Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki

Yamato Battaglia Finale: Musica, Animazione e Home Video.















Per quanto riguarda la musica di Kanketsu hen o Final Yamato, il primo album era uscito (insieme con altre ristampe) quasi un anno prima del film.
Si trattava di una raccolta di musica sperimentale, una sorta di narrazione libera.
La musica di Yamato grazie ai suoi brani colmi di sentimento e magnificenza, aveva contribuito profondamente, sin dal 1977, a creare un'industria musicale dedicata gli anime, che senza l’apporto del suo particolare gusto musicale, avrebbe tardato almeno altri dieci anni prima di svilupparsi.. se non di più.
La musica di Kanketsu hen, come per l’animazione, aveva dovuto per forza di cose correre dietro alla sceneggiatura che tardava a finirsi, prima di trovare un’espressione adeguata che le consentisse di abbinarsi alle scene del film.
Normalmente una colonna sonora prestabilita, è scritta e composta dopo la fine delle realizzazioni delle riprese, quella di Final Yamato (come le altre del resto) era stata scritta e composta contemporaneamente mentre si creava l'animazione. l temi delle melodie erano stati discussi mentre venivano mostrate le sequenze, ed eseguite poi dall’orchestra una volta valutato il concetto più appropriato.
La musica di Final Yamato è stata il migliore e la più pubblicizzata di tutti i film e questo era dimostrato solo per il numero di album a lui dedicati.
Quando il film usciva nelle sale, la Nippon Columbia Records aveva già pubblicato 3 album e la Tokuma record 2 album: 5 album in un anno.
Hiroshi Miyagawa e Kentaro Haneda erano stati scelti entrambi come garanti di primo piano per Final Yamato.
-Miyagawa era stato scelto come il responsabile per la scrittura delle melodie, e Nishizaki gli aveva chiesto di focalizzare la sua attenzione sulle scene a carattere emozionale, un tema in cui il maestro eccelleva alla grande.
-Haneda invece aveva musicalmente gestito le cornici che richiedevano una grande orchestra e la stesura di brani al pianoforte nei quali eccelleva. Questa era la prima volta in cui erano presentati simultaneamente per condurre un progetto di un film di animazione due stili e due professionisti nettamente diversi nei loro stili.

Hiroshi Miyagawa
Quella scelta aveva fatto sicuramente del film una produzione di alta classe; un mix perfetto che è ancora senza eguali nella storia dell'animazione.
Final Yamato ha unito i talenti di questi due grandi musicisti; Hiroshi Miyagawa e Kentaro Haneda che hanno composto in totale, 80 pezzi per la colonna sonora.
Miyagawa disse che grazie al contributo di Kentaro Haneda, la musica in quest’ultima produzione aveva assunto una nuova sensibilità. Haneda è un musicista che considera la musica classica come la base di tutto, pertanto, questa nuova veste musicale, ha donato a Yamato un tono molto più classico rispetto a quelli precedenti, intensità che seguono le linee di Tchiakovsky, Sibelius, o Faure.
Haneda è un pianista eccellente, ed è stato capace con i suoi brani di imprimere un’enorme energia al film, una potenza che eccelle anche in molti brani che purtroppo non sono stati inseriti nella pellicola (ma presenti negli album), ma chi scrive, può garantire personalmente che nell’archivio musicale (inedito..in Italia) ve ne solo alcuni con un impatto emotivo veramente forte.
Haneda aveva cominciato a lavorare su Yamato come pianista già dal 1978, quando si era reso necessario ricostruire l’orchestra sinfonica per preparare il tema di “Addio Yamato” ma non si era mai visto autorizzare a condurre dei pezzi, questa volta con il permesso del produttore Nishizaki e la benedizione del maestro Hiroshi Miyagawa, aveva aderito al personale di produzione.








