Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki


Battaglia Finale. Le Bozze Inedite













Ho pensato molto prima di decidermi a scrivere quest’articolo. Ho sempre ritenuto questa scena piuttosto astrusa e inutile, tuttavia essa ha una storia alle spalle. Probabilmente le scene per questa sequenza furono le più difficili da scegliere, tanto difficili che alla fine non ne venne scelta neanche una (vedremo dopo il perchè..)
Come scritto nel precedente articolo, la sequenza dell'unione fisica tra Wildstar e Nova era diventata davvero un rompicapo per il produttore che alla fine, dopo tanta indecisione, si limitò a raccontare quello che voleva esprimere solamente tramite l'espressione del volto felice di Yuki.
Queste che vedete nella pagina sono immagini che tenevo nel cassetto da più di un anno.
Ecco alcune delle illustrazioni preparatorie originali di quella sequenza mai vista in Italia, in altri paesi e in altri siti web occidentali. Forse sarebbe stato più corretto da parte mia inserirle nella sezione Hentai, ma dal momento che si tratta di materiale assolutamente originale, il segmento del blog non avrebbe reso il giusto tributo a questo lavoro di Shinya Takahashi.



Adesso torniamo indietro di qualche anno:
Il mondo degli Anime era in gran fermento tra la fine degli anni ’70 e l’inizio dagli anni 80, nascevano in quel periodo nuove idee e nuovi concetti di SF. Ce ne siamo resi conto tutti in questi anni che i titoli di maggior successo, quelli più completi, i più indimenticabili erano proprio quelli creati nel penultimo decennio del ‘900, un' epoca d’oro che a distanza di quasi trent’anni non si è più riusciti a bissare.



La Serie III era terminata da quasi 2 anni e l'interesse per Yamato era sensibilmente calato.
Era necessario quindi che Yamato si dimostrasse ancora una volta all’altezza della sua fama, che fosse in grado di reggere il confronto con i nuovi titoli che venivano prodotti  e se possibile di surclassarli. Doveva essersene reso conto anche Nishizaki, grazie al boom innescato da Yamato ormai gli anime stavano diventando un prodotto per tutti, il suo non era più un settore relegato solo a quello dell’intrattenimento per i bambini, il mercato si stava evolvendo alla svelta, in quegli anni nascevano i primi OAV e  L' Home Video poggiava le prime basi di quello che poi nel tempo sarebbe diventato un settore molto fiorente.



Nishizaki pensava che Yamato dovesse ritornare nuovamente al cinema con un film spettacolare, una storia che ancora una volta fosse stata in grado di sorprendere il pubblico, una pellicola  che si dimostrasse al passo con i tempi e con le nuove tecnologie e nei nuovi formati audio-video: quindi video 70 millimetri, con 4 canali audio.


Nishizaki era dell’opinione che una scena realizzata per la TV veniva considerata accettabile quando essa era vicina, cioè visibile da una distanza di due metri, ma per sostenere un film sul grande schermo, si era/è tenuti a realizzare sequenze molto più dettagliate. Ma non è tutto. Quando si considerano le dimensioni di una sala cinematografica era indispensabile considerare che anche gli effetti sonori hanno la loro importanza. Forse per lui i prodotti lanciati nei cinema non avevano davvero la stessa qualità di un prodotto per le sale, dopo la realizzazione di Yamato Per Sempre le altre pellicole dovevano sembrargli davvero poca cosa. A suo giudizio una pellicola da presentare al cinema doveva avere per forza di cose uno spessore e una storia profonda e particolare.


L’ultimo Yamato quindi, avrebbe avuto uno spessore davvero particolare, questo doveva essere chiaro per tutti. In primis Nishizaki aveva pensato si da subito di realizzarlo in 70mm, (voleva già farlo con Yamato Per Sempre, un mezzo tentativo non del tutto riuscito..) ma come abbiamo visto, il super produttore avrebbe poi cambiato idea e la prima versione di Final Yamato a comparire nelle sale giapponesi sarebbe stata ancora una in 35mm.
Il copione si ripete, Nishizaki comincia a sbandierare la magnificenza del nuovo film (proprio come aveva fatto per Forever) prima di avere ancora bene in testa la sceneggiatura. (Motivo che come abbiamo visto lo porterà a realizzare poi  il film in tutta fretta). La sceneggiatura potava aspettare, la campagna marketing e gli incontri con i fans no.


In Final Yamato sarebbero stati affrontati temi più gravi degli altri film precedenti. Non ci sarebbero stati solo amore o romanticismo nella nuova pellicola, ma qualcosa di più profondo e più intenso. Nishizaki immaginava già nella sua testa le idee che voleva realizzare, tuttavia non gli riusciva di rappresentarle pienamente negli storyboard.
Le precedenti produzioni legate alla saga erano destinate ad un pubblico con un target di età compresa tra i 13-15anni, ma questa volta il super produttore era deciso a mirare a un pubblico di età superiore, quindi era necessario sottolineare gli aspetti drammatici del film.
Nonostante avesse lavorato tanto Nishizaki non era riuscito a completare in tempo le scene del matrimonio tra Wildstar e Nova, di conseguenza solo le scene della loro unione sarebbero poi state inserite nel film (che in qualche sala venne consegnato anche in ritardo). Nishizaki lo distribuirà ugualmente alle sale, orami è tardi per i ripensamenti, le scadenze andavano rispettate.



La scena finale tra Wildstar e Nova inizialmente non avrebbe dovuto svolgersi come era stata presentata nella prima versione del film. Il piano iniziale era dipingere i due, che dopo la loro unione sarebbero diventati “metaforicamente” una sola persona scomparendo nello spazio, tuttavia, poiché il superproduttore non era rimasto soddisfatto della rappresentazione della scena, decide di usare solo le immagini di Acquarius per chiudere il film, anche se nemmeno di queste era rimasto soddisfatto, in esse non riscontrava alcuna unità emotiva, pertanto, stabilisce semplicemente di tagliare tutta la sequenza, che era di circa 3,5 minuti.

Come si vede dalle illustrazioni, ci sono stati molti grandi concetti per l’idea della scena d'amore, tuttavia Nishizaki pensò che se li avesse usati nel film, il pubblico avrebbe reagito negativamente. Così stabilisce di tagliare tutte le bozze che aveva ideato (presumibilmente assieme a Shinya Takahashi) terminando la scena d’amore su un primo piano del volto di Yuki, pieno di felicità.


L’ultima scena che il produttore aveva in mente era quello dell’immagine del volto di Yuki come moglie e come donna. Il suo viso avrebbe dovuto si avvicinarsi a quello di Wildstar/Kodai e le loro labbra quasi a toccarsi con mano mentre scomparivano nello spazio infinito. Ma a quanto pare non ci sarebbe stato il tempo per fare nemmeno queste immagini.







Shinya Takahashi





Shinya Takahashi è nato a Tokyo il 5 novembre 1943. Caracther design, animatore e illustratore di artbook. Shinya era un amante dell’illustrazione del disdegno sin dalla sua infanzia e la sua aspirazione nella vita era proprio quella di poter realizzare un giorno quel sogno.

