Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki


La Rinascita. La Fionda Gravitazionale













300 milioni di persone da trasportare da un lato all'altro della galassia.
Avete mai sentito di una cosa simile? Ebbene per l’universo di Yamato niente è impossibile, o almeno in teoria.
Questo è quello che si è tenta di fare nell'ultimo film del 2009 Yamato la Rinascita.
Nella pellicola si parla di 300 milioni di esseri umani che viaggiano a bordo di gigantesche astronavi della spropositata lunghezza di 2800 metri, dotate di 4 super motori situati nella parte superiore e inferiore della poppa che possono trasportare, ognuna, fino a 10 milioni di passeggeri e portarli sul pianeta Amare, un pianeta idoneo ad accogliere gli esseri umani.
Il prospetto di una tale evacuazione di massa è stato denominato "AMARE EXPRESS", esso prevede l’emigrazione totale o quasi degli abitanti della Terra  in tre gruppi di 30 astronavi scortate da centinaia di navi da guerra.
nota. il numero totale di questi colossali mezzi volanti non è ben specificato, diverse fonti in rete parlano di diverse migliaia, tuttavia anche se il numero complessivo degli esseri umani da trasportare fosse di 300 milioni per ogni singolo viaggio e cioè 900 milioni, il numero delle navi non supererebbe comunque le 90 unità.

Se avete letto i post precedenti o se avete visto il film, siete perfettamente al corrente che nella pellicola del 2009, la Terra sta per affrontare la sua crisi più grande.
Da una lontana galassia, infatti, un gigantesco Buco Nero si sta avvicinando al sistema solare e il nostro pianeta ha i giorni contati. Sanada Shiro, il nuovo Comandante dell’EDF, contatta il governo del pianeta Amare e inizia delle trattative urgenti con la regina Iriya.


Ad Amare, i terrestri avevano chiesto asilo per sfuggire alla condanna che presto si sarebbe abbattuta sul sistema solare. I loro abitanti avevano accettato di accogliere i profughi terrestri a patto però che questi venissero in pace e non a prendere possesso del pianeta.
Immaginiamo quindi tutte queste gigantesche astronavi, tutte dotate di una propulsione Warp (ossia a propulsione a curvatura), colme di esseri umani, che per sfuggire a morte sicura, si imbarcano in queste nuove arche di Noè in direzione di un pianeta distante dalla Terra ben 27.000 anni luce.
Si tratta quindi di una colossale migrazione, la più grande mai avvenuta a memoria d’uomo.
Ma è sufficiente possedere una tecnologia warp per attraversare la galassia, oppure la mano umana necessita dell’aiuto di qualcosa di più per realizzare i suoi propositi? Magari di qualche cosa che solo l’universo potrebbe fornire? Si, in questo caso ci vengono in aiuto i pianeti stessi o come nel caso del film di Yamato, i buchi neri.






Che cos' è Un Buco Nero?






Un Buco Nero è un corpo celeste estremamente denso dotato di un'attrazione gravitazionale talmente elevata da non permettere l'allontanamento di alcunché dalla propria superficie, nulla, neppure la luce può sfuggire al di là del confine chiamato "orizzonte degli eventi".