Tempi Strettissimi Di Lavorazione







Non era però soltanto la partitura musicale ad avere i più grandi professionisti del settore.
Nemmeno questa volta Nishizaki si era lasciato scappare il talento e la professionalità di artisti dell’animazione come i veterani che avevano già lavorato per lui nelle precedenti produzioni.
Per il mecha design e per le animazioni di Battaglia Finale, Nishizaki aveva goduto come al solito della collaborazione di professionisti del calibro dell’onnipresente Katsumi Itabashi, che nel film si era occupato del mecha della flotta terrestre.
A questo proposito, forse Itabashi era stato l’unico un pò più fortunato nel suo lavoro, perché la maggior parte dei mecha design della flotta terrestre presentati in questa pellicola, provenivano da concetti precedenti. (e per chi conosce bene il lavoro dell’artista, può tranquillamente verificarlo osservando le varie corazzate, o gli incrociatori e le navi da trasporto).
Un simile discorso però non è applicabile al film del 2009 “La Rinascita” dove il design pensato per le navi dell’emigrazione ha un “sapore” (potremmo dire) completamente diverso.
Mentre Itabashi era impegnato con il lato terrestre, Yutaka Izubuchi, che si era distinto nella Serie III per gli armamenti di Galman/Gamilas, questa volta era assegnato al mecha Dunghilliano, le astronavi e il magnifico design dei cavalli robot di Lugal De Zahl e del suo esercito sono suoi.
Anche se la produzione del film era più elaborata e più profonda in contenuti rispetto ai precedenti, lo staff lamentava soprattutto la mancanza di tempo e le insistenti richieste del produttore, che frenarono la possibilità di esprimersi liberamente: molte idee di Izubuchi, di Shirato e di molti altri animatori non poterono trovare uno sbocco, (molte scene, come la morte di Shima decisamente più marcate e drammatiche nel progetto iniziale, erano state inevitabilmente tagliate, contribuendo in tal modo a sminuire il dramma umano, preferendo quello delle battaglie..una nota già segnalata nella Serie III), una foce che avrebbe sicuramente aperto le porte nell’animazione ad un concetto di fantascienza peculiare e innovativo.

Paradossalmente in Battaglia Finale si stava verificando lo stesso tragico problema della Serie I e della Serie III: tanti buoni concetti in tema di regia, di SF e di mecha che andavano a farsi benedire. Lavorare in simili condizioni era diventata una maledizione e un peso un po’per tutti: Kazuhiko Udagawa, Shinya Takahashi e Yoshinori Kanada vedevano solo l’ora di terminare e di tornare a casa. Tutti furono concordi che a causa del tempo killer, non si era potuto donare al film il meglio delle proprie capacità, da lì sorse il dubbio (o il mito) che al film mancasse effettivamente qualcosa e che il loro sforzo non era stato pienamente premiato.
Alla fine era diventato chiaro che tutti avevano provato un gran sollievo quando il film venne terminato, ma il risultato delle loro attese era stato soddisfatto sotto la soglia dell’80%.
L’urgenza di consegnare la pellicola per il 19 marzo, non si era ripercossa solamente sull’animazione, ma inevitabilmente anche sul doppiaggio e sul montaggio del suono; poiché non tutte le riprese erano finite nei tempi previsti, le registrazioni per il doppiaggio erano state fatte su una schermata vuota.
Le registrazioni erano iniziate il 20 febbraio del 1983, un mese prima dell’uscita al cinema, ma che aveva avuto dei momenti difficili perché vi erano moltissime scene ancora incompiute il che stava obbligando un po’ tutti i responsabili del settore audio a un lavoro ancora più duro ed estenuante.
Il problema più grande era l’inserimento degli effetti sonori, perché il calendario era davvero scivolato male. Il termine ultimo era per l’ 8 marzo. Il piano era di registrare tutto in mono per i primi cinque giorni, poi remixare in stereo.
Tuttavia, il mono aveva richiesto dieci giorni! E quello che era avvenuto per il personale dell’animazione e il doppiaggio capitò anche a quello del suono: lo staff di registrazione aveva avuto solo tre ore di sonno per notte, e le ultime tre sedute avevano richiesto  tutto il resto delle nottate per risolvere le ultime incombenze.

Tra i molti record stabilito da Final Yamato vi sono questi due: era (ed è tuttora) il film più lungo d'animazione mai realizzato, e il suo debutto in home video è effettivamente avvenuto una settimana prima che la sua permanenza nei cinema si concludesse.






L'Home Video di Battaglia Finale






Yamato Battaglia Finale fece la sua comparsa nei negozi nella sua prima versione in v35 mm (se qualcuno ce l’ha, si faccia avanti, sarei curioso di vederla) uscì nel 1983 su VHS e Beta.
Questa edizione è stata l’unica a uscire nel formato su nastro prima di essere trasformata e in parte ”ridisegnata” nella sua forma attuale in v70 mm e perdere la sua “originalità”.
Il suo prezzo di allora fu mostruoso: 22.500 ¥.
La prima apparizione della versione in 70 millimetri (ma comunque ancora con il formato 4:3) in Home Video avvenne un anno dopo essere stata “rivisitata” dagli studi della WWC per delle migliorie da apportare alla pellicola. Ma cosa era accaduto?
Dopo aver corso tanto per rispettare i tempi di scadenza, Nishizaki aveva deciso di ritirare dai negozi la versione in v35mm, (la stessa che era uscita nelle sale), per pulirla, modificarla, eliminare, ed eventualmente sostituire, le sequenze che non lo avevano convinto, trasformandola nel frattempo anche in un formato di 70 millimetri.
Per migliorare il flusso delle storia, molte scene erano state sostituite con altre, alcune invece erano state allungate per accentuare l'effetto della drammaticità. (..ed ecco che le parole di  Izubuchi trovano un raffronto con la verità).
Questo restyling aveva regalato alla pellicola ben 12 minuti di animazione in più, ed ecco che la prima vera uscita in Laserdisc nella sua versione definitiva avvenne sotto l’ala della Nippon Columbia nel 1985 a un prezzo più accessibile rispetto alla prima e UNICA edizione in v35 mm di due anni prima in Vhs.

