Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki

1974. Il Manga di Akira Hio. Parte 1










Molti di voi che conoscono Yamato penseranno che i manga ispirati alla saga siano solo opera di Leiji Matsumoto. Non è così. Diversi autori si sono occupati di stendere su carta le avventure di quella serie o di quell’altro film di Yamato. Tra questi vi sono: Takayuki Masuo, Hiroshi Aizawa e Akira Hio.
Ma procediamo con ordine. Chi è Akira Hio?
Akira Hio, come tanti mangaka del suo Paese, ha iniziato questo lavoro mosso esclusivamente dalla passione per il fumetto e per l’animazione in genere. Grande fan di Shotaro Ishinomori, Hio aveva iniziato a coltivare questa sua passione sin da piccolo scarabocchiando a tempo perso alcuni personaggi delle opere più famose del maestro.
A 18 anni realizza il sogno della sua vita: ha modo di incontrare il papà di Cyborg 009, di Ryu ragazzo delle caverne, di Chobin il principe stellare, di Guyslugger e di molti altri e ne diviene l’assistente.
Quando nel dicembre del 1974 gli viene proposto di realizzare una versione manga di Yamato, Hio incontra Matsumoto e rimane affascinato (come Nishizaki un paio d’anni prima di lui) dalle bozze, dai disegni dei mecha e soprattutto dalla personalità del maestro e dalla sua profonda conoscenza dei mezzi navali e aerei della seconda guerra mondiale.

La prima edizione in 3 volumi del manga di Akira Hio pubblicati tra novembre e febbraio 1974-75


Nell’autunno del 1974, quando la Serie 1 di Yamato ha appena iniziato il suo viaggio in tv, la casa editrice Asahi Sonorama decide che la prima versione del manga sarà lanciata sul mercato in tre uscite e in altrettanti volumi nei mesi di novembre, dicembre del ’74 e nel successivo febbraio del ’75, quando cioè la serie in tv, secondo i piani di lavorazione, non avrebbe raggiunto nemmeno la metà degli episodi previsti (ricordo che la decisione di ridurre da 39 a 26 il numero delle puntate verrà presa solo nel dicembre di quello stesso anno, quindi in quel periodo Hio viene informato che dovrà seguire un lavoro molto più esteso).
Lanime di Yamato è appena cominciato in Tv e suo malgrado Hio è costretto a realizzare il suo fumetto sulle basi di una storia giunta appena al quarto episodio e della quale non conosce assolutamente nulla del finale.
Dal momento che Hio non ha la più pallida idea di ciò che accadrà nella serie, la Asahi Sonorama chiede all’Academy che all'autore sia affiancato un supervisore; qualcuno che conoscesse talmente bene la storia originale da poterlo assistere nella fase di stesura del manga.
Hio si trova così a collaborare con l'esperto Keisuke Fujikawa, sceneggiatore di 17 dei 26 episodi della serie. 
Nonostante la collaborazione con Fujikawa, però, Hio si allontana non poco dall’impostazione della versione anime e reinserisce in alcuni momenti del fumetto quei temi tanto cari al co-autore Leiji Matsumoto appena respinti dalla Yomiuri tv: incominciando da Harlock.

Hio doveva sbrigarsi; il primo volume del manga sarebbe dovuto uscire entro l’inizio di novembre e la controparte animata era già arrivata sul continente galleggiante di Giove nell'episodio 5. A lui non restava altro che inseguire la sceneggiatura televisiva, personalizzarla un pò fino a raggiungere le 201 pagine necessarie per concludere il fumetto e arrivare alla pubblicazione.
Dall’inizio di novembre in poi, cioè dopo l’uscita del primo volume, Hio si trova in terra sconosciuta, quindi non gli resta altro che affidarsi alla consulenza di Fujikawa, seguire i fogli modello e riempire gli spazi vuoti con la sua immaginazione.

nota. Quella che segue è una descrizione di questo manga che evidenzia le differenze rispetto alla serie anime. Il volume annoverato nella mia collezione privata è quello di 622 pagine stampato dalla Asahi Sonorama nell’agosto del 1993, si tratta della raccolta di tutti e 3 i volumi del manga ed è su quello che lavoreremo.







