggire in un warp di massa. Tuttavia la Yamato sviluppa problemi al motore e rimasta sola nel quadrante, si ritrova rapidamente accerchiata da Ameshis e Rikyard. Per sfuggire ai missili del sommergibile di Rikyard.
Nabu suggerisce di dirigere la nave fino alla superficie del pianeta e penetrare con essa direttamente nel portale situato tra le rovine Goda.
Mentre dalla sala computer Marcy cerca di avere accesso ai dati che consentirà alla Yamato di attraversare il passaggio dimensionale, Nabu apre la strada all’astronave impiegando il cannone ad onde moventi. L’astronave accede così al passaggio per entrare nella Galassia Dragon, la vera dimensione da cui arrivarono gli Antichi Goda.
Ameshis e Rikyard rimasti con un palmo di naso imprecano per questa sconfitta, tuttavia Brone è informato che la Yamato è diretta alla volta della Galassia Dragon.
Cosa faranno d'ora in avanti la Yamato e Brone? Domande alle quali forse non sarà mai possibile dare una risposta. La produzione termina infatti qui con la Fine del volume 3.



     



La Trama di Yamato 2520 Episodio 2



 






Il Volume 2 inizia ancora con un breve riassunto dell’esilio di Brone dalla Terra, della successiva scoperta del Monopole, della fondazione dell’impero di Salene e della guerra dei 100 anni, proseguendo poi con la conclusione della fuga notturna da Osaka City di Nabu, Shima, Marcy, Aga e del resto della banda.
La mattina seguente il gruppo si ritrova del deserto nei pressi di un impianto di costruzione navale sotterraneo. Shima sa come riattivare l’impianto della base che è completamente automatizzata, e poiché Mercy è un genio con i computer di Salene e Aga è un esperto conoscitore della tecnologia impiegata per i motori Monopole (la tecnologia nativa), si può facilmente avviare l’intero processo di assemblaggio.. il progetto è chiaro: Shima e Nabu vogliono costruire una nuova Yamato impiegando i piani e i progetti rinvenuti prelevati dal Data Disc.

La costruzione del 18 ° Yamato inizia. Infiltratisi all’interno della base che sembrava inattiva, la squadra inizia la sua discesa verso il sottosuolo, nelle profondità del cantiere vi è un bacino sufficientemente grande e tutte le attrezzature necessarie per costruire l’astronave. Mercy si mette subito al lavoro per riattivare l’intera struttura mentre a Osaka City, Packard e Rikyard in cerca di Nabu, interrogano il resto della banda, ma nessuno dei altri ragazzi sembra sapere nulla.
La realtà dei fatti è invece è che tutto il gruppo è d’accordo: non appena la tensione per la caccia all’uomo si sarebbe affievolita, avrebbero raggiunto il primo gruppo al cantiere navale.
Fatto questo, il tempo per la costruzione della Yamato può quindi proseguire più celermente. Non sembra proprio che il nostro manipolo di eroi faticherà molto per costruire un’astronave di 400 metri di lunghezza; ogni singolo pezzo; dai motori, alle attrezzature, ai veicoli di ricognizione, tutto è già a disposizione e pronto per essere prelevato.
In un sedimento della base è ritrovato un motore a onde moventi della Terra pronto per essere istallato, tuttavia è sollevata la questione di quale tra i due motori (quello a onde moventi o quello Monopole) avrebbe funzionato meglio e Nabu suggerisce un compromesso: una fusione di entrambi i motori! Mentre la proiezione olografica della nuova nave è visualizzata in scala effettiva nel bacino, Brone e sua figlia Ameshis parlano della vera posta in gioco che circonda la Yamato della 17a generazione: a quanto sembra, quando 17 anni prima la nave precipitò su Rinbos, portò con sé un prezioso artefatto dell’antica civiltà Goda, forse la chiave per svelare la loro misteriosa tecnologia, per questo motivo, Brone esorta Ameshis a recuperare al più presto il disco dati scomparso.
Nel frattempo, l'operazione di scavo di energia Monopole procede, questo provoca la collera di Rikyard che adirato, rifiuta le attenzioni che la futura imperatrice ha per lui.

A guastare i lavori di Nabu e dei suoi compagni intanto è la notizia dell’avvicinamento di Packard e dei suoi uomini, che rilevata l'attività del cantiere sotterraneo si sono mobilitati per indagare.
Quando la notizia diventa ufficiale si scatena il panico tra alcuni membri della banda. Nabu esorta tutti a non perdere la testa poiché manca poco alla realizzazione del loro sogno; entro breve saranno liberi dalla tirannia di Salene.
A questo punto è Aga a offrendosi di fare da esca a Packard, si sacrificherà per consentire finalmente alla nave di essere completata. Ritornato in superficie, Aga scorrazza in moto nel deserto destando l’attenzione del comandante di Salene. Il giovane è catturato, interrogato e percosso, ma questo coraggioso tentativo in definitiva non fa altro che ritardare di poco l'inevitabile attacco alla base sotterranea che entro breve sarà presa d’assalto.
La nuova Yamato è finalmente ultimata, i nuovi astrocaccia sono fatti salire a bordo e la plancia di comando (costruita in un altro settore del cantiere) è collocata al suo posto. La Yamato è completata.