Non è ancora stato possibile confermare se un’astronave che decidesse di entrare in questo oggetto mostruoso del cosmo sarebbe distrutta o meno, ma ipoteticamente un oggetto di questo genere potrebbe essere un punto di contatto, una porta, uno stargate per altri universi.
Per accedere ad un altro universo o per coprire una’enorme distanza sarebbe necessario penetrare nel Buco Nero attraversando dei cosiddetti "Wormholes", dei "cunicoli" tra due punti dello spaziotempo.
Il wormhole sarebbe una scorciatoia... in mezzo all'universo.
Alcuni Buchi Neri sono (forse cunicoli) che consentirebbero viaggi dentro il cosmo.
La teoria fu elaborata da Einstein insieme a Nathan Rosen riguardo all'esistenza di un cunicolo spazio-temporale. Ma il primo scienziato a elaborare questa teoria fu Ludwig Flamm.
In questo senso l’ipotesi del tunnel gravitazionale è un’attualizzazione della teoria ottocentesca che supponeva l'esistenza di una quarta dimensione spaziale che abbreviasse le distanze e i tempi del viaggio.
I cunicoli spazio-temporali o intra-universo connettono una posizione con un’altra dello stesso universo.
Quindi, un tunnel gravitazionale dovrebbe poter connettere punti distanti nell'universo a causa delle deformazioni spaziotemporali, permettendo così di viaggiare fra loro in minor tempo rispetto ad un viaggio normale, impossibile, o per meglio dire, improbabile e complicato, da affrontare anche per piccole distanze come all'interno del nostro sistema, con le nostre attuali tecnologie.
I cunicoli spazio-temporali o inter-universo che collegano un universo ad un altro differente sono definiti wormhole di Schwarzschild. Questo ci permette di congetturare la possibilità se tali tunnel spazio-temporali possano essere usati per viaggiare da un universo ad un altro parallelo.
Un’altra applicazione del wormhole potrebbe essere il viaggio nel tempo. In questo caso sarebbe una scorciatoia per spostarsi da un punto spaziotemporale a un altro differente. Nella teoria delle stringhe un wormhole viene visualizzato come la connessione tra due D-brane.
La cosa interessante, è come già nel 1997 si teorizzavano i viaggi nello spazio mediante tali tunnel, in quanto, almeno per ora, la tecnologia da noi conosciuta impedisce di poter superare la velocità della luce, e anche se si andasse a tale velocità,  ci vorrebbero anni, se non migliaia di anni alla velocità della luce per raggiungere un’altra civiltà evoluta, o un altro pianeta abitabile.
Quindi finché nessuno attraverserà mai un Wormholes e tornerà indietro a dircelo, questa resterà ancora una semplice teoria, evidentemente lo è ancora anche in Yamato dal momento che si è scelto di utilizzare il sistema della fionda gravitazionale.







Che cos'è una Fionda Gravitazionale?







Chi conosce bene la Serie di Star Blazers sa perfettamente che una nave come la Yamato può coprire con un semplice balzo iperspaziale una distanza che varia dai 500 ai 2000 anni luce. Le navi da carico predisposte nella Serie III per il primo esodo (poi inutilizzate, e nemmeno mai viste nella produzione..) possedevano, invece, un’autonomia limitata di “soli” 15.000 anni luce.
Nei dialoghi della Serie III sentiamo il generale Todo parlare di migliaia di astronavi da carico che sarebbero servite per trasportare gli esseri umani sino alla nuova destinazione (destinazione mai trovata). Riteniamo corretto, però, sottolineare che non si tratta di quelle stesse astronavi, ma di nuovi mezzi spaziali dalle dimensioni colossali.
Spieghiamo innanzitutto cosa intendiamo quando parliamo di una fionda gravitazionale.
La fionda gravitazionale è il nome utilizzato per descrivere l’utilizzo della gravità di un pianeta (o di un buco nero) per alterare il percorso e la velocità di un qualsiasi veicolo spaziale. È anche chiamato gravity-assist o swing-by e si utilizza con profitto solo con pianeti dotati di grande massa.



Il modo più semplice per far viaggiare una nave spaziale da un pianeta ad un altro, è quello di lanciarla di nuovo nel'universo (come se fosse una sasso dentro l’elastico di una fionda) nel momento adeguato, sfruttando la gravità di un pianeta.
Per ottenere l'effetto fionda, il veicolo spaziale deve prima effettuare un ravvicinato fly-by (sorvolo) del pianeta. Consideriamo una nave diretta verso Amare. Quando la nave, o meglio la fortezza (date le sue dimensioni) si avvicina a un pianeta, la gravità la attrae aumentando la sua velocità.
Dopo aver passato il pianeta, la gravità continua ad attrarre il veicolo, rallentandolo.
L'effetto sulla velocità, se il pianeta fosse fermo, sarebbe nullo. Tenendo conto però che i pianeti non stanno fermi, ma si muovono nelle loro orbite attorno alla propria stella, succede che la velocità non cambia se misurata in riferimento ad essi, mentre è differente se la si misura rispetto al proprio Sole.  