Differenze tra la serie Tv e il manga di Hio







La raccolta di tutti e 3 i volumi del manga
L’inizio del primo volume del manga è identico a quello della serie Tv: vediamo la Terra bombardata dagli ordigni radioattivi di Gamilas e la successiva battaglia che si svolge in prossimità di Plutone tra la flotta terrestre comandata da Okita/Avatar e quella gamilonese.
Di ritorno da Plutone, Okita è informato che un’astronave aliena sconosciuta è precipitata su Marte. I cadetti Kodai e Shima assegnati alla base raggiungono il velivolo non identificato che nel frattempo è precipitato rovinosamente a poca distanza dal campo militare.
Qui troviamo le prime differenze con la serie: Kodai e Shima non trovano il corpo dell’aliena Sasha riverso a terra come nell anime. Salgono a bordo della nave stessa e scorgono la donna ancora seduta al suo posto di guida.
Come nella sua controparte animata, Sasha ormai deceduta, lascia cadere a terra il prezioso messaggio proveniente da Iscandar, ma la forma della capsula non è quella che conosciamo noi, è sferica ed assomiglia di più a una ciambella.

nota. la caratterizzazione impressa a Sasha da Akira Hio è differente e più piacevole di quella dellanime, particolarmente nel tratto del viso e nella forma del corpo, l’uno meno smunto e l’altro più formoso. Nota non trascurabile è che Sasha non è bionda come nell’anime ma ha i capelli neri e indossa un abito piuttosto audace e trasparente.

La nave di Okita torna sulla Terra con a bordo i due cadetti e la “ciambella messaggio”.
E’ lo stesso capitano, esattamente come nella Serie 1 (anche se i dialoghi nell'edizione italiana sono stati cambiati) a informare Susumu della morte del fratello Mamoru.
Qui Okita si rivela più attento e sensibile della sua controparte animata. L’anziano capitano non si limita solo a comunicare la notizia, ma cerca di consolare il giovane ponendogli la mano sulla spalla e offrendogli parole di conforto. Altra differenza con l anime è che, una volta appresa la tragica verità, Susumu corre via in lacrime lasciando Okita e Shima da soli.
Mentre Shima rincorre il suo amico, ci imbattiamo per la prima volta nella bella Yuki Mori (bella davvero nel manga di Hio) che, splendente come il sole, regala ai due cadetti della base di Marte un sorriso luminoso.
L’incontro con il dottor Sado è identico a quello dell anime, mentre una sostanziale differenza è subito evidente quando viene visualizzato il messaggio di Starsha. Qui, la regina, al contrario della versione Tv dove appariva adorna del suo abito azzurro, (rosa nel film pilota) mostra ai terrestri un intrigante fondoschiena (e anche altro) scoperto.
Opportunamente celate da una voluminosa vignetta e da una massa spropositata di capelli biondi che ne nascondono le bellezze regali, (ma non troppo..) Starsha informa così i terrestri dell’esistenza di Iscandar e del Cosmo Cleaner.
Okita si dimostra subito stranamente entusiasta di conoscere la regina…ehm..di recarsi su Iscandar per ricevere il Cosmo Cleaner.
Kodai e Shima, intanto, sottraggono un caccia e scoprono il relitto della Yamato emerso quasi completamente dalla sabbia. Prima però devono affrontare un carro armato gamilonese scaricato a terra in prossimità di Capo Bogasaki da una portaerei (questo significa che l’invasione non è limitata al solo lancio di bombe). 

nota 1. il cadetto che rimprovera Kodai e Shima di aver sottratto un caccia senza permesso porta il tratto tipico di Shotaro Ishinomori. Si tratta ovviamente di un omaggio di Hio al suo mentore.

nota 2  la situazione delle condizioni dell’atmosfera terrestre non è poi così tragica come nell anime poiché, nel manga di Hio, Kodai e Shima operano all'aperto senza protezione e questo significa che l'aria è ancora respirabile, come nella versione manga di Matsumoto.

Il manga prosegue come l’inizio dell’episodio 2. Quando Kodai e Shima rientrano nell'ospedale sotterraneo sono medicati, non da Yuki, questa volta già a bordo della Yamato (ecco ovviato il madornale errore della controparte animata) ma da un’altra infermiera.
Kodai, Shima, Sado e Analyzer raggiungono poi la Yamato dove incontrano sia Okita sia Yuki.

nota. Il tratto di Hio impresso al manga di Yamato si rivela molto più sereno e dolce di quello dell anime, le situazioni, sebbene critiche, sono alleggerite dalla gradevolezza delle espressioni dei visi dei protagonisti, più schiette e propense al sorriso. In questo lavoro realizzato da Hio, vediamo una Yuki più avvenente, amabile, vestita con una divisa nera a righe bianche che ne accentuano le forme generose (al contrario di quelle del tratto di Matsumoto) e un capitano Okita visibilmente più magro, (forse a causa della malattia) e con una barba piuttosto riccioluta.