Final Yamato fece la sua apparizione nel 1989 assieme agli altri 4 film e un disco bonus che comprendeva la prima versione del finale nel cofanetto di Laser Disc immesso sul mercato dall’Emotion, il cosiddetto: "Perfect Collection" del 1989 (che ho l’onore di possedere  foto a fianco..).
Poiché il box aveva un costo non indifferente di 45.000 ¥, la Emotion approfittava 4 anni dopo del 20 ° anniversario della Yamato per stampare i 5 singoli nel 1993, (che ho l’onore di possedere..anche questi..). Hiroyuki Kitazume aveva fatto un lavoro magnifico per questa edizione (che forse è la più bella e sontuosa finora stampata) in cui erano inclusi anche il trailer cinematografico e il finale alternativo, mentre in ognuno di essi erano presenti i primi settei per l’imminente Yamato 2520.
Gli USA potevano finalmente vedere i 5 film in lingua originale sottotitolati distribuiti dalla Voyager Entertainment su nastro VHS solo nel mese di agosto del 1995, anche la Yamato Video nel frattempo li avrebbe importati da noi quello stesso anno per un’edizione italiana.
In madre patria il LD e il VHS cessarono di essere distribuiti nel 1998, quando con un anno di anticipo sul 25 ° anniversario, la Emotion cominciava la sua collaborazione con Matsumoto.
Per quell’edizione singola di ogni film, le copertine di allora erano create da Toshihiro Kawamoto nel pessimo stile di Matsumoto (ho anche queste, ma da me non particolarmente apprezzate) e che contengono al loro interno alcune interviste a Matsumoto e un curioso tagliandino con il quale s’invitava il collezionista che aveva comprato l’intera collana dei film, a compilarlo e a rispedirlo alla casa distributrice, (completo dell’apposito talloncino) se desiderava ricevere un gadget in omaggio.
 Il DvD vede nascere la sua nuova era nel 1999, tutti i film furono stampati con un inserto riempito di note storiche.
Questa era anche la prima volta anche per il widescreen 70 millimetri di Final Yamato, un’edizione non particolarmente efficace giacché l'immagine era tagliata in alto e in basso.

Quattro anni più tardi in America, la Voyager ha seguito l'esempio del l'Emotion con la sua uscita di dvd sottotitolati.
Questa edizione chiamata "Yamato Collection DVD box", pubblicato nel marzo 2003, comprendeva una miriade di caratteristiche extra: il trailer originale cinematografico, una galleria d'arte, materiali storici e l'epilogo originale.
Una caratteristica singolare di questa edizione, è stata il reinserimento della colonna sonora per i titoli di coda, che nella versione originale cinematografica di 35 millimetri incluse una versione aggiornata della sigla TV originale intitolata Space Battleship Yamato '83: una nuova performance vocale da Isao Sasaki.
Quando l'edizione in 70 millimetri di Final Yamato fu distribuita nei negozi, la canzone fu sostituita da una base musicale TV standard di breve durata e con l’audio piuttosto basso (anche l’edizione nostrana è così), ed anche quando la bgm termina, i titoli di coda continuano a scorrere sullo schermo lasciando alcuni minuti di silenzio.
Eppure, per qualche ragione, Yamato '83 era ancora elencato tra i crediti come sigla.
La Voyager ha pensato saggiamente (peccato non lo si sia fatto anche in Italia..) di ripristinare la sua base musicale originale per l’edizione in DVD. Per ascoltare questa versione della sigla è sufficiente cliccare su questo link. http://www.youtube.com/watch?v=z_8cPfIosV8
La versione più recente di Final Yamato e degli altri film è un "Memorial Box," dell’agosto del 2007 della Emotion, si tratta di un dvd box set commemorativo per il 30 ° anniversario di Yamato.
Ora attendiamo l'edizione in Blu-rey.



  




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