Le truppe di Packard fanno quindi irruzione all’interno della base. Autonominatosi capitano della Yamato, Shima da disposizioni ai suoi ragazzi affinché inizino le operazioni di difesa congiuntamente a quelle necessarie per il decollo.
La nave è circondata dalle truppe gravitazionali di Packard, che trovandosi dinanzi la nuova Yamato rimane sbalordito. Inizia così un conflitto a fuoco tra le truppe di Salene e l’equipaggio della Yamato, i giovani combattono come meglio possono imparando al volo le operazioni per l’uso dei laser a impulsi e l’impiego di armi convenzionali con le quali difendersi. Rikyard prende contatto con Nabu, ma questi invece di concordare con lui un cessate il fuoco, lo sbeffeggia provocando le ire del comandante.
A questo punto la follia omicida di Rikyard prende il sopravvento sulla ragione: distruggerà la base sotterranea anche a costo di usare i missili interplanetari.
Dopo un momento di panico in cui sembrava che i motori non ricevessero energia, la nave finalmente è pronta per il decollo. Shima ordina la partenza e la nuova Yamato si disincaglia dal suo bacino di costruzione. Sfondate e distrutte una a una tutte le paratie di protezione della base, la Yamato riemerge in superficie giusto in tempo per evitare di essere colpita dal missile interplanetario lanciato da Rikyard.
Il bacino sotterraneo in cui è stata costruita la Yamato è distrutta, mentre Packard e la sua squadra sono spazzati via dall’esplosione. La tragedia è solamente all’inizio, l’impatto del missile con l’adiacente miniera di Monopole ha innescato una reazione a catena di vastità planetarie che entro pochi minuti distruggerà l’intero corpo celeste.

Con la sua ammiraglia, Ameshis si dirige a tutta velocità verso la Yamato impegnandola subito in un combattimento, ma presa alla sprovvista dalle potenti batterie della Yamato la giovane imperatrice è costretta a fuggire.
Il conto alla rovescia per la fine di Rinbos è iniziato.
La deflagrazione planetaria è incominciata, la superficie del pianeta inizia a spaccarsi, le città sono distrutte, l’atmosfera è scossa da violente perturbazioni e il sole che prima illuminava la superficie di Rinbos è oscurato da pesanti nubi e tempeste magnetiche.
Sulla Yamato lo sconforto è altissimo, tutti gli abitanti del pianeta tentano di fuggire dalle città, ma la loro condanna è certa. Nabu e Shima decidono di inviare delle navette di soccorso per salvare quante più persone possibile, tra loro vi è anche Rikyard, che invece di assumersi la responsabilità del proprio crimine e morire per espiare le proprie colpe, si unisce vergognosamente al gruppo di superstiti per essere portato in salvo proprio sulla Yamato che voleva distruggere.
Nabu intanto trova Aga tra i detriti dell’edificio in cui era prigioniero e lo porta a bordo prima che intero pianeta esploda. L’astronave lascia a tutta velocità il pianeta Rinbos che dietro di lei termina la sua esistenza.



considerazioni


Sebbene si dimostri superiore nella sceneggiatura, l’animazione di questo secondo episodio non è certo migliorata e ne sono una prova evidente le ultime sequenze dell’Oav: l’esplosione di Rinbos è quantomeno approssimativa e la sua realizzazione in 3d la rende in un certo senso più simile a una scena adatta per un videogioco. La figura della Yamato posta in quella stessa sequenza non è certo superiore, il disegno della nave mentre lascia il pianeta è fisso e vi è un solo un rodovetro applicato al fondale a simulare il movimento della stessa sullo schermo. Fortunatamente non si può dire la stessa cosa per il terzo episodio, molto più dinamico, certamente più curato nelle scene di animazione quanto in quelle degli effetti di luce.

Continua con il Terzo e Ultimo Episodio


        