L’attacco alla Yamato è cominciato: carri armati e caccia da combattimento gamilonesi si scagliano contro il loro bersaglio. Un energico e vivacizzato Okita, intanto, dà disposizioni per lo scontro.
La Yamato apre il fuoco contro le truppe gamilonesi senza però aver perso il suo vecchio rivestimento e senza che vi sia Kodai a fare fuoco con le batterie.
Solo alla fine della battaglia la Yamato rivela le sue nuove sembianze.

nota. In questo lavoro di Hio, troviamo un Desslok decisamente esagitato e irrequieto. La sua indole non è quella distesa e noncurante della prima serie dell anime; qui il Supremo prende le cose sul serio, furente e sospettoso per via della ribellione della Terra. Si domanda inviperito chi abbia fornito ai terrestri la tecnologia necessaria per sconfiggere le proprie truppe.

Ristampa del primo volume del manga di Hio
del 2005
La Yamato è pronta per decollare.
Come nell anime, i membri dell’equipaggio salutano le famiglie e già qui notiamo un’insofferenza nel comportamento di Kodai che, rimasto solo, tende a separarsi dai colleghi.
Il giro di visita all'interno della nave, ben presente nell’episodio 3, viene accantonato e Hio fa decollare subito la Yamato, che però non troverà sulla sua strada il gigantesco missile inviato da Plutone, ma un ordigno con la guglia a forma di dardo disposto a prua. Kodai, messosi ai cannoni distrugge il vettore e la Yamato lascia la Terra.
Come nell'episodio 4 dell anime, Kodai e uno squadrone di Cosmo Zero combattono nello spazio prima che la Yamato esegua il suo primo balzo iperspaziale (warp-test ) in direzione di Marte. Lo scontro è vinto. 
La notizia della vittoria dei terrestri giunge su Gamilas quando Desslok è intento a bere vino in compagnia di giovani donne gamilonesi semisvestite. 
Il Supremo però, questa volta per qualche ragione, si dimostra molto meno preoccupato.(avrà intuito qualcosa?) 
Giunta su Giove, la Yamato deve affrontare la forza di gravità del pianeta e un aereo spia gamilonese. 

Come nell anime, anche qui per la prima volta viene impiegato il cannone a onde moventi e, distrutto il continente galleggiante, il viaggio prosegue.
Dopo una breve rivisitazione della puntata di Titano, la Yamato fa rotta su Plutone. 
Curiosamente non troviamo nessun cannone Reflex ad attenderla, ma solo una numerosa flotta gamilonese pronta a sbarrarle la strada. Kodai esce con la pattuglia dei Cosmo Tigers per dare manforte alla propria astronave che nel frattempo ha già aperto il fuoco.
Come nel remake del 2012, non sarà un commando scelto da Okita a far saltare la base su Plutone, ma sarà Kodai a bordo del Cosmo Zero a rivelare alla Yamato l’ubicazione della base spaziale. 
Dopo un lungo combattimento che si protrae per ben 40 pagine nelle quali la base di Plutone viene distrutta, l’astronave terrestre lascia, infine, il sistema solare.
Con la battaglia su Plutone, si conclude anche il primo dei 3 volumi uscito in Giappone il 2 novembre del 1974.



Con l’inizio del Volume 2, uscito in Giappone il giorno di Natale del 1974, vediamo la Yamato attraversare un campo asteroidale (episodio tv n 9 e poi episodio tv 11) un altrettanto scomodo campo minato. Come nell anime, sarà Sanada a salvare la situazione ideando l’anello di asteroidi magnetico che proteggerà la Yamato dalle truppe gamilonesi, senza tuttavia uscire in ricognizione con Analyzer alla ricerca del centro di controllo delle mine spaziali; l’astronave attraverserà il campo minato con cautela senza riportare alcun danno.
Alla fine di quest’avventura, il capitano Okita crolla e il dottor Sado viene a sapere del suo avvelenamento da radiazioni mortali; i giorni del capitano sono contati.