Dopo la laurea, nel 1965, Shinya viene introdotto da suo zio negli studi della Toei Animation Co., Ltd. Gli viene affida la serie TV anime "Ken il ragazzo lupo".  Dalla fine degli anni ’60 crea i volti di molte delle protagonista delle serie “Majokko” da “ Sally la maga” a Akko-chan " (lo specchio magico) a “la maga Chappy” alla serie di Nagai  “Cutey Honey” e  Majokko Megu-chan “Bia la sfida della magia” e Heidi. Shinya Takahashi approda a Yamato nel film del 1978 “Arrivedereci Yamato”, realizza alcune delle scene della partenza della nave dalla Terra, Nishizaki lo nota quando realizza la scena di Yuki mentre si cambia d’abito nell’infermeria della nave. (foto a lato). In quell'occasione Nishizaki gli disse: "Nessun animatore la mai disegnato una Yuki così terribilmente sexy ". Da allora Nishizaki gli affiderà la creazione dei volti di tutte le ragazze della serie, da Sasha II a Sada in Yamato Per Sempre a Akiko Todo a Luda di Sherpard nella Serie III. In Yamato Battaglia Finale curerà ancora i volti di Yuki (n.d.a. mai stata così bella) della Regina Acquarius e del piccolo principe Dunghilliano. Nel 1983 insieme alla grandissima Akemi Takada cura il design del film di Lamu “Only You”.
Ancora per Nishizaki curerà nel 1985 il design di Sara, l’unica ragazza dell’equipaggio di “Odin il veliero dello spazio”. Sua ancora la caratterizzazione più curata in alcuni episodi di autentiche bellezze dell’animazione come Creamy, Madoka Ayukawa, Ransie la strega.
Ancora per la Toei verrà coinvolto nella serie di Matsumoto, “La regina dei 1000 anni” e il film di Capitan Harlock del 1982 “Arcadia della mia giovinezza” Sempre per Toei: “La lampada di Aladino” e nel 1992 il film remake di “Candy Candy”. Nel 2004 segue insieme a Akio Sugino e a
Osamu Dezaki i bellissimi OAV di Black Jack.
E’ ancora molto attivo ancora oggi nel campo dell’animazione come regista e capo animatore.







Yamato Battaglia Finale: Tra Scienza, Teorie e Miti













Le bozze mostrate nella pagina precedente non furono certamente le uniche realizzate per la scena d'amore tra Kodai e Yuki, parte di esse, poi scartate  (foto in basso) dovevano svolgersi tra le acque, quelle che da Acquarius portarono la vita sulla Terra.
Con questa visione si intendeva sottolineare il concetto della vita, che continua e ritorna a fiorire ancora oggi attraverso l’unione tra due esseri umani.
Nishizaki intendeva raccontare questo magnifico avvenimento, che è la nascita della vita, proprio attraverso le splendide immagini di questa pellicola, perchè un film può essere molto di più di una semplice forma di intrattenimento, può essere anche il mezzo più adatto per raccontare e comprendere meglio ciò che ci circonda, ma per fare questo è obbligatorio trovare un buon tema su cui svilupparlo.
Questa volta Nishizaki aveva voluto sviluppare il tema della vita nella sua complessità cercandolo fino alla sua origine e aveva scelto di farlo nel modo più bello; non a parole, ma attraverso la pura arte delle immagini.






L'Origine della Vita.







L'origine della vita sulla Terra è un tema universale, infinito da trattare, la sua origine è pressapoco databile entro un periodo compreso tra i 4,4 miliardi di anni fa, (quando cioè l'acqua allo stato liquido comparve sulla superficie terrestre), e i 2,7 miliardi di anni fa. Il concetto di origine della vita è stato trattato fin dall'antichità nell'ambito di diverse religioni e nella filosofia; con lo svilupparsi di modelli scientifici spesso in contrasto con quanto letteralmente affermato nei testi sacri delle religioni, l'origine della vita è diventato tema di dibattito tra scienza e fede.

La ricostruzione della storia della vita presenta ancora molti interrogativi, concernenti soprattutto la loro provenienza esatta. I composti organici sono relativamente comuni nello spazio, specialmente al di fuori del sistema solare, dove i composti volatili non evaporano per effetto del calore solare.
Le comete (o il pianeta composto di acqua presentato in questo film) sono rivestite da strati esterni in materiale scuro, ritenuto essere simile al catrame composto di materiale organico complesso formato da semplici composti del carbonio andati incontro a reazioni dovute soprattutto all'irraggiamento da parte degli ultravioletti.
Si può supporre che una pioggia di materiale dalle comete possa aver portato sulla Terra quantità significative di tali complessi organici.
L'impatto di tale materiale nelle comete con la superficie terrestre potrebbe aver rilasciato una gran quantità di complessi organici, infatti, in alcuni frammenti analizzati, sono state ritrovate tracce di ammine e molecole di carbonio, che costituiscono la struttura di base delle grandi molecole come il Dna, che a sua volta contiene il codice genetico ed è elemento fondante della vita e ipotizzando che materiale simile a questo sia caduto sulla Terra e abbia trovato le condizioni giuste per evolversi, è possibile, secondo gli scienziati, che abbia portato alla formazione della vita.

Script inedito della scena finale tra Kodai e Yuki

La Regina Acquarius "incarna" il Nous
divino di Battaglia Finale
Nel film Battaglia Finale è ponderata anche una possibile differente teoria a quella della formazione naturale, la stessa elaborata da Anassagora, secondo cui la vita sulla Terra si sarebbe sviluppata in seguito allo sviluppo di "semi" presenti in tutto l'Universo, armonizzati da un Nous, una sorta di intelligenza divina che non si mescola alla materia, ma la domina e la dirige dal di fuori, creando dal caos originale, un cosmo nel quale si dispiegano la bellezza e l’ordine della natura. Esso prelude in un certo senso al demiurgo di Platone e al motore immobile di  Aristotele.                                       
Il Nous è il divino (rappresentato nel film dalla Regina Acquarius) che pensa perennemente a se stesso, e così "pensandosi" si autogoverna e involontariamente governa anche il mondo. Stando ai frammenti che Anassagora ci ha lasciato, possiamo dire che è puro perché al contrario delle altre cose non ha mescolanza con altri semi, che è esterno alla materia, che è ordinatore del mondo e che immette lo spirito nella materia che ha creato.
Sulla sua natura si è dibattuto e si dibatte.
Per alcuni esso è essenza materiale anche se “sottile” (espressione utilizzata dallo stesso Anassagora) e incorruttibile. Per altri, essendo spirito, è immateriale.
Tale ipotesi è stata ripresa nell'Ottocento e prende il nome di panspermia.
Secondo Platone, il mondo visibile sarebbe opera del Demiurgo, una sorta di divinità che avrebbe traslato il mondo perfetto delle idee nel mondo terreno imperfetto.
Diversa invece la concezione aristotelica: secondo Aristotele, infatti, essendo Dio puro pensiero e immutabile, non può creare il mondo, che è anch'esso eterno. Come riporta Cicerone (Tuscolane, 15, 42): «il mondo non ha mai avuto origine, poiché non vi è stato alcun inizio, per il sopravvenire di una nuova decisione, di un'opera così eccellente.








Similitudini tra il film e le civiltà passate, tra Teorie e Miti.







Oltre al dilemma della nascita della vita sulla Terra, il film ci introduce in elementi che spaziano dai miti delle civiltà perdute, a quella del Diluvio Universale, sino ad arrivare alla corrente del pensiero Teosofico e alle teorie e alle scoperte di molti studiosi contemporanei come il prof. Sitchin.
Zecharia Sitchin ricercatore russo scomparso lo scorso anno, era uno dei rarissimi studiosi del nostro tempo in grado di tradurre le scritture cuneiformi lasciate dagli antichi Sumeri.
Sitchin fonda le sue convinzioni partendo da un remoto passato.