La Trama di Yamato 2520 Episodio 1










Le vicende di Yamato 2520 si collocano temporalmente a 300 anni di distanza dalla pellicola  Battaglia Finale e dalla successva Rinascita.
Nel 26esimo secolo la razza umana si avvia verso lo spazio esterno, oltre la Via Lattea. Le flotte dell’emigrazione terrestre hanno messo insieme una flotta astronavale per l'esodo dal sistema solare con la quale partire per lo spazio alla ricerca di un mondo nuovo su cui di vivere.
Verso la metà del 23 ° secolo, il giovane scienziato Brone, capo di un’elite di esseri umani geneticamente migliorati, minaccia di trasformare l’intero pianeta in uno stato fascista: nell'anno 2285, la minaccia è stata eliminata quando questa élite è esiliata dalla Terra a bordo di navi convoglio.
Di pianeta in pianeta, vagando da un posto all'altro, gli esuli di Brone fanno loro un pianeta situato dall’altra parte della galassia, un mondo simile a una sfera di vetro gigante circondata da sette soli artificiali.
Il pianeta ha una peculiarità straordinaria, infatti è pieno di un elemento creatosi 15 miliardi di anni fa dopo il Big Bang, il Monopole; un elemento tanto raro, che una qualsiasi galassia di solito ne contiene una sola particella, invece in quella zona dello spazio ne è presente una concentrazione enorme.
Brone decide di fondare qui il suo impero di uomini migliorati e fa del pianeta una base operativa da cui iniziare la ricerca di altre fonti Monopole e aumentare il suo potere al fine di dichiararsi oppositore alla Federazione Terrestre.
Tempo dopo, un'altra fonte di energia Monopole è trovata sul pianeta Rinbos situato in una galassia satellite della Via Lattea.
Mobilitando le forze della Terra, la federazione inizia il suo insediamento sul pianeta.
Salene arriva a fare lo stesso scatenando un conflitto su scala cosmica che sarà ricordata negli annali della storia galattica come: la guerra dei 100 anni.
Al termine del secolare confitto (Brone è ancora vivo e vegeto..) le ostilità hanno raggiunto un livello tale, che entrambe le parti sono costrette a decidere il cessate il fuoco. In definitiva, sia Salene, sia la Federazione hanno esaurito le proprie risorse militari e tattiche. Il pianeta Rinbos, teatro della contesa, è il luogo in cui è firmato un accordo di armistizio temporaneo. Anche se Rinbos è sotto il controllo di Salene, la Terra s’insedia sul vicino pianeta Agua dove mantiene una presenza vicina e attenta, entrambe le parti puntano i rispettivi occhi l'uno verso l’altro affinché la tregua sia rispettata, se ci fosse una qualsiasi azione militare intrapresa da una delle due parti, ci sarebbero ritorsioni immediate.
Tra Rinbos e Agua, (in altre parole tra Salene e la Terra) è iniziato un periodo che potremmo considerare come una sorta di “Guerra Fredda”.

Arriviamo così all'anno 2520,  all'inizio del Vol 1 e della storia vera e propria.


Una banda di giovani pianifica una gara di veicoli aerei tra i due rivali più agguerriti del gruppo, Nabu e Aga. La gara si protrae a una quota più elevata di quanto consentito dalle disposizioni militari e si sposta inavvertitamente fuori dalla griglia di sicurezza planetaria, i missili satellitari posti a difesa della superficie distruggono i due aerei mentre i due piloti precipitano sul pianeta.
Rilevata la presenza dei due velivoli, due ufficiali di Salene di nome Packard e Rikyard vanno a indagare. Malconci ma ancora intenzionati a battersi, Nabu e Aga continuano la loro sfida a terra a suon di pugni, tutto questo esclusivamente per contendersi le simpatie della favorita del gruppo, una ragazza di nome Mercy, ma che nauseata all'idea di diventare il trofeo di qualcuno, si allontana dalla scena della contesa.

La zuffa cui si è unito il resto del gruppo s’interrompe con l’arrivo di una navicella di Salene, la banda si disperde nel deserto nascondendosi nel relitto di una nave spaziale poco distante. Per inseguire la moto di Mercy, Nabu cade in un pozzo ritrovandosi poi a fissare un gigantesco computer che sembra ancora funzionante. Recuperato dagli amici, Nabu è arrestato dalla squadra di Rikyard sopraggiunta nel frattempo. Aga invece non è arrestato e ritorna al lavoro in una delle città di Salene dove spera di essere accettato nella loro accademia militare. Dopo aver subito un interrogatorio piuttosto manesco da parte di Packard, Nabu è liberato sotto la custodia di Shima, tutore del ragazzo e nonno di Mercy la quale lo rimprovera di essere irrispettoso e ingrato verso il nonno che si è fatto garante per la sua condotta.
I tre si allontanano dall’avamposto di Salene, mentre Packard, sospettando che Nabu nasconda effettivamente qualcosa, lo fa sorvegliare. Shima, Nabu e Mercy fanno ritorno al cantiere di recupero in cui lavorano. Nello spazio intanto la nave di Ameshis, figlia di Brone, si sta avvicinando a Rinbos nel tentativo di recuperare dalla superficie del pianeta qualcosa di prezioso e misterioso.
Evitando di contattare Aga di cui detestano il contatto con Salene, la gang di Nabu decide di ritornare nel deserto per svelare i misteri del relitto della nave della federazione.
Seguito da tre dei suoi compagni di scorribande, Nabu ritorna in prossimità del relitto in cui era precipitato, li armeggiando tra i pannelli del computer, i ragazzi scoprono che il nome della nave appartenuta un tempo alla flotta della federazione e che aveva combattuto la guerra dei 100 anni, si chiama Yamato.
Nabu trova il disco centrale dei dati e prelevatolo dal computer, ne analizza subito il contenuto scoprendo che in esso sono contenuti progetti e schemi per costruire una nuova nave.
Nel disco tuttavia vi sono inserite anche delle informazioni circa l'antica civiltà di Goda di cui Brone vuole conoscere i segreti; ed ecco svelato il motivo della presenza di Ameshis su Rinbos, la donna è stata inviata sul pianeta appositamente per recuperare quello stesso disco.
Mentre analizzano la banca dati, Nabu sogna di costruire una nave come la Yamato con la quale aiutare il suo pianeta natale ad uscire dalle imposizioni e dal domino di Salene.