Ristampa del volume 2 del manga di Hio
del 2005
Infuriato per il nuovo smacco inflittogli dai terrestri, Dessler (che qui fa davvero paura) assegna al Generale Romel (nome modificato in Dommel nella serie tv) il compito di occuparsi della Yamato.

nota. Domel o (Romel in questo caso) esibisce il tratto tipico di Ishinomori: in questo lavoro troviamo il generale gamilonese con i capelli piuttosto lunghi, con occhi e naso dalla forma accentuata e una cicatrice che gli copre quasi tutto il lato sinistro del viso sul quale porta..udite..udite..degli spessi occhiali neri! 
Romel conduce la sua flotta contro laYamato, ma i piani saltano quando una seconda astronave con dipinto sul fianco un'immagine che raffigura un teschio e due ossa incrociate, irrompe improvvisamente nello scontro disperdendo le navi gamilonesi (ecco che ci risiamo: una nave della stazza e della potenza della Yamato che si ritrova ad aver “bisogno” dell’aiuto di un vascello più piccolo e molto meno attrezzato).
La nave sconosciuta si ferma accanto alla Yamato e il suo comandante si presenta alla radio come Capitan Harlock!
Una delegazione terrestre formata da Kodai, Yuki e Analyzer decolla con un astrocaccia per incontrare il fantomatico Harlock.

nota. Come la sua controparte animata, questo Harlock viaggia bordo di un piccolo vascello (anche se questo non è minimamente paragonabile all'Arcadia di SSX) in compagnia di un equipaggio di rozzi pirati.
Il suo "lavoro" è quello di cancellare i gamilonesi dallo spazio.

L’uomo sulla trentina, capelli medio-lunghi, ha una benda sull’occhio destro e una cicatrice che si estende da entrambi i lati del viso. Harlock non rivela nulla della sua identità e del suo vero luogo di origine, ma si limita a dare delle informazioni sul settore in cui si sta addentrando la Yamato per poi sparire nell'oscurità dello spazio. 
Rientrando a bordo della Yamato, Kodai si chiede se forse questo Harlock potrebbe essere in realtà suo fratello travestito, ma giustifica a se stesso questa ipotesi solo come un pio desiderio.
Nonostante l’intervento di Harlock, che ha guastato i suoi piani, Romel non rinuncia all'incarico affidatogli da Desslok e continua la sua caccia. 
Lo scontro riprende ma anche questa incursione fallisce miseramente.
Desslok, intanto, invia una grossa flotta comandata da Geru (Volgar in Star Blazers ) in soccorso di Romel.
In attesa dello scontro con Romel e Geru, la Yamato arriva su un pianeta senza nome (scopriremo solo dopo che si tratta di Balan) e una squadra da sbarco composta dal trio Kodai, Yuki e Analyzer scopre una colonia di cyborg che vive sul pianeta in clandestinità. Dietro insistenza di Kodai, preoccupato per la sorte dei cyborg, Okita accetta di attaccare e distruggere la vicina base gamilonese difesa da un grande cannone laser, un’arma assai somigliante al cannone a riflesso usato nell anime su Plutone. 
Kodai e Analyzer riescono a infiltrarsi nella base e distruggerla dall'interno.
La Yamato affronta così una dura battaglia contro le astronavi di Geru e riesce a salvare la colonia dei pacifici androidi dal giogo gamilonese. 
L’amicizia di Yuki per Kodai, intanto, si sta trasformando in qualcosa di più profondo.

nota. questa fase del manga è molto probabilmente un parto della fantasia di Hio anche se la “colonia di schiavi” era una delle sceneggiature già previste dalla produzione.

Lasciata temporaneamente l’orbita di Balan, la Yamato si trova a navigare in un settore dello spazio zeppo di astronavi fantasma alla deriva. Come nelle ben più lungimiranti saghe di fantascienza degli anni ’50, qui vediamo Kodai e Shima affrontare nuovi e misteriosi mostri spaziali.
In questa parte del viaggio i due eroi salgono a bordo di una colossale astronave dall'aspetto insolito dentro la quale si imbattono in carcasse aliene dalle forme più bizzarre e in mostri ributtanti in grado di assumere sembianze umane. Uno di questi, tramutatasi in una donna bellissima e completamente nuda, cerca di avvicinarsi a Shima per sedurlo. Molto suadente e ben disegnata è la scena in cui il pilota è soggiogato dall’invitante bacio dell’aliena che alla fine si rivela un mostro orribile che avvolge il giovane in un bozzolo simile a quello dei bruchi che stanno per trasformarsi in insetti.
Ormai spacciato, Shima teme per la sua incolumità, ma è prontamente salvato da Kodai che, sopraggiunto nel frattempo colpisce il mostro alle spalle uccidendolo.
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