Circa 450 mila anni fa una razza di esseri proveniente da un pianeta lontano, “Nibiru”, pose piede sulla Terra colonizzandola e dando inizio ad esperimenti di biogenetica che diedero poi vita alla civiltà dell’attuale razza umana.
Le similitudini con il film di Yamato non sono limitate esclusivamente alla sola presenza di Nibiru che ogni 3.600 anni, dopo aver compiuto il suo giro intorno al sole, ritorna in prossimità della Terra causando sconvolgimenti alla superficie del nostro pianeta, ma si rifà anche alle teorie del professor Sitchin anche in altri due punti:
1) In una delle tavolette babilonesi, (anche se sarebbe più corretto attribuirle ai Sumeri), che il dottor Sado mostra al generale Todo (una tavoletta su alcune migliaia realmente ritrovate) si fa riferimento ad un pianeta errante che ogni 3000 anni ritorna in prossimità della Terra, lo stesso Kodai, poi, dal centro della galassia, avvalora le scritture sull’argilla annunciando proprio al generale Todo l’arrivo di questo pianeta entro quella data.
2) Questa strana relazione con il Pianeta 12 è resa ancor più curiosa dal fatto che Acquarius e Nibiru siano accumunati da altre similitudini. Nibiru infatti significa: “il pianeta che attraversa” e l'altra analogia è che embedue ritornano in prossimità della Terra ogni 3000/3600 anni.

nota. La teoria dell'esistenza di un pianeta errante formato completamente di acqua non sembra però appartenere solo al mondo della fantascinza o della fiction in generale, ciò che in Yamato Battaglia Finale è stato frettolosamente liquidato come semplice teoria, è stato invece rivalutato dagli scenziati proprio nei giorni di Luglio 2011 quando hanno scoperto un' enorme nuvola di vapore acqueo che fluttua intorno a un buco nero nell'universo. La massa d'acqua sarebbe gigantesca, ed è posizionata ben oltre 10 miliardi di anni luce di distanza dalla Terra, situata nelle regioni centrali di un lontanissimo quasar, essa conterebbe più di 140 miliardi di volte la quantità di acqua presente negli oceani della Terra.
Il quasar in cui si trova il gigantesco serbatoio d'acqua è a circa 12 miliardi di anni, formatosi solo 1,6 miliardi anni dopo il Big Bang.

Tornando invece alla fiction, a parlarci dei catastrofici effetti di Acquarius-Nibiru, è lo stesso imperatore Lugal, quando nel film afferma che nel momento in cui Acquarius (o Nibiru) ripassò accanto alla Terra, causò il repentino sciogliersi dell’immensa quantità di ghiaccio accumulatasi sull'Artide durante l'ultima glaciazione e che scivolando nell'Oceano scatenò un maremoto gigantesco divenuto nella tradizione, appunto, il Diluvio Universale.
Questo ci porta a trovare altre similitudini, sia con le teorie di Sitchin, sia con quelle della Teosofia, infatti, questa corrente di pensiero afferma che gli spaziali presenti allora sulla Terra nell anno 10.048 a.C decisero di abbandonare il pianeta a causa di un cataclisma che presto avrebbe avvolto il mondo e purtroppo qualcosa di terribile stava per accadere davvero.
La tecnologia degli Annunaki, stirpe di spaziali insediatasi sulla Terra in Mesopotamia e che diede inizio alla civiltà Sumera (e di cui il dottor Sado mostra le tracce della loro presenza su alcune tavolette di argilla), aveva previsto la catastrofe; l'ordine fu di abbandonare la Terra, i Nefilim o Annunaki, (nel film potremmo  tranquillamente rapportarli ai Dunghilliani), ospitarono alcuni esemplari dei terrestri della stirpe di Ziusudra (Noè) nelle loro arche, una scena mostrata anche nel film. (foto sotto)

Il disco volante giunto da Dunghil durante il Diluvio.
Molto forte in questo film, è il richiamo con
le discipline della società Teosofica e della New Age
Lugal infatti afferma che durante il cataclisma, giunse da Dinguil un disco volante, che discendendo sulla Terra portò via con se quanti più esseri umani possibili, quelli che in seguito mischiatisi con la popolzione originaria di Dinguil, avrebbero formato una nuova colonia di esseri umani.
Gli esseri umani abbandonati sulla Terra avrebbero, dopo il diluvio, ripopolato il pianeta. Conclusa la missione di salvataggio, i Teosofici Nefilim o Annunaki (Dunghilliani nel film) lasciarono la Terra. L'asse terrestre intanto si spostava di alcuni gradi, provocando lo scioglimento del resto dei ghiacci polari e la conseguente 'inondazione' si estese in tutto il pianeta. Gli spaziali sulla Terra si salvarono nelle gallerie sotterranee; quando ne uscirono, furono considerati Dèi dagli sparuti gruppi di superstiti.
Nel frattempo, alcune operazioni di biogenetica furono compiute sui terrestri affrettando la loro evoluzione (è la Genesi biblica), da queste sottorazze ominidi, i Nefilim o gli Elohim, crearono l’attuale razza umana.
Che gli alieni e i terrestri abbiano origini comuni, il film ce lo dimostra anche attraverso la rappresentazione dall’architettura delle costruzioni; molto simili in entrambe le civiltà, ne è un esempio la Ziguratt di Uruk dove Lugal: imperatore e indiscusso leader religioso, officia le cerimonie rituali e dalla quale scruta i corpi celesti al fine di trarne auspici e profezie.

La Ziggurat del satellite Uruk è una copia fedelissima
della Torre di Babele della Mesopotamia antica
La Ziggurat di Babilonia, così come quella del film è chiamata ‘la Casa del fondamento del Cielo e della Terra (l’Etemenanki), ed era alta (pressappoco come quella del film) di più di 90 metri, aveva 7 livelli e sulla cima un piccolo tempio dove dimorava permanentemente il dio della città: Marduk.(che nel film è rappresentato dalla statua di un gigante dalle orecchie appuntite e dalle ali demoniache).
 Queste torri mesopotamiche (fra quelle, questa era la più alta di tutte), sarebbero una rappresentazione della montagna verso il sacro verso Dio o verso gli dei spaziali) e si irradiava completamente sul sito di Babilonia, perché era visibile da tutte le parte della città.
Quest versione più "fantscientifica" del ruolo della Ziggurat del continente, ci riporta inevitabilmente a parlare di un'altra teoria di Sitchin, quella di un uso diverso da quello reigioso. In questo caso, la funzione della Zigurat del continente Uruk, così come la torre di Babele sulla Terra, oltre che rivestire il ruolo di luogo di culto religioso, era usata anche come pista di decollo e di atterraggio per navi spaziali.
Chi ha buona memoria ricorderà che la nave a disco di Lugal, la stessa leggendaria Arca di Noè che 18.000 anni fa aveva salvato gli abitanti della Terra dal diluvio, fuoriesce dal tempio in rovina: ecco dunque che le similitudini tra la storia del passato terrestre e quella del film collimano sorprendentemente.
Più semplicemente, la guerra tra la Yamato e Lugal potrebbe essere paragonata benissimo a quella avvenuta in tempi antichissimi tra i due dei Annunaki: Enki e suo fratello Enlil, entrambi dotati di una forza tecnologica spaziale, si affrontano per decidere del destino del genere umano.
La Ziggurat era costruita nel recinto sacro (lo stesso Lugal parla addirittura di unità di combattimento di superficie nel recinto sacro del tempio).
Questo grande rettangolo di mura gigantesche era circondato di strutture e di porte, fra quelle la più famosa è la porta santa che apre sul viale processionale (lo stesso in cui Wildstar/Kodai fa irruzione verso la fine del film).