Atterrata su Rinbos, Ameshis sviluppa un’immediata simpatia per Rikyard, che sospetta che il vero motivo della presenza della donna sul pianeta sia di iniziare degli scavi per l’estrazione del Monopole contravvenendo quindi alla tregua stipulata con la federazione.
Mentre gli scavi intorno al relitto della Yamato procedono, Shima si accorge per primo che il prezioso disco non è più inserito nel computer dell’astronave, scoraggiato e deluso, si allontana dal cantiere sorvegliato da Packard. L’ufficiale inizia così a condurre delle indagini più esaurienti sulla Yamato, ma prima che le sue indagini proseguano troppo oltre è raggiunto da Ameshis che rivelandogli la sua vera identità, gli impone di interrompere le sue ricerche: da quel momento Packard è agli ordini della giovane imperatrice.
Shima intanto si rifugia in un bar dove sfoga nell’alcol la propria disperazione per il mancato ritrovamento del data disc, sentore questo, che forse il vecchio sà qualcosa di più di quanto voglia dimostrare.
Nabu intanto mostra a Mercy il prezioso Data Disc sottratto dalla Yamato, furibonda la ragazza mette in guardia gli amici dalle possibili conseguenze derivanti da una possibile ritorsione di Salene, in quel momento sopraggiunge anche Shima, che ubriaco e barcollante, scopre che la preziosa banca dati che stava cercando si trova proprio nell'alloggio di Nabu e dei suoi compagni.
Da quel momento gli avvenimenti sembrano prendere una piega inaspettata, Nabu e i suoi tramano qualcosa, alcune casse sono caricate a bordo di un camion guidato dai giovani della banda, tuttavia quella notte stessa Shima, Mercy, Nabu e gli altri cadono nelle mani di Packard che così ha la conferma della fondatezza dei suoi sospetti.
Il piccolo gruppo di prigionieri è però salvato da Aga, che dopo alcuni iniziali tentennamenti abbandona i progetti di entrare a far parte delle truppe di Salene riuscendo con uno stratagemma a liberare Nabu e gli altri.
Il Volume 1 termina con i protagonisti che si dirigono a bordo di un camion rimorchio verso un cantiere astronavale sotterraneo.
In un flashback scopriamo anche che Shima aveva partecipato alla battaglia finale su Rinbos a bordo della Yamato, (foto in basso) ma mentre l’uomo ripensa al suo passato, una flotta di Salene è in rotta verso Rinbos. Che cosa vorrà mai costruire questo piccolo manipolo di persone in un cantiere sperduto nel deserto?




considerazioni


Questo episodio termina con un nulla di fatto, chi sperava di vedere la nuova Yamato già in azione, è rimasto tanto deluso e amareggiato da domandarsi come giustificare a se stesso il costoso acquisto di questo Laser Disc (ciò che è accaduto a me nel 1996) o della VHS. Di per se l’episodio e la sua trama intrigano poco e nulla di buono lascia sperare per i successivi episodi. Di quello che era il pathos della vecchia serie qui non vi è assolutamente nulla, e sia il character design dei personaggi che la loro definizione caratteriale lasciano molto a desiderare, tuttavia la storia è comunque destinata a migliorare nel secondo e nel terzo episodio, entrambi qualitativamente superiori nella sceneggiatura e nell'animazione. Degna di menzione in questo primo episodio è la presenza di Toshiyuki Kubooka, il character designer di Giant Robot, Green Legend Ran e con lui parte dello staff che nel 1989 realizzò la serie di Nadia – il mistero della pietra azzurra, ovvero: Mahiro Maeda, Shoichi Masuo, Toshiyuki Kubooka, ciò è evidente sin dall’inizio delle prime scene dell’episodio: il tratto, la dinamica delle sequenze, la regia e l’ animazione, sono anche un palese richiamo delle prime sequenze del primo episodio di Macross Plus, soprattutto per ciò che concerne lo stile degli aerei da combattimento,purtroppo la presenza di tanti tanti bravi animatori non fu sufficiente per far decollre al meglio la nuova serie di Yamato.

Continua con L'Episodio 2





Yamato 2520. Un Design Differente













Continua dal post precedente..
Come per la prima Yamato, anche per quella la nuova furono realizzati tantissimi fogli modello e altrettante le prove per cercare di ricreare il più fedelmente possibile la sequenza del movimento della nave sullo schermo.
La nuova Yamato è composta da linee geometriche con molte curve, quindi la struttura reale della nave sarebbe stata travisata se la deformazione della ripresa non fosse stata fatta bene. Se fatto male, il realismo ne sarebbe stato compromesso, e al fine di comprendere adeguatamente l'intera struttura, era stato necessario disegnare a tre dimensioni tutta la nave in ogni sua prospettiva e avere nel frattempo un modello 3d, solo con un punto di riferimento efficace sarebbe stato possibile gestire tutto il lavoro senza un dispendio inutile di prove e di disegni.