In base alla traiettoria, l'astronave può guadagnare più velocità in base alla rapidità orbitale del pianeta stesso. Per esempio, se volessimo andare da Giove a Saturno si potrebbe sfruttare la sua velocità che è oltre 13 km/s. In questo modo, il pianeta presterebbe alla fortezza una quantità di momento angolare supplementare necessaria affinché questa raggiunga Saturno usando poca energia.
Questo va bene se vogliamo coprire distanze relativamente insignificanti. Ma noi dobbiamo attraversare 27.000 anni luce per arrivare a destinazione, quindi la velocità che ci farebbe guadagnare Giove sarebbe ridicola.
Nel film si ipotizza di sfruttare qualcosa di enormemente più veloce della forza gravitazionale di un pianeta, quella astronomica di un buco nero.
Quello scelto dai terrestri può raggiungere una velocità di 29.000km/s, una spinta a dir poco inimmaginabile.
Come avviene la procedura per sfruttare l’effetto fionda? 
Durante l'avvicinamento della nave spaziale a un pianeta, l'efficacia della propulsione del razzo aumenta, e quindi piccole spinte vicino al pianeta producono grandi cambiamenti nella velocità finale della nave.
Quindi, durante l'avvicinamento della nave spaziale al buco nero, l'efficacia della propulsione dei 4 super motori aumenta, e piccole spinte vicino al bordo del buco nero producono grandi cambiamenti nella velocità finale della nave.
Un buon metodo per ottenere più energia da un gravity-assist è quello di utilizzare i motori vicino al pericentro dell'orbita (punto in cui la distanza tra la nave e il pozzo gravitazionale del buco nero è più piccola e conseguentemente la velocità relativa è quella maggiore). La spinta dei motori dà sempre lo stesso cambiamento della velocità, ma il cambiamento dell'energia cinetica è proporzionale alla velocità del veicolo al momento dell'accensione dei motori. Come sempre, per ottenere il massimo dell'energia dai propulsori, si deve accenderli quando il veicolo è alla velocità massima, cioè al pericentro. E’ in quel momento, infatti, che le fortezze devono raggiungere la massima velocità penetrando nel warp, la velocità della gravità del buco nero farà il resto.






Applicazioni nella realtà.







La prima sonda ad utilizzare l'effetto fionda è stata nel 1959 la sonda sovietica Luna 3, utilizzata per fotografare la faccia nascosta della Luna.
La prima sonda statunitense a subire l'effetto fionda fu la Pioneer 10, che nel dicembre 1973 sorvolò Giove; la spinta subita durante il sorvolo ravvicinato del pianeta spostò la sonda sulla traiettoria di fuga che le ha permesso di raggiungere i confini del sistema solare.
La prima sonda interplanetaria ad aver eseguito una manovra di fionda gravitazionale, cioè ad aver sfruttato l'effetto fionda per dirigersi verso un secondo obiettivo, è stata la Mariner 10, che dopo un gravity assist con Venere, eseguì tre sorvoli di Mercurio.
Successivamente, sono state utilizzate delle manovre di fionda gravitazionale con Giove per dirigere la Pioneer 11, la Voyager 1 e la Voyager 2 verso Saturno. In breve tempo, i controllori di volo statunitensi divennero sufficientemente abili che, utilizzando una serie di gravity assist in successione, reindirizzarono la Voyager 2 anche verso Urano e Nettuno.
Uno dei gravity assist più spettacolari è stato eseguito nel 1992 dalla sonda Ulysses con Giove, che le ha permesso di cambiare l'inclinazione orbitale ed uscire dal piano dell'eclittica per poter osservare direttamente i poli solari.


Con l'intenzione di risparmiare sempre più carburante per inviare sonde più grandi, l'Agenzia spaziale stautinense e l'Agenzia Spaziale Europea hanno fatto largo uso dei gravity assist per le missioni interplanetarie più recenti. La Galileo e la Cassini-Huygens hanno eseguito manovre di fionda gravitazionale con Venere e con la Terra, prima di essere dirette verso i giganti gassosi.
Anche numerose missioni per lo studio delle comete e degli asteroidi hanno utilizzato gravity assist con la Terra, con Venere o con Marte per ridurre il consumo di carburante o moltiplicare i possibili obiettivi. Esempio ne sono la missione europea Rosetta, la missione Dawn, diretta verso Cerere e Vesta, la missione statunitense EPOXI e le missioni sovietiche Vega 1 e 2.
fonti. vari siti web.