La porta santa del tempio di Lugal
Questa porta era aperta soltanto per occasioni speciali, fra quelle il passaggio della processione solenne di Marduk.
Ma le similitudini tra il film e la civiltà babilonese non si fermano qui: il nome del continente vagante di Lugal “Uruk” si ricollega ad un'antica città babilonese (la sumerica Unug, la biblica Erech, la greca Orchoë e l'araba وركاء, l'odierna Warka) un'antica città dei Sumeri e successivamente dei Babilonesi, situata nella Mesopotamia meridionale.
Il sito di Uruk fu occupato per almeno 5.000 anni, dal tardo periodo di Ubaid (4000 a.C.) fino all'inizio del III secolo a.C. Alla fine del IV millennio a.C. era uno dei più grandi insediamenti urbani della Mesopotamia, se non del mondo.
Agli inizi del III millennio a.C. la città, sotto la terza dinastia di Uruk, estese la sua egemonia sulla Babilonia e divenne un grande centro di culto del dio Anu e in generale uno dei maggiori centri religiosi del regno.
Nel quinto film di Yamato, il continente vagante di Uruk potrebbe benissimo paragonarsi alla città viaggiante degli dèi. Anche il nome dell'imperatore Lugal non è stato scelto a caso: nella mitologia babilonese questo sarebbe stato uno dei nomi attribuito al figlio di Gilgamesh ovvero Ur Nungal o Ur Lugal, che significa appunto Re delle terre di Ur, in ebraio: Arphaxad, che significa Ur di Babilonia.
Nella storia babilonese Il Lugal (o lu-gal) è il titolo riservato ai re delle città-stato sumere, che solitamente si reggevano su una ierocrazia. In lingua sumera significa grande uomo.
A Lugal erano attribuiti anche le prerogative di en o patesi (sommo sacerdote della divinità) e isakku (amministratore delle terre).
Il primo ad usare questo titolo fu Mesalim di Kish, sostituendo l'antico ensi. Lugal, originariamente, indicava semplicemente un giovane di particolari qualità che proveniva da una ricca famiglia di proprietari terrieri.
I nomi di molti re sumeri sono stati mutuati dal loro titolo. Tra questi, gli esempi più famosi sono Lugal-Banda di Uruk, Lugal-kinishe-dudu di Uruk e Ur, Lugal-Sha-Gen-Sur di Lagash, Lugal-Zaggisi di Umma. A capo degli ittiti vi fu un re, PU-LUGAL-ma, il cui nome usa il titolo sumero.










Il Restyling di Battaglia Finale













E’ risaputo che dopo aver fatto le cose di fretta, si prende il tempo necessario per fermarsi a riflettere, guardarsi intorno, e se il caso, riprendere in mano ciò che si è realizzato e tentare di migliorarlo.
Un vecchio proverbio (..italiano immagino, ma che vale anche per i giapponesi) afferma che la gatta frettolosa fa i gattini ciechi.
Nel caso di Battaglia Finale, è Nishizaki ad aver fatto la parte della gatta frettolosa.
Il suo tanto voler correre per cercare disperatamente di rispettare il termine del 19 marzo, doveva inevitabilmente aver deluso molte delle aspettative che si era prefissato di realizzare.
Non era colpa di nessuno dello staff se Kanketsu hen aveva visto la luce solo 3 mesi dopo il concepimento definitivo della sua sceneggiatura.
Ora per Nishizaki era tempo di porre rimedio a questo parto prematuro e cercare in ogni modo possibile di abbellire la sua creatura nata tanto frettolosamente.
Alla fine, aveva fatto quello che voleva, si era preso il tempo che gli era servito, ed era riuscito, pur con una certa dose di tirannia, a consegnare la pellicola per la data prevista, quello che rimpiangeva di più, data la limitata quantità di tempo di produzione, era di non aver dato al film il 100 per cento della cura necessaria.
Lui stesso avrebbe più tardi ammesso che se avesse avuto due/tre mesi di tempo in più a disposizione, avrebbe certamente ottenuto un risultato migliore.
Pur apparendo qualitativamente di alto livello, era chiaro agli occhi del produttore e dello staff, che la prima versione di Kanketsu hen (che sarebbe uscita in VHS in 35 mm) si proponeva come una pellicola decisamente troppo buia, oltremodo oppressiva e con dei colori indiscutibilmente troppo freddi.
Nelle intenzioni del produttore c’era stato sin dall'inizio il progetto di regalare al pubblico un film che trasmettesse calore, armonia e lucentezza, ma nelle settimane della sua permanenza nelle 30 sale cinematografiche del Paese, Battaglia Finale pareva tutto all’infuori di un lungometraggio che trasmettesse armonia.
Di questo Nishizaki ne era perfettamente conscio e il pensiero di aver regalato al suo pubblico un lavoro che non rispondeva pienamente alla sua visione, doveva di certo averlo tormentato per parecchi giorni, inoltre va considerata una certa dose di orgoglio personale da difendere, dopo 2 anni di annunci, di conferenze, di incontri e anticipazioni, davvero non sembrava il caso di annoverare negli annali della saga, un film che si sapeva essere stato realizzato di fretta.
Tuttavia Nishizaki aspetta a muoversi; aspetta che il film venga ritirato dalle sale e aspetta ancora dopo l’uscita in VHS. Ci domandiamo quante e quante volte il produttore possa aver rivisto questo film prima di decidersi a migliorarlo. Quante volte si sarà chiesto: "è sufficiente questo per esprimere tutto? È questo il massimo?" Anche se è quasi impossibile per un produttore essere pienamente soddisfatto del lavoro presentato al pubblico, vi è sempre un margine di dubbio o di insofferenza, indipendentemente da quante revisioni siano state fatte, e lui era soddisfatto solo in una certa misura del lavoro e dell'organizzazione della storia.

Immagine di Yuki dal SuperDeluxe di Battaglia Finale
edito dalla Westcape
In un certo qual modo Nishizaki era riuscito a concretizzare quello a cui aspirava sin dall’inizio: creare un anime che si staccasse definitivamente dal marchio dei Terebi-manga. 
Con Final Yamato voleva concretizzare questo suo desiderio fino in fondo, non voleva solo esprimere amore o romanticismo in questo film, ma voleva andare oltre, raccontando qualcosa di più profondo e di più intenso.
Fino a quel momento la fascia di mercato di riferimento di Uchuu Senkan Yamato era per una fascia di età che variava tra i 13 e i 15 anni, ma questa volta voleva rivolgersi anche un pubblico più adulto e per farlo era indispensabile portare la storia ad un livello più alto, più drammatico e maturo intensificando gli eventi portando i caratteri della sceneggiatura ad un livello emozionale massimo.
Per prima cosa occorre considerare, che com’era all'inizio del 1983, a Battaglia Finale non sarebbe bastato solamente essere rivisto in parte, ma andava semplicemente rifatto: minuti e minuti di animazione andavano interamente ridisegnati e ripuliti, vi erano intere sequenze che andavano corrette: ogni sfondo della pellicola aveva bisogno di essere ripreso dagli animatori per essere migliorato o sostituito.
In questo film ci sono 1800 singole scene e Nishizaki contava di sostituirne almeno 200 a cui avrebbe aggiunto anche le altre scartate all’inizio.
A questo punto il lavoro ha inizio:
La fluidità della storia venne migliorata con l'introduzione di alcune scene all'inizio del film che risultò così più comprensibile, venne inserita una nuova scena dei fratelli Shima, un momento molto commovente che avrebbe aumentato il dramma della morte eroica di Daisuke (Mark Venture).
Infine, la sequenza finale del film era stata modificata per dare una più profonda impressione, e per concludere, si voleva migliorare ulteriormente la scena d'amore tra Kodai e Yuki.
Dal momento che Battaglia Finale andava smantellato, si affacciava l’idea di tentare la via dei 70 mm.
Il super produttore vede lontano e sa che quel formato rappresenta il futuro delle sale cinematografiche, quindi per fare di Yamato Battaglia Finale, un film che rimanesse nella storia, si poteva, (oltre ad averne fatto il film più lungo nella storia dell’animazione giapponese), incrementare ulteriormente la sua leggenda ricordandolo come il primo film ad uscire in home video (e nuovamente nelle sale all'occorrenza..) nel rivoluzionario formato di 70 mm con 4 o addirittura 6 canali stereo.
Nishizaki era consapevole che produrre un formato 70 mm per i cinema giapponesi era ancora prematuro agli inizi degli anni 80, infatti a quel tempo vi erano solo 20 teatri in Giappone che disponevano di apparecchiature con schermo e impianti audio appropriati. Questa difficoltà però non l’aveva scoraggiato, lui sapeva bene che le strutture e gli impianti dei cinema non restano ferme a lungo e che prima o poi i tempi sono destinati a cambiare: giocare d’anticipo, quindi, significava guadagnarsi il rispetto e la stima del pubblico, cose che per un produttore significano una grande soddisfazione personale.
Produrre un lungometraggio per il grande schermo in 70 mm era stato da sempre il suo sogno; la pellicola 70mm, infatti, al contrario di quella standard da 35 mm allora comunemente usata, occupa 8 perforazioni in altezza con un'area di 1728 mm2 (36 x 48 mm) in questo modo la qualità delle immagini viene migliorata di ben 6 volte rispetto alle proiezioni che vengono effettuate con una normale pellicola 35mm.
Anche l'audio sarebbe stato all'altezza del nuovo formato, perché avrebbe contenuto in sè anche le sei piste magnetiche della colonna sonora stereofonica (oggi si direbbe multicanale, ma si tenga presente che nel cinema, con stereofonia si è sempre indicata, fin dalla sua introduzione, una registrazione-riproduzione multicanale).
Le piste magnetiche erano collocate a destra e a sinistra dei fotogrammi, sia fra i fotogrammi e le perforazioni, sia all'esterno delle perforazioni. Cinque delle sei piste erano assegnate a canali frontali, mentre la sesta a un canale surround.
Se Nishizaki voleva attuare i suoi progetti non doveva perdere altro tempo, quindi, dal momento che Kanketsuhen sarebbe tornato alla produzione per il restyling, tanto valeva fare le cose per bene e definitivamente.
Nishizaki voleva dimostrare che l’animazione si poteva portare oltre la soglia dei 16/35 mm fino a 70 mm, ma per dimostrare tutto questo, era imperativo eseguire il lavoro con la dovuta calma e con l’impiego di un certo capitale: allora il super produttore parlò di una spesa che oscillava tra i 20/30 milioni di yen, un budget, che a suo dire, alla fine fu comunque rispettato nonostante l’impiego di mezzi moderni e rivoluzionari (per l'epoca)come lo scanimate che in questo caso venne impiegato per i migliore i diversi effetti di illuminazione e per la distinzione dei diversi tipi di fasci di energia, un lavoro che fu apportato (ed è evidente se si confrontano le due versioni) per due dei colori dei missili iper radioattivi.