Alcuni storyboard di Yamato 2520

Molte di queste prove infatti, possono essere evitate effettuando un passaggio determinante per la buona riuscita del progetto da sviluppare che è rappresentato dalla stesura di uno storyboard.
Nell’immagine in alto, potete vedere, attraverso i modelli cartacei distribuiti nella foto, alcuni esempi pratici realizzati dallo staff di Yamato 2520.
nota. Storyboard è un termine utilizzato nel mondo dell‘animazione e indica una rappresentazione grafica della sceneggiatura che, in una sorta di anteprima, consente di rendere al meglio il processo di preparazione delle scene da girare.Lo storyboard consiste in una serie di frame, raffigurati in un preciso lay-out grafico, che descrivono la sequenza dell'azione filmica mettendo in grado coloro che realizzeranno il prodotto finale, di farsi un'idea di come sarà il prodotto finito. In pratica nello storyboard si inseriscono il primo fotogramma di ogni sequenza ritenuta importante ai fini dell’obiettivo della comunicazione.Nello storyboard possiamo vedere il lay-out grafico di ogni fotogramma, il numero di frame, un time code, la descrizione dell’animazione (integrata in questo caso da frecce direzionali per rappresentare la dinamica degli elementi grafici che entrano in scena).
Lo storyboard può essere sviluppato anche attraverso immagini fotografiche oppure con fotogrammi chiave di sequenze video. Le schermate, rappresentate da figure geometriche (nel nostro specifico sono rettangoli), vengono collegate tra loro mediante frecce di connessione che caratterizzano la navigazione.



Alcuni frammenti di story reel di Yamato 2520 


Una forma più avanzata di storyboard, che costituisce il passo successivo a quest'ultimo in qualsiasi processo d'animazione, è lo story reel, ovvero degli storyboard montati in sequenza ai quali viene aggiunta un traccia sonora temporanea (con musica e voci dei personaggi, espediente per risparmiare tempo e molto utilizzato nelle serie 1 e 2 e in Battaglia Finale), in modo da creare un filmato che dia il senso del ritmo e aiutino a visualizzare la scena in maniera più dettagliata degli storyboard, in quanto scandiscono l'azione in tempo reale.
Man mano che lo storyboard procede, esso può essere migliorato e perfezionato. A volte si propongono più proposte di storyboard e si sceglie la più convincente prima di andare a girare le scene o organizzare una location.
Lo storyboard prevede un primo livello di ideazione della storia; l’inquadratura è integrata da un commento scritto che descrive la scena e i suoi aspetti emotivi. Molto spesso vengono riportati brani del dialogo, oppure si scrive il tipo di obiettivo che si intende usare; la luce o l'atmosfera che si vuole avere e, certe volte, si segnala addirittura il costo di un'inquadratura.










Toshiyuki Kubooka






Ad un design così fresco e innovativo che seguiva tanto bene i vecchi schemi e i progressi della moderna CG, era necessario che seguisse un character design da imprimere ai personaggi che fosse altrettanto moderno, nuovo e diverso da quello precedente. Giacché si voleva differenziare la nuova Yamato e il suo universo da quello classico del co-autore di sempre, fu indispensabile cercare uno stile totalmente opposto, uno che ricalcasse quello più in voga e molto usato tra la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90 e che imprimesse in sè i canoni della cosiddetta "Nuova Animazione" giapponese. In quegli anni, infatti, era possibile riscontrare in essa tutte quelle innovazioni che hanno consentito la rinascita tecnica ed artistica degli anime in televisione e degli OAV, ossia un'impostazione registica ancora più vicina alla cinematografia dal vero, tecniche che facilitassero una rapida uscita del prodotto sul mercato e un disegno e un tratto nuovo e differente che svecchiasse quello usato sino ad allora per rappresentare i personaggi. 

Toshiyuki Kubooka
È nell'ambito di questo rilancio che emergono nuovi talenti, ed è qui che entra in azione Toshiyuki Kubooka.
Anche lui, come Mikimoto e Anno, è parte di quella generazione cresciuta con gli anime in tv, professionisti che fanno animazione per vocazione e per passione personale, conoscitori (Hideaki Anno in testa) di tutti i tratti distintivi di ciò che vogliono e che piace agli appassionati di anime cominciato con quel boom fine anni '70 al quale Yamato per primo aveva dato inizio.
Ecco dunque che Kubooka inizia a distinguersi nel 1988 curando come direttore dell'animazione e regista insieme ad Haruhiko Mikimoto, Shoichi Masuo e ad Hideaki Anno i 6 Oav di Gunbuster. Sempre per la Gainax seguirà come animation director quella pietra miliare dell'animazione di fine anni 80 che è Nadia: The Secret of Blue Water (Il mistero della pietra azzurra ).
La svolta nella sua carriera nel 1994 con Giant Robo dove sarebbe diventato sia il character designer, sia direttore dell'animazione: successivamente in Yamato 2520, Kubooka reinterpreterà lo stile originale di Matsumoto imprimendovi la tipologia di tratto tipica del nuovo periodo.
nota. Kubooka non si limiterà a curare il design dei personaggi di Yamato 2520, ma si cimenterà ,sempre nel 1994, anche nella realizzazione, ma nello stile di Matsumoto questa volta, per le immagini delle copertine dei Laser Disc (Box e singoli) della Serie III del primo Yamato.