La Rinascita. Director's Cut














La notizia è di ieri (14 -11-2011) e a quanto pare ha già fatto il giro del Web.
Dopo l’annuncio dell’uscita nelle sale cinematografiche del primo film montaggio di 50 minuti che ad Aprile aprirà la strada alla nuova serie televisiva prevista per l’anno prossimo, ecco che la Bandai Visual rende noto che Fukkatsu-hen, ovvero Yamato La Rinascita uscito nei cinema il 12 Dicembre del 2009 e del quale abbiamo tanto parlato nei post di Luglio-Agosto del 2010, tornerà in due cinema di Tokyo e Osaka dal 28 Gennaio al 3 Febbraio in versione director’s cut ( i famosi tagli del direttore).
Le modifiche apportate al film riguarderanno l’inserimento di nuove scene e di dialoghi che inizialmente erano stati tagliati (chi ha buona memoria ricorderà che in un’intervista rilasciata nell’Agosto del 2009, Nishizaki aveva affermato che 12 minuti di pellicola erano stati eliminati dalla versione cinematografica  per rispettare la volontà del distributore).
A quanto sembra ora saranno risistemati anche gli effetti sonori della Yamato sostituendo quelli inseriti nel nuovo del film con quelli classici e più familiari della serie tv, oltre a questo vi sarebbe anche l’intenzione di eliminare tutti i brani di musica classica di Chopin e Tchaikovsky e sostituirli finalmente con le bgm classiche della serie tanto care ai fan della saga.     
Nonostante l’aggiunta di nuove sequenze, il film verrà comunque ridotto dalla sua attuale durata di 135 minuti ad una di 123 (11 minuti in meno della versione che conosciamo) il tutto avverrà accelerando il ritmo complessivo degli avvenimenti del film, che dopo questo breve restyling , sarà probabilmente rilasciato di nuovo in home video. (esattamente come era accaduto a Battaglia Finale nel lontano 1983).
Un ottima occasione per inserire negli extra dei DVD e Blu Ray (uscita prevista per il 23 Marzo 2012) anche il finale alternativo, una presenza che inizialmente la Bandai Visual aveva annunciato come contenuto della prima edizione in home video, ma che poi aveva incluso soltanto il finale visto al cinema.


A dire il vero la notizia non era però del tutto nuova, che la Resurrezione sarebbe stata riportata in produzione per una “messa a punto” era una voce che serpeggiava già da alcuni mesi, e mentre i fan più accaniti aspettavano un Episodio 2, ecco cha arriva la bomba: “al film sarà applicato il finale alternativo: ovvero la Terra soccomberà sotto la devastante furia del buco nero".
Per quanto scioccante e devastante per i fan (che nel dicembre 2009 avevano bocciato questo finale alternativo), per Nishizaki questo finale non significa mettere la parola fine alle avventure della Yamato, il suo, invece, è un invito a non arrendersi di fronte alla disperazione più nera, a combattere nonostante tutte le situazioni avverse.
Il produttore lo aveva detto già nella precedente intervista nel 2009: “anche se la Terra dovesse perire, il destino della razza umana non finirà con essa, finché l’equipaggio della Yamato continuerà a vivere, anche la Terra vivrà.
In questa prima vera disfatta, l’equipaggio della Yamato vede scomparire il proprio pianeta natale sotto i propri occhi e oggi pensa le stesse cose che Dessler aveva sempre ripetuto dall'inizio della Serie 2: ”Gamilas ha superato molte sciagure, finché io vivrò anche Gamilas vivrà”.
Animato ora da questo stesso spirito, Wildstar dirige la prua della Yamato verso un destino ignoto, in cerca di una speranza per il domani, in cerca di ciò che è andato perduto. 
Forte di questi presupposti, il pubblico attende con ansia che il viaggio della Yamato continui in un eventuale Episodio 2 della Resurrezione. 









Director's Cut : Le Modifiche apportate alla pellicola.