nota. La tecnica “Scanimate” è il nome di un sistema di animazione analogico sviluppata dalla fine degli anni 1960 ai primi anni 80. I sistemi Scanimate sono stati molto utilizzati per la produzione di gran parte delle animazioni-video viste in televisione tra gli anni 1970 e 1980, nelle pubblicità, nelle promozioni, e nello spettacolo.
Uno dei vantaggi del sistema Scanimate, (prima dell’avvento dei moderni pc), è stata la capacità di creare animazioni in tempo reale. Il funzionamento di questa tecnica è semplice e consente di ricreare delle animazioni su un comune foglio di carta molto realistiche.
Il principio si basa su due livelli: un’immagine di sfondo (una figura nera con scanalature su sfondo bianco) e un foglio con strisce nere, denominate anche linee di scansione. Per animare e dare forma all’oggetto, è sufficiente far scorrere sopra il foglio trasparente con le strisce nere in modo che vada a coprire di volta in volta solo alcune zone dell’immagine di sfondo. Tutto questo crea una illusione ottica davvero bella da vedere.
E’ interessante vedere come l’animazione e la velocità della stessa dipende esclusivamente dalla scelta degli animatori, che possono stabilire secondo l'occorrenza, il tempo che si vuole impiegare per far scorrere il foglio.
Un'altra tecnica denominata kineko, venne utilizzata per rappresentare un morbido effetto atmosferico. Questo contribuì a rendere le immagini più realistiche, inoltre, venne impiegata una tecnica di solarizzazione per le scene del fascio di neutrini, molto evidente nella metà del film, quando la Yamato tenta di sottrarsi al colpo sparato dal satellite Uruk (n.d.a.. forse solarizzata un pò troppo ).
Nishizaki impiega tre mesi per ristrutturare il film (un lavoro e una spesa che si sarebbe potuto risparmiare se non avesse dormito così tanto sulla sceneggiatura)

Immagine dal SuperDeluxe di Battaglia Finale
edito dalla Westcape
Le scene finali tra Kodai e Yuki furono lasciate alla fine. Il piano iniziale per questa scena era che i due, dopo essere diventati uno (..concetto superfluo da spiegare..) sarebbero scomparsi nello spazio, mentre il mondo della Regina Acqaurius li avrebbe accolti in dissolvenza.
Tuttavia l'idea non aveva soddisfatto nessuno e venne scartata. 
Ecco ciò che Nishizaki voleva veramente fare: (la sequenza mostrata a sinistra) Kodai sussurra qualcosa a Yuki, lei si avvicina leggermente a lui e lo bacia. L'inquadratura chiave di quella scena, sarebbe stato di riprendere un primo piano del volto di Yuki che mostra la sua decisione, (chiaro a quale decisione si riferisse Nishizaki no?) ma non avendo potuto ottenere un'espressione del viso che rendesse appieno l’idea dei sentimenti della ragazza, anche questa scena venne abbandonata, il resto della sequenza che avrebbe concluso la scena si commenta da sè, inutile aggiungere altro.
Il rodovetro a destra è una vera rarità ( o meglio..lo era, dal momento che poi è stato inserito insieme a moltissimi altri rodovetri nel sito francese dedicato ai cel e alle bozze dedicati ai lavori di Leiji Matsumoto..  http://leijistudio.free.fr/museum/index.php?cat=8) perché non fu mai inserito nel finale alternativo, lasciando quindi la scena finale più soft di come lo si era immaginato all’inizio.

nota.Se può interessare, furono disegnate altre sequenze della scena del nudo di Yuki, alcune di queste sono poi state pubblicate nel 1984 su alcune riviste di animazione dell'epoca, altre le potete trovare cliccando sul link sopraindicato, mentre un pò più rare (ma comunque in mio possesso) sono le stupende bozze che Shinya Takahashi realizzò per quella scena, alcune di esse sono presenti nell'Hardcover di Battaglia Finale edito dalla Westcape.
Alla prossima!





Yamato Battaglia Finale: Musica, Animazione e Home Video.















Per quanto riguarda la musica di Kanketsu hen o Final Yamato, il primo album era uscito (insieme con altre ristampe) quasi un anno prima del film.
Si trattava di una raccolta di musica sperimentale, una sorta di narrazione libera.
La musica di Yamato grazie ai suoi brani colmi di sentimento e magnificenza, aveva contribuito profondamente, sin dal 1977, a creare un'industria musicale dedicata gli anime, che senza l’apporto del suo particolare gusto musicale, avrebbe tardato almeno altri dieci anni prima di svilupparsi.. se non di più.
La musica di Kanketsu hen, come per l’animazione, aveva dovuto per forza di cose correre dietro alla sceneggiatura che tardava a finirsi, prima di trovare un’espressione adeguata che le consentisse di abbinarsi alle scene del film.
Normalmente una colonna sonora prestabilita, è scritta e composta dopo la fine delle realizzazioni delle riprese, quella di Final Yamato (come le altre del resto) era stata scritta e composta contemporaneamente mentre si creava l'animazione. l temi delle melodie erano stati discussi mentre venivano mostrate le sequenze, ed eseguite poi dall’orchestra una volta valutato il concetto più appropriato.
La musica di Final Yamato è stata il migliore e la più pubblicizzata di tutti i film e questo era dimostrato solo per il numero di album a lui dedicati.
Quando il film usciva nelle sale, la Nippon Columbia Records aveva già pubblicato 3 album e la Tokuma record 2 album: 5 album in un anno.
Hiroshi Miyagawa e Kentaro Haneda erano stati scelti entrambi come garanti di primo piano per Final Yamato.
-Miyagawa era stato scelto come il responsabile per la scrittura delle melodie, e Nishizaki gli aveva chiesto di focalizzare la sua attenzione sulle scene a carattere emozionale, un tema in cui il maestro eccelleva alla grande.
-Haneda invece aveva musicalmente gestito le cornici che richiedevano una grande orchestra e la stesura di brani al pianoforte nei quali eccelleva. Questa era la prima volta in cui erano presentati simultaneamente per condurre un progetto di un film di animazione due stili e due professionisti nettamente diversi nei loro stili.