Il tratto di Yamato 2520 impresso da Toshiyuki Kubooka
ricorda indiscutibilmente quello di Giant Robo e Nadia

La combinazione di Shoichi Masuo, Mahiro Maeda e Toshiyuki Kubooka, quindi, diventerà la chiave che sconvolgerà completamente le atmosfere classiche della vecchia Yamato imponendo ad esso uno stile di design e di animazione cui i vecchi fan non erano e non si sarebbero mai abituati, fattore di non poco conto che col passare del tempo avrebbe compromesso inevitabilmente il futuro dei successivi episodi.
Lo stile dei tre artisti avrebbe trasformato Yamato in qualcosa di un po’ più simile a Nadia, soprattutto l’episodio 1 dove è evidente, sin dalle prime scene, un accostamento inevitabile al titolo prodotto dalla Gainax qualche anno prima.
Lo stile di “Nadia” era troppo estraneo perchè il pubblico potesse rapportarlo a quello di Matsumoto e questo contribuì non poco a decretarne il fallimento.
nota.Tuttavia lo stravolgimento del tratto originale non è sempre la causa del fallimento di una produzione, è sufficiente una cattiva sceneggiatura e un uso sconsiderato della CG per far colare tutto a picco, ne sarà un esempio Dai Yamato 0 Go, che nonostante verrà curato dallo stesso Matsumoto, subirà la medesima [se non dire peggiore..] sorte di Yamato 2520.

2004. Dai Yamato 0 Go di Leiji Matsumoto

Un'altra tipologia di lavoro ripresa direttamente da Nadia e portata in produzione sempre da Masuo, sarebbe stata la sua interpretazione personale delle esplosioni delle navi, dissimile da qualunque altra produzione che non fosse legata a quelle Gainax di quel periodo (Gunbuster e Nadia), il layot delle deflragazioni è pressoché identico alle scene in cui il Nuovo Nautilus veniva danneggiato dai colpi della torre di babele di Gargoil, una tecnica presumibilmente imparata dalla sua collaborazione con la Gainax di Hideaki Anno alla fine degli anni ’80.







Un passo indietro, ma forse no!







A riportare la nuova Yamato sulla vecchia strada sarà il veterano Takeshi Shirato, che nell'episodio 2 subentrerà a Masuo come curatore degli storyboard. Questo non sarà proprio un male per la produzione come invece è stato riportato in altri articoli, la regia e le atmosfere di Nadia e di Macross Plus, molto impresse sin dall'inizio del primo episodio, perderanno poco alla volta ,nel Vol 2, quelle sostanziali e differenti tecniche apportate da Masuo riportando il tutto a quelle più classiche delle precedenti produzioni, che per quanto arretrate, non avrebbero mancato di far scorrere ancora tanta adrenalina nel sangue negli OAV n 2 e 3 (la sequenza della nuova Yamato che fa letteralmente a pezzi i pannelli di uscita dell’hangar sotterraneo ne sono una dimostrazione).
Il Nuovo Nautilus da Fushigi no umi no Nadia
Era esattamente questo che mancava all'episodio 1: la figura al timone di un professionista che per anni aveva lavorato alla Yamato originale, una regia che, sebbene definita da una certa fetta di esperti vecchia e blanda, era riuscita invece per 10 anni a entusiasmare sia il pubblico giapponese sia quello del resto del mondo.
Alla fine Yamato 2520, dall’idea del progetto iniziale è stato trasformato in un programma dove le protagoniste sono davvero le astronavi, soprattutto dall'apporto portato da Masuo, che seppur grandioso come concetti FX, è stato quello che forse ha snaturato, (nonostante le sue buone intenzioni  e i 4 punti punti fondamentali di Nishizaki) il vero significato della serie originale.
Sembrerà che con queste parole si vanifichi il talento e l'impegno di Masuo, ma non è così, abbiamo esaltato allo stremo la magnificenza di un certo tipo di regia e di dettagli utilizzati negli scontri avvenuti nello spazio nell'episodio 0 e 1, ma non sono quelli che (seppur intriganti e mozzafiato) fanno di Yamato un’opera straordinaria, quello che molti non hanno compreso, (e forse lo stesso Nishizaki era sordo a questa verità) è che non sono le sequenze delle battaglie nello spazio o la ricchezza delle scene del mecha design delle astronavi a decretare il successo o il fallimento di Yamato (..2520 in questo caso), quanto il pathos, la morbidezza del tratto, il sentimento forte, tangibile e profondo presenti nelle serie 1 e 2, che erano (a parere di chi scrive), i veri punti di forza della saga.
Concludo citando una frase che Hideaki Yamamoto proferì nel 1981 a proposito delle Serie III  e cioè che: “è giusto che i fans capiscano e diano più rilievo agli avvenimenti delle vicende piuttosto che al dettaglio delle battaglie, che per quanto elaborate, sono soltanto delle immagini superficiali”.