La nuova versione di La Resurrezione si mostra ai fan in una durata totale di 123 minuti, 11 minuti più corta della precedente uscita nelle sale cinematografiche nel 2009, un fattore questo dipeso dagli eventi del finale alternativo, decisamente più brevi di quelli inizialmente narrati.
Ciò che rende la "Nuova versione" della Rinascita diversa dalla precedente, sono gli eventi stessi della trama, qui notevolmente accelerati, che rendono la visione della pellicola più rapida e dinamica se paragonata della precedente, invece più lenta. La sostituzione delle musiche ha accresciuto in un certo senso anche il pathos di certe scene, quelle delle battaglie, ora più più coinvolgenti, dinamiche, quanto quelle emotive di carattere personale.
Le modifiche apportate alla pellicola prima del suo bivio verso il finale alterativo sono minime all’inizio del film, la prima vera differenza la vediamo nella battaglia che intercorre tra la flotta terrestre del primo esodo verso il pianeta Amare e la flotta del  SUS: l'azione ci appare più movimentata grazie soprattutto all'inserimento delle bgm classiche della serie, dal movimento accellerato delle sequenze e dall'inserimento dei colpi delle batterie della Blue Noah e dei cannoni a onde moventi della flotta dell'EDF totalmente identici a quelli impiegati nella serie tv, inoltre possiamo vedere anche parte della nave di Yuki: l'Andromeda 2 mentre si appresta a fronteggiare le navi avversarie.
Mentre nella versione 2009 vediamo l’uniforme del capitano Yuki Kodai letteralmente fatta a brandelli (che vediamo nuda per una frazione di secondo) nella v2012 questa scena è stata sostituita solo da un primo piano del volto della donna (foto in alto).
In questa nuova versione della scena, l'impatto emotivo è decisamente migliore e più coinvolgente del precedente, eliminando la scena, il tutto è stato rivalutato attribuendo un maggiore occhio di riguardo per la drammaticità dell'evento piuttosto che per quello più "leggero" della divisa lacerata.
Il corpo del capitano Kodai scompare dalla plancia di comando ancora con l’uniforme addosso, quindi è logico ritenere che ovunque sia andata, la nostra protagonista ci sia andata (in questa versione) vestita.
Ripristinate anche alcune delle didascalie inizialmente rimosse che presentavano allo spettatore la forma attuale dell’ipogeo di Acquarius: il mare ora ghiacciato lasciato a ridosso della nostra atmosfera dal pianeta errante.
Durante la partenza della Yamato da Acquarius, ci accorgiamo subito della totale assenza della canzone che nella v2009 era stata eseguita dal gruppo degli Alfee, al suo posto troviamo solo una versione strumentale del tema originale della serie.
Per la gioia del pubblico femminile, alla v2012 vediamo aggiunta una scena in cui Kamijio è in infermeria privo dell’uniforme in compagnia del Dr. Sasaki e Kobayashi.                                             
Mentre la Yamato è in rotta verso Amare, vediamo il capitano Kodai che porge l’ intramontabile uniforme delle tigri nere a Kobayashi, (foto a lato) quella stessa uniforme che già nella v2009 il pilota utilizza durante il film a bordo del suo Cosmo Pulsar.
Aggiunte anche piccole scene (sebbene di importanza minore) che mostrano gli addetti alle riparazioni mentre sul pianeta Amare eseguono un controllo sullo scafo dell’astronave, più alcune piccole scene nella battaglia con la fortezza di Metsler. Alla fine della battaglia contro Metsler e in attesa di studiare una soluzione per risollevare la situazione, troviamo una nuova sequenza di scene collocate nella cabina del capitano: Kodai riferisce a Maho, Sasaki, Kobayashi, Kamijio e Sakurai, alcune parole di ringraziamento per il loro coraggio e per il supporto dato in questa prima missione.                                
Tutto si svolge ancora come nella precedente versione, la Yamato ritorna sulla Terra, Miyuki precipita con il velivolo a Field Park e suo padre sopraggiunto nel frattempo corre a soccorrerla con il CosmoZero.

Ecco il primo video promozionale pubblicato online prima della premiere del film che annuncia le modifiche apportate alla colonna sonora, alla musica e agli effetti sonori.






Da qui in avanti invece, gli avvenimenti imboccano una strada diversa da quelli narrati nella v2009.




Preoccupata per il destino della Terra, ma impossibilitato a salvarla, alla Yamato non resta altra scelta che lasciare il sistema solare e guidare l’ultima flotta di emigrazione in modo sicuro verso Amare
Il Black Hole si sta rapidamente avvicinando al pianeta, l’equipaggio assiste impotente alla scena della Terra che viene risucchiata dalla furia del buco nero.
E’ la prima volta in tutta la saga che l’astronave e il suo coraggioso equipaggio non riescono a salvare il loro pianeta natale. In pochi istanti la Terra viene accerchiata dal Buco Nero e inghiottita, scompare dall’universo.