Hiroshi Miyagawa
Quella scelta aveva fatto sicuramente del film una produzione di alta classe; un mix perfetto che è ancora senza eguali nella storia dell'animazione.
Final Yamato ha unito i talenti di questi due grandi musicisti; Hiroshi Miyagawa e Kentaro Haneda che hanno composto in totale, 80 pezzi per la colonna sonora.
Miyagawa disse che grazie al contributo di Kentaro Haneda, la musica in quest’ultima produzione aveva assunto una nuova sensibilità. Haneda è un musicista che considera la musica classica come la base di tutto, pertanto, questa nuova veste musicale, ha donato a Yamato un tono molto più classico rispetto a quelli precedenti, intensità che seguono le linee di Tchiakovsky, Sibelius, o Faure.
Haneda è un pianista eccellente, ed è stato capace con i suoi brani di imprimere un’enorme energia al film, una potenza che eccelle anche in molti brani che purtroppo non sono stati inseriti nella pellicola (ma presenti negli album), ma chi scrive, può garantire personalmente che nell’archivio musicale (inedito..in Italia) ve ne solo alcuni con un impatto emotivo veramente forte.
Haneda aveva cominciato a lavorare su Yamato come pianista già dal 1978, quando si era reso necessario ricostruire l’orchestra sinfonica per preparare il tema di “Addio Yamato” ma non si era mai visto autorizzare a condurre dei pezzi, questa volta con il permesso del produttore Nishizaki e la benedizione del maestro Hiroshi Miyagawa, aveva aderito al personale di produzione.








Tempi Strettissimi Di Lavorazione







Non era però soltanto la partitura musicale ad avere i più grandi professionisti del settore.
Nemmeno questa volta Nishizaki si era lasciato scappare il talento e la professionalità di artisti dell’animazione come i veterani che avevano già lavorato per lui nelle precedenti produzioni.
Per il mecha design e per le animazioni di Battaglia Finale, Nishizaki aveva goduto come al solito della collaborazione di professionisti del calibro dell’onnipresente Katsumi Itabashi, che nel film si era occupato del mecha della flotta terrestre.
A questo proposito, forse Itabashi era stato l’unico un pò più fortunato nel suo lavoro, perché la maggior parte dei mecha design della flotta terrestre presentati in questa pellicola, provenivano da concetti precedenti. (e per chi conosce bene il lavoro dell’artista, può tranquillamente verificarlo osservando le varie corazzate, o gli incrociatori e le navi da trasporto).
Un simile discorso però non è applicabile al film del 2009 “La Rinascita” dove il design pensato per le navi dell’emigrazione ha un “sapore” (potremmo dire) completamente diverso.
Mentre Itabashi era impegnato con il lato terrestre, Yutaka Izubuchi, che si era distinto nella Serie III per gli armamenti di Galman/Gamilas, questa volta era assegnato al mecha Dunghilliano, le astronavi e il magnifico design dei cavalli robot di Lugal De Zahl e del suo esercito sono suoi.
Anche se la produzione del film era più elaborata e più profonda in contenuti rispetto ai precedenti, lo staff lamentava soprattutto la mancanza di tempo e le insistenti richieste del produttore, che frenarono la possibilità di esprimersi liberamente: molte idee di Izubuchi, di Shirato e di molti altri animatori non poterono trovare uno sbocco, (molte scene, come la morte di Shima decisamente più marcate e drammatiche nel progetto iniziale, erano state inevitabilmente tagliate, contribuendo in tal modo a sminuire il dramma umano, preferendo quello delle battaglie..una nota già segnalata nella Serie III), una foce che avrebbe sicuramente aperto le porte nell’animazione ad un concetto di fantascienza peculiare e innovativo.

Paradossalmente in Battaglia Finale si stava verificando lo stesso tragico problema della Serie I e della Serie III: tanti buoni concetti in tema di regia, di SF e di mecha che andavano a farsi benedire. Lavorare in simili condizioni era diventata una maledizione e un peso un po’per tutti: Kazuhiko Udagawa, Shinya Takahashi e Yoshinori Kanada vedevano solo l’ora di terminare e di tornare a casa. Tutti furono concordi che a causa del tempo killer, non si era potuto donare al film il meglio delle proprie capacità, da lì sorse il dubbio (o il mito) che al film mancasse effettivamente qualcosa e che il loro sforzo non era stato pienamente premiato.
Alla fine era diventato chiaro che tutti avevano provato un gran sollievo quando il film venne terminato, ma il risultato delle loro attese era stato soddisfatto sotto la soglia dell’80%.
L’urgenza di consegnare la pellicola per il 19 marzo, non si era ripercossa solamente sull’animazione, ma inevitabilmente anche sul doppiaggio e sul montaggio del suono; poiché non tutte le riprese erano finite nei tempi previsti, le registrazioni per il doppiaggio erano state fatte su una schermata vuota.
Le registrazioni erano iniziate il 20 febbraio del 1983, un mese prima dell’uscita al cinema, ma che aveva avuto dei momenti difficili perché vi erano moltissime scene ancora incompiute il che stava obbligando un po’ tutti i responsabili del settore audio a un lavoro ancora più duro ed estenuante.
Il problema più grande era l’inserimento degli effetti sonori, perché il calendario era davvero scivolato male. Il termine ultimo era per l’ 8 marzo. Il piano era di registrare tutto in mono per i primi cinque giorni, poi remixare in stereo.
Tuttavia, il mono aveva richiesto dieci giorni! E quello che era avvenuto per il personale dell’animazione e il doppiaggio capitò anche a quello del suono: lo staff di registrazione aveva avuto solo tre ore di sonno per notte, e le ultime tre sedute avevano richiesto  tutto il resto delle nottate per risolvere le ultime incombenze.

Tra i molti record stabilito da Final Yamato vi sono questi due: era (ed è tuttora) il film più lungo d'animazione mai realizzato, e il suo debutto in home video è effettivamente avvenuto una settimana prima che la sua permanenza nei cinema si concludesse.






L'Home Video di Battaglia Finale






Yamato Battaglia Finale fece la sua comparsa nei negozi nella sua prima versione in v35 mm (se qualcuno ce l’ha, si faccia avanti, sarei curioso di vederla) uscì nel 1983 su VHS e Beta.
Questa edizione è stata l’unica a uscire nel formato su nastro prima di essere trasformata e in parte ”ridisegnata” nella sua forma attuale in v70 mm e perdere la sua “originalità”.
Il suo prezzo di allora fu mostruoso: 22.500 ¥.
La prima apparizione della versione in 70 millimetri (ma comunque ancora con il formato 4:3) in Home Video avvenne un anno dopo essere stata “rivisitata” dagli studi della WWC per delle migliorie da apportare alla pellicola. Ma cosa era accaduto?
Dopo aver corso tanto per rispettare i tempi di scadenza, Nishizaki aveva deciso di ritirare dai negozi la versione in v35mm, (la stessa che era uscita nelle sale), per pulirla, modificarla, eliminare, ed eventualmente sostituire, le sequenze che non lo avevano convinto, trasformandola nel frattempo anche in un formato di 70 millimetri.
Per migliorare il flusso delle storia, molte scene erano state sostituite con altre, alcune invece erano state allungate per accentuare l'effetto della drammaticità. (..ed ecco che le parole di  Izubuchi trovano un raffronto con la verità).
Questo restyling aveva regalato alla pellicola ben 12 minuti di animazione in più, ed ecco che la prima vera uscita in Laserdisc nella sua versione definitiva avvenne sotto l’ala della Nippon Columbia nel 1985 a un prezzo più accessibile rispetto alla prima e UNICA edizione in v35 mm di due anni prima in Vhs.