Yamato 2520. Una Nuova Tecnologia









 Continua dal post precedente..
La produzione di Yamato 2520 inizia nel 1994 e in quegli anni sia il mondo del cinema, quanto quello dell’animazione vanno incontro ad una svolta epocale, questo infatti è il periodo nel quale si affaccia prepotente un metodo di lavoro differente da quello consueto con cui sino a quel momento erano stati realizzati i cartoni animati, un metodo che avrebbe progressivamente affiancato e spesso sostituito quello tradizionale.
Stiamo parlando dell'animazione al computer, cioè l'insieme delle tecnologie digitali applicate nell'animazione tramite l'utilizzo del computer e di software specifici.
La computer Animation aveva cominciato a diffondersi, ma piuttosto lentamente, sin dagli anni sessanta. Il computer era stato inizialmente usato per realizzare gli effetti speciali dei film dal vero, per creare le sigle dei programmi televisivi, o per animare soggetti bidimensionali. Coloro che si occupano di questo lato del lavoro sono definiti animatori di FX, quelli che per inciso sono i responsabili degli effetti speciali del film. Dal momento che sino a metà degli anni '80 il concetto di FX veniva spesso confuso o fuso assieme al concetto di mecha design, era difficile per chi si occupava di questo specifico compito emergere nel campo dell'animazione, proprio perchè nei credit non appariva la denominazione specifica di direttore o responsabile degli effetti speciali, quindi se se si tentava di ingaggiare un professionista esperto di FX a volte non si sapeva davvero chi cercare, quindi capitava che veri e propri talenti del genere rimanessero nell'ombra senza avere la possibilità di emergere.
I tempi però stavano velocemente cambiando, e la distinzione tra mecha e FX si farà più tangibile a partire dalla fine degli anni 1980.
Una delle figure importanti di FX in animazione che negli anni avrebbe cominciato a far parlare di sè sarebbe stato Shoichi Masuo.
La vera svolta verso l’uso massiccio di questa nuova tecnologia (CG e FX) sarebbe arrivata proprio nel periodo di Yamato 2520, vale a dire nel 1995 quando in America vide la luce Toy Story - Il mondo dei giocattoli, il primo lungometraggio d'animazione realizzato interamente in computer Animation tridimensionale. Da quel fortunato caposaldo nacquero poi una moltitudine di film completamente realizzati in grafica computerizzata, che, con l'industria cinematografica degli Stati Uniti saldamente in testa, avrebbe visto la nascita di un genere di film di animazione totalmente nuovo e differente, anche se è giusto ricordare, che nonostante i programmi per computer siano sempre più raffinati e in grado di sostituire lunghissime e laboriose lavorazioni manuali, ogni fase della creazione è comunque sempre guidata dalla creatività umana; estro che non può certamente essere riconosciuto ad una macchina.
Ma perché abbiamo iniziato questo articolo trattando l’animazione creata al computer? Non lo abbiamo affrontato inutilmente, poiché anche in fase di produzione, alla W.C.C si pensava di servirsi dell’uso della CG per realizzare il nuovo Yamato, (anche se in maniera molto minore di quanto fatto con La Rinascita del 2009) soprattutto per rendere più empiriche ed efficaci le grandiose scene di battaglie spaziali che sarebbero apparse sullo sfondo della nuova storia.





 
Shoichi Masuo


Valutando il reale uso di questa nuova tecnologia, chi era stato affidato il compito di curare lo storyboard, (dei quali parleremo nel prossimo post) cioè Syouichi Masuo, ribadiva che questa sarebbe stata impiegata in modo efficace ed intelligente, e affermava anche, che non ci si sarebbe dovuto affidare a tale tecnologia a meno che non ve ne fosse stata una reale necessità, Masuo affermava che si mette il carro davanti ai buoi se si tentava di trovare una scusa per utilizzarla senza motivo, poiché è sempre il disegno fatto a mano quello che conferisce fascino al cartone animato, la CG invece, il fascino lo toglie, perché è lo spessore del tratto personale impresso nell’opera a trasmette le emozioni al pubblico: sarebbe come trovarsi davanti a una poesia stampata e una scritta a mano, sicuramente sarebbe stata la seconda a trasmettere di più...
Shoichi Masuo
Il suo parere era che le sequenze di un anime che contengono "crepitio umano" sono sempre le migliori. (e le più vive) Un'artista non deve avere limiti o cercare scorciatoie, l'importante è che sappia cosa vuole fare e dove vuole andare. Purtroppo questo suo pensiero e questa sua ideologia verrà più volte disattesa negli episodi 2 e 3 quando lo staff che realizzerà i seguenti due OAV verrà in parte cambiato, l'uso della CG diventerà massiccio e drastico soprattutto nelle scene finali dell'Episodio 2.
Il capolavoro di Masuo, Sadamoto e Anno
Fushigi no umi no Nadia
Chi è esattamente Syouichi Masuo?
Syouichi Masuo o Shoichi Masuo, ha debuttato all'inizio degli anni 80 come animatore presso un piccolo studio chiamato Giants Studio. Questo studio è stato il campo di addestramento per qualsiasi numero di animatori più noti come Masayuki, Kazuya Tsurumaki, Yuriko Chiba e Toshiyuki Tsuru.
Intorno al 1985, Masuo lascia Giants Studio per unirsi ad un altro, dove nel 1986 lavora come direttore dell'animazione per il mecha di Project A-Ko, che lo porta ad avere un certo riconoscimento.
L’anno successivo sbarca alla Gainax, dove lavora sul primo Gunbuster assieme a Mikimoto, Kubooka e a Hideaki Anno come assistente alla regia, nello stesso periodo contribuisce anche ad alcune animazioni del film di Akira.
Approderà a Nadia all’inizio del 1989, e sarà proprio su questa produzione della Gainax e della NHK che Masuo avrà modo di distinguersi e di mostrare la sua reale bravura, la maggior parte dei meccanismi e degli effetti FX della serie sarà opera sua; da quella del Nautilus, ai sottomarini Garfish, alle macchine volanti di Gargoil.
La fluidità distintiva, le animazione realistiche, la velocità e il tempo d'azione delle scene da lui aggiunte all’anime, doneranno a Nadia una grande sensazione di ricchezza e di realismo senza mai lasciarle scadere di qualità o di credibilità, ma Masuo non è solo un esperto di FX, la sua sensibilità nella cura e nell’attenzione riposta nelle scene di animazione fanno di lui un regista mancato.
Masuo ha una visione limpida e chiara nella sua mente di ciò che vuole mostrare sullo schermo, e lo dimostra nel modo più sistematico ed efficiente possibile.
Figura molto importante e molto attiva in Nadia, Masuo sarà un animatore chiave negli episodi 8, 21, 34, 36 e 37. Direttore dello storyboard degli episodi 2 ,15 e 21 seguendo tutte le fasi animando sino all'ultimo le battaglie del Nautilus seguendo fino alla fine le fasi del suo affondamento. Ritornerà ad occuparsi di FX alla fine della serie curando insieme ad Hideaki Anno come direttore di animazione e mecha gli episodi più cruciali, il 38 e il 39.
Sarà grazie a suo grande talento che Nishizaki lo vorrà come responsabile chiave degli storyboard di Yamato 2520.
Ora a Masuo spettava il compito di rinverdire il mito della Yamato apportando ad esso quella tecnica e quella cura per gli effetti speciali che solo lui era in grado di creare.
Osservando il design della nuova Yamato creata da Syd Mead, la prima cosa che viene in mente a tutti, soprattutto a coloro a cui spettava il compito di portala in aniumazione, che questo è un progetto totalmente differente al quale si chiedeva di somigliare a quello già esistente, ma che era evidente, presentava delle sostanziali differenze.
Un azzardo quindi, un rischio che  i nostalgici cresciuti con la prima nave forse non avrebbero accettato; leggenda vuole infatti, che molti dei fan giapponesi avessero chiesto di non chiamare questo nuovo lavoro con il nome di Yamato, (ma credo però che si tratti di pure e semplici voci.. )
Coloro che per primi si ritrovarono spiazzati di fronte a questo progetto furono gli stessi animatori, che avendo lavorato per 10 anni sulla Yamato classica, vedevano in questo nuovo tipo di nave un soggetto troppo differente dal precedente. Anche Syouichi Masuo in un primo momento si ritrovò spiazzato, affermando che avrebbe riconosciuto nella nuova nave un’evoluzione naturale della prima Yamato solamente dopo averci lavorato sopra per un po di tempo, cosa che sperava avrebbero fatto anche i fans, cioè che alla fine non l'avrebbero considerata come una struttura estranea, ma come “la nuova Yamato".