Wildstar mentre impartisce l'ordine di partenza..molto probabilmente
alla ricerca di Yuki, verso una vita che spera non sia davvero finita.
La Yamato ora è raggiunta dal resto della flotta terrestre scampato all'apocalisse fe si unisce a lei in direzione di Amare.
Nuove navi della Federazione come l’ammiraglia Blue Earth, (un duplicato della Blue Noah), l' Andromeda, la Pennsylvania (simile all’Arizona) si riuniscono anch’esse alla flotta di sopravvissuti, ed ecco che in questa sequenza fa la sua prima comparsa la Musashi, nave del tutto simile (come la versione navale del 1945) alla Yamato.
Tutte le navi terrestri ricevono l’ordine di dirigere verso Amare, quella che da ora in avanti diventerà la nuova Terra.
Kodai però rifiuta di obbedire agli ordini e avverte che la Yamato non farà rotta verso Amare ma che per lei è pronta una nuova missione. Il capitano dà quindi l’ordine di partenza e si allontana verso lo spazio infinito.
La pellicola termina con il narratore che rimarca ancora una volta la grandezza del cosmo e della vastità in essa contenuta.
Questo, in definitiva come avrete capito, è il nuovo finale della Resurrezione: in questa versione nessuno suggerisce a Kodai che il buco nero è artificiale, quindi il capitano non tenta minimamente di distruggere
con il cannone a onde moventi il centro del buco nero e si rassegna come il resto dell’equipaggio ad assistere alla morte della Terra.
Ora la Yamato dirige in un punto ancora indefinita dell’universo: la sua missione per il momento è compiuta, i profughi della Terra dirigono verso Amare e alla Yamato ora non resta altro che andare alla ricerca di chi si spera sia ancora in vita.
Un marito e una figlia sono rispettivamente alla ricerca di una moglie e di una madre scomparsa.
Ed ecco invece il secondo video di 4 minuti che mostra alcune delle effettive modifiche apportate al film e con esso parte del nuovo finale




Eternal Edition. Dal File 7 al File 10









File n 7: Corazzata Spaziale Yamato Serie III


Cover del box                                                                                                   File 7

Il File n 7 è la pubblicazione definitiva che completa  i precedenti LP e il più recente CD del 1996, e proprio come il precedente dedicato alla Serie 2, anche questo della Serie III di Eternal Edition è un singolo.
Era proprio ora che le bellissime bgm scritte da Miyagawa venissero finalmente concesse in tutta la loro bellezza ai fan più accaniti della serie del 1980, infatti queste, fra tutte le bgm composte nel corso degli anni, sono quelle che hanno subìto evidenti ritardi nella loro completa distribuzione.
Il maestro aveva scritto, così come per la Serie 2, un numero elevato di brani per questa produzione, ma che per motivi a me ancora sconosciuti non erano mai stati presentati nelle precedenti edizioni in LP e in CD, qui, invece, nel File n 7, la raccolta sembra essere completa.
Il supporto comprende 30 tracce tutte in stereofonia (tranne le tre sigle della serie) e come per i File 01 e 04 anche questo comincia con la versione size della sigla iniziale e termina dopo 28 pezzi con le due sigle finali.
Oltre ai pezzi scritti per la Serie III nel cd sono presenti anche alcuni brani tratti dalle Serie 1 e 2 come Great Love e alcune strofe consacrate a Tèresa, mentre tra quelle mai inserite nelle passate edizioni scorgiamo i brani  n 6, 7 e 13 scritti per la Federazione di Polar, oppure il n 8 inserito negli episodi 5 e 10, (Astronave Leggenda e L'astroflotta di Dagon al contrattacco) o ancora la versione completa del tema di Galman; e ancora i brani n 11 e 12 presenti soltanto negli episodi 16 e 23; (Il compleanno di Desslok, In difesa di Luda).
Ancora di inedito è il contenuto del brano 14 udibile solo negli episodi 9 e 18 e la traccia 15 inserita negli episodi 12, 18, 23 e 24 (La Federazione di PolarLa rivincita del Sole, In difesa di Luda e Sherpard!).  I brani 17,18 e 19 tutti presenti negli episodi 20 e 21 (La Nuova Terra e la vera identità di Phantom) e ancora l’elettrizzante bgm dello scontro tra la Yamato e Polar avvenuto sempre nell’episodio 23.
Altri brani rilevanti: il 25, 26 e 28 udibili nell’ultimo episodio della Serie III. (Missione Compiuta)
Una versione size delle due sigle finali: i n 29 e 30 chiudono il CD.
Tuttavia è necessario dichiarare che per avere l’intera discografia della Serie III è indispensabile possedere entrambi i CD, sia quello del 1996 sia il n 7 di Eternal Edition poiché il brano 11, ascoltabile solo nell’episodio 9 (Battaglia su