Final Yamato fece la sua apparizione nel 1989 assieme agli altri 4 film e un disco bonus che comprendeva la prima versione del finale nel cofanetto di Laser Disc immesso sul mercato dall’Emotion, il cosiddetto: "Perfect Collection" del 1989 (che ho l’onore di possedere  foto a fianco..).
Poiché il box aveva un costo non indifferente di 45.000 ¥, la Emotion approfittava 4 anni dopo del 20 ° anniversario della Yamato per stampare i 5 singoli nel 1993, (che ho l’onore di possedere..anche questi..). Hiroyuki Kitazume aveva fatto un lavoro magnifico per questa edizione (che forse è la più bella e sontuosa finora stampata) in cui erano inclusi anche il trailer cinematografico e il finale alternativo, mentre in ognuno di essi erano presenti i primi settei per l’imminente Yamato 2520.
Gli USA potevano finalmente vedere i 5 film in lingua originale sottotitolati distribuiti dalla Voyager Entertainment su nastro VHS solo nel mese di agosto del 1995, anche la Yamato Video nel frattempo li avrebbe importati da noi quello stesso anno per un’edizione italiana.
In madre patria il LD e il VHS cessarono di essere distribuiti nel 1998, quando con un anno di anticipo sul 25 ° anniversario, la Emotion cominciava la sua collaborazione con Matsumoto.
Per quell’edizione singola di ogni film, le copertine di allora erano create da Toshihiro Kawamoto nel pessimo stile di Matsumoto (ho anche queste, ma da me non particolarmente apprezzate) e che contengono al loro interno alcune interviste a Matsumoto e un curioso tagliandino con il quale s’invitava il collezionista che aveva comprato l’intera collana dei film, a compilarlo e a rispedirlo alla casa distributrice, (completo dell’apposito talloncino) se desiderava ricevere un gadget in omaggio.
 Il DvD vede nascere la sua nuova era nel 1999, tutti i film furono stampati con un inserto riempito di note storiche.
Questa era anche la prima volta anche per il widescreen 70 millimetri di Final Yamato, un’edizione non particolarmente efficace giacché l'immagine era tagliata in alto e in basso.

Quattro anni più tardi in America, la Voyager ha seguito l'esempio del l'Emotion con la sua uscita di dvd sottotitolati.
Questa edizione chiamata "Yamato Collection DVD box", pubblicato nel marzo 2003, comprendeva una miriade di caratteristiche extra: il trailer originale cinematografico, una galleria d'arte, materiali storici e l'epilogo originale.
Una caratteristica singolare di questa edizione, è stata il reinserimento della colonna sonora per i titoli di coda, che nella versione originale cinematografica di 35 millimetri incluse una versione aggiornata della sigla TV originale intitolata Space Battleship Yamato '83: una nuova performance vocale da Isao Sasaki.
Quando l'edizione in 70 millimetri di Final Yamato fu distribuita nei negozi, la canzone fu sostituita da una base musicale TV standard di breve durata e con l’audio piuttosto basso (anche l’edizione nostrana è così), ed anche quando la bgm termina, i titoli di coda continuano a scorrere sullo schermo lasciando alcuni minuti di silenzio.
Eppure, per qualche ragione, Yamato '83 era ancora elencato tra i crediti come sigla.
La Voyager ha pensato saggiamente (peccato non lo si sia fatto anche in Italia..) di ripristinare la sua base musicale originale per l’edizione in DVD. Per ascoltare questa versione della sigla è sufficiente cliccare su questo link. http://www.youtube.com/watch?v=z_8cPfIosV8
La versione più recente di Final Yamato e degli altri film è un "Memorial Box," dell’agosto del 2007 della Emotion, si tratta di un dvd box set commemorativo per il 30 ° anniversario di Yamato.
Ora attendiamo l'edizione in Blu-rey.



  




La Trama di Yamato Battaglia Finale. Parte 2













Parte 2
Lugal II è morto, ma anche la Yamato rischia di fare la stessa fine. L’astronave però cambia prontamente rotta e Lugal De Zahl ordina di colpirla con il cannone a raggi neutrinici. Per evitare il pericolo, la Yamato si prepara al balzo, ma una dispersione di energia dal motore e dal cannone a onde impedisce di eseguire la manovra, anche spingendo al massimo i motori, l’astronave non può in nessun modo evitare l’impatto con il fascio di energia.
Kodai dispera per la loro salvezza mentre la nave è investita in pieno.
Sebbene sia circondata dall'ammasso di energetico, la nave fortunatamente non esplode, Sanada ipotizza che forse sia proprio la dispersione di energia che li circonda a far loro da scudo. Okita approfitta dell’occasione e invertendo la rotta, oltrepassa gli scudi nemici atterrando bruscamente con l’astronave su Uruk.
Discesi sul satellite, i Guerrieri delle Stelle devono per prima cosa evitare che gli apparati alieni immettano il fatidico raggio che permetterà ad Acquarius di compiere il ventesimo e ultimo balzo.
La Yamato fa immediatamente fuoco verso il dispositivo, ma tutto intorno alla zona è innalzato un campo di energia che rende inefficaci i colpi delle batterie dell’astronave.
È a questo punto che in sella a dei cavalli meccanici armati, ed esortando nel frattempo i suoi soldati a battersi fino all’ultimo, Lugal sferra un massiccio attacco da terra discendendo dalla sacra collina.
L’assalto alla Yamato è spaventoso, in breve tempo la corazzata è accerchiata e ghermita da decine di soldati a cavallo e da truppe gravitazionali che iniziano uno scontro a fuoco con l’equipaggio.


Kodai suggerisce di far uscire i Cosmo Tigers, ma poiché la poppa della nave poggia a terra, è impossibile aprire il portello da cui far uscire gli astrocaccia. Durante lo scontro a fuoco Shima è ferito al fianco e Kodai non accortosi di nulla, chiede all’amico di tornare al timone per sollevare la poppa della nave e permettere ai caccia di uscire, nel frattempo lui con il Cosmo Zero cercherà di trattenere gli invasori.
Nonostante sia gravemente ferito Shima, rientra in plancia fingendo di non aver riportato alcuna ferita, e anche se sofferente riesce a compiere le necessarie manovre; quindi i Como Tigers sono finalmente liberi di uscire. Acquarius sta per eseguire il balzo, mancano solo tre minuti.
Sorpreso dall’improvvisa reazione dei terrestri, Lugal fa ritorno al tempio senza accorgersi che il suo secondogenito lo osserva stupito da un recesso della nave.
Il ragazzo Dunghilliano abbandona la Yamato raggiungendo il tempio, mentre i Cosmo Tiger attaccano con successo la centrale di comando provocando l'interruzione dei raggi energetici.
Lo scampato pericolo permette ai Guerrieri delle Stelle di tirare il fiato e solo in quel momento Sanada si accorgere della mortale ferita di Shima. Okita ordina al giovane di curarsi, ma mentre Shima insiste per rimanere al suo posto, improvvisamente il raggio si riattiva.
Esiste dunque una seconda centrale di controllo e forse si trova all'interno del tempio. Sanada suggerisce quindi a Kodai, a Kato e agli altri piloti di fare irruzione all’interno del luogo di culto. Atterrati davanti all'edificio, gli ufficiali della Yamato ingaggiando subito battaglia con i soldati di guardia, ma supportato dalla copertura di Kato, Kodai riesce a oltrepassare la sala inferiore del tempio dirigendosi verso l’ascensore che lo conduce al luogo dove si trova Lugal De Zahl. Sull’ascensore Kodai incontra il figlio di Lugal che lo accompagna fino alla sala centrale dove si trova il re.