Raffronto tra le scene di movimento della Yamato
della 18a generazione e la Yamato classica.

Un compito difficile per chi come lui veniva da produzioni realizzate con caratteristiche nuove, diverse e slegate dall’universo della prima Yamato.
Poiché il risultato era così incerto, era indispensabile fare il possibile affinché si individuasse nel nuovo progetto il tratto caratteristico della prima saga, tutto quindi dipendeva da come lo staff lo avrebbe presentato in animazione.


Un Precedente Illustre

Dare un taglio netto a ciò che si ritiene ormai obsoleto e che necessita di rinnovamento (anche se il classico non va mai in pensione.. e questo la dice lunga..) non era certo una prerogativa di Yamato, un simile “cambio di rotta” era già stato apportato a Star Trek alla fine degli anni ‘80, la nuova Enterprise concepita per la The Next Generation, non era certo uguale a quella di Kirk, tuttavia il pubblico americano si era presto abituato (questo non è vero per tutti..) anche se nel 1987 ci fu una prima tiepida resistenza al cambio di nave, tutto si risolse nel modo migliore.
Anche in questo caso si pensava di procedere nella stessa direzione, si auspicava infatti, che il pubblico si sarebbe abituato presto alla nuova Yamato una volta che l’avesse vista muoversi, e questo forse fu anche uno dei motivi per il quale The Quickening ed Episodio 0 (oltre a quelli economici e di organizzazione) vennero immessi sul mercato prima dell’uscita dei 7 episodi.(ridotti poi a 4).
Per raggiungere tale obiettivo, si tentò di riprendere parte delle sequenze del movimento della prima Yamato per riadattarle e aggiornarle seguendo la forma della nuova nave, in effetti, la sequenza della nuova Yamato che appare da un punto indefinito dello spazio e che sopraggiunge in primo piano sullo schermo, è molto simile a quello che nei decenni passati veniva definita una "scena banca", cioè il riciclo di uno stesso movimento della Yamato che sarebbe stato usato più e più volte negli episodi, ma mentre nella serie del 1974 questo espediente veniva impiegato per risparmiare i costi per i successivi episodi della saga, in Yamato 2520 questo accorgimento era stato adottato proprio affinché la gente, riconoscendo in esso il movimento classico della prima nave, avrebbe pensato: "Ah, questa è Yamato!".
nota.il "movimento banca” della nave sullo schermo considerato in primis un recupero di tempo e di costi, sarebbe diventato col tempo il segno distintivo caratteristico della Yamato, modificato e aggiornato in ogni successiva produzione; ne sarebbe stato creato uno nuovo nella Serie 2 e utilizzato nella maggior parte degli episodi, un'altra versione per Forever e recuperata poi nella sigla della serie III e nei suoi episodi, mentre l'ultimo movimento preparato per Battaglia Finale e impiegato solmente 2 volte in tutto il film, non sarebbe stato ripreso mai più.
continua..







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