Faccia a faccia con Lugal, Susumu tenta di offrire all'uomo una mediazione, garantendogli che l’umanità sarà disposta ad accogliere lui e la sua gente se sarà fermata questa inutile guerra, ma l'offerta non è sufficiente poiché credendosi padrone e non ospite della Terra, Lugal ne reclama il possesso.
Deciso a porre fine alla questione, re De Zahl rivolge la sua arma su Kodai, ma il giovane Dunghilliano sopraggiunto nel frattempo per aiutare Kodai, è colpito a morte dallo stesso padre che fugge.
Mentre Kodai è inorridito da tanta crudeltà, il re attiva l'autodistruzione di Uruk e Okita ordina il decollo immediato. La Yamato è in difficoltà poiché i suoi motori non hanno sufficiente potenza per decollare dal satellite in rovina, e come se non bastasse, il suo pilota è prossimo alla morte. Nonostante le sue condizioni, Shima riesce con il supporto di Sanada a disincagliare l’incrociatore. Dalle viscere di Uruk l'astronave madre di Lugal si alza in direzione della Terra e la Yamato anziché decollare si serve dei retrorazzi per attraversare letteralmente il planetoide.
La manovra riesce e la Yamato si allontana raggiunta dai Cosmo Tigers.

Quando Kodai raggiunge il ponte, trova Shima, che morente, ha solo il tempo di dirgli addio, spirando tra le sue braccia, fa promettere all’amico di non abbandonare mai Yuki e di renderla felice.
Acquarius intanto, seguita dalla Yamato, riappare a tredici miliardi di chilometri spaziali dalla Terra e al quartier generale si stima che la raggiungerà in ventiquattro ore. Todo chiede a Okita se esista una possibile via di salvezza, pur non avendo una soluzione da offrire al comandante, l’anziano capitano risponde che finchè rimarrà sulla Yamato con tanti coraggiosi non si arrenderà tanto facilmente. Tuttavia una soluzione si fa strada nelle menti di entrambi i capitani dell’astronave. Kodai ha la stessa idea di Okita: imbottire la Yamato di esplosivo, frapporla tra la Terra e Acquarius, e con l’energia del cannone a onde moventi, produrre un’implosione interna che per effetto del contraccolpo creerà un'esplosione in grado di allontanare Acquarius interrompendo così il flusso della colonna d'acqua che altrimenti sommergerebbe la Terra.
La delicata manovra richiede però una celerità perfetta che non può essere affidata al pilota automatico ma all’esperienza di un essere umano che dovrà rimanere a bordo e sacrificarsi.
Kodai vorrebbe offrirsi volontario per eseguire questo delicato compito, ma l'anziano comandante si oppone, e ricordandogli la promessa fatta a Shima, reclama per se questo sacrificio, tuttavia chiede al giovane di convincere gli altri dell’equipaggio della necessità di questa scelta.
La Yamato atterra su Acquarius e i preparativi per trasformare l’astronave in una bomba a orologeria in movimento sono tutti eseguiti: le stive sono riempite di Trizio allo stato liquido e gran parte dell'equipaggio è trasferito sulla nave Fuyutsuki. Mancano soltanto 5 ore all'arrivo di Acquarius sulla Terra quando la flotta di Lugal De Zahl appare improvvisamente circondando la Yamato.

L’astronave non può permettersi in alcun modo di accettare il combattimento, anche un solo colpo inferto allo scafo potrebbe farla saltare in aria rendendo inutile tutta l’operazione. Okita ordina di ignorare le navi inseguitrici e comanda a Kodai ora al timone, di compiere il balzo verso la Terra, ma è già troppo tardi poiché queste hanno già aperto il fuoco.
Ma ecco che come per la guerra contro Polar, qualcuno giunge in tempo per aiutare un amico: Dessler è arrivato nel sistema solare per portare aiuto a Kodai, appena in tempo per impedire una rovinosa disfatta; distruggendo le navi Dunghilliane, Dessler ha rinnovato le speranza di salvezza per la Terra.
Il Supremo è più vivo che mai e protegge la Yamato mentre questa compie il balzo, poi col cannone Dessler spazza via la flotta nemica e il suo folle re.
Liberi per sempre dalla minaccia dunghiulliana, Okita può ultimare le fasi dell’operazione e dopo aver affettuosamente abbracciato e incoraggiato Kodai e Yuki chiede loro di occuparsi della procedura di sbarramento della bocca da fuoco del cannone a onde moventi, la complessa operazione è completata nella sala macchine con l’aiuto di Sanada. Una volta eseguito quell’ordine che per la Yamato e il suo capitano sarà la rovina, i tre amici lasciano l’astronave con una scialuppa raggiungendo la vicina Fuyutsuki.

L'equipaggio è ignaro della decisione del capitano e si accorge troppo tardi della scelta di Okita, tutti i presenti protestano, ma dopo un’iniziale catena di opposizioni, l'equipaggio comprende il sacrificio del capitano, e mentre l’astronave si dirige verso il suo destino, il personale di bordo saluta commosso il coraggio dell'uomo, mentre Kodai dice addio a quello che per lui è stato come il padre che aveva perso da ragazzo.
La Yamato ha finalmente raggiunto Acquarius, l’attrazione gravitazionale della Terra influenza le acque del pianeta che iniziano a innalzarsi sulla sua superficie. Sul nostro pianeta le nubi si addensano e il nuovo diluvio predisposto dal pianeta errante è prossimo a sommergere completamente la Terra.
La Yamato si trova esattamente tra la sua orbita e quella di Acquarius, la struttura dello scafo è scossa dalle violenti correnti atmosferiche e dalle prime strisce di acqua marina che la investono pesantemente. Il capitano Okita rimasto solo, predispone dinanzi a se il mirino del cannone a onde moventi.
Non vi è più un minto da perdere poiché le lingue d’acqua s’intensificano sempre più velocemente trasformandosi in un vero e proprio muro impenetrabile.
Quando la mortale massa d’acqua è abbastanza vicina all’astronave tanto da distruggerla, il capitano è pronto a compiere il sacrificio estremo.
Iniziando il conto alla rovescia, enuncia anche il termine della propria vita e di quello della nave, quindi con estremo coraggio preme il grilletto. Il colpo rivolto verso l'interno fa esplodere la Yamato spezzandola in due parti, ma anche se l' astronave è andata irrimediabilmente perduta questo gesto di estremo sacrificio non è stato inutile, l'onda d'urto generata dal Trizio infrange la colonna d’acqua che si riversandosi sullo stesso Acquarius lo allontana dalla Terra.

Dal ponte di osservazione della Fuyutsuki, Kodai e gli altri guardano disperati la morte del capitano Okita e la fine dell’astronave, che ora è appena visibile nel mare galleggiante lasciato dal passaggio di Acquarius.
Le acque si avvolgono su se stesse rimestandosi con onde impetuose che trascinano la nave negli abissi. Anche Dessler ha assistito pietrificato al toccante momento e anche lui si unisce al dolore degli amici. Dalla sua ammiraglia, il supremo di Gamilas osserva con gli occhi colmi di lacrime la fine della corazzata che aveva osteggiato per tanto tempo e che oggi invece piange la sua fine. Con un ultimo rombo che sembra un lamento, la prua della possente nave riemerge dalle acque mostrando a tutti le sue mortali ferite. Stremata e distrutta, la Yamato affonda lentamente discendendo in quella che d’ora in avanti sarà la sua casa.

Il Sole ora ha ripreso ad illuminare il nostro pianeta, le nubi sono andate via portando con loro le tragedie della guerra e i tristi pensieri.
Finalmente gli ex membri della corazzata spaziale Yamato e tutti gli abitanti della Terra possono cominciare una nuova vita.
I primi a farlo sono proprio Susumu e Yuki, che dopo tanta attesa e altrettanto dolore, guardano sereni all’avvenire coronando finalmente il loro sogno d’amore.
Dessler è partito, di lui non si saprà nulla nei prossimi anni, né se riuscirà a sopravvivere né se arriverà a fondare un nuovo impero nello spazio.
Per il momento Kodai e Yuki solennizzano la loro unione mentre una nuova vita sta per venire al mondo.


Ma la Yamato non è morta, riposerà in silenzio finché l’umanità non avrà ancora bisogno di lei, allora tornerà a ruggire riemergendo più potente che mai dal mare ghiacciato per soccorrere ancora una volta la preziosa vita di questo pianeta.
La macchina del destino procede inesorabile e le lancette del tempo sono puntate verso l’anno 2220.
Fine.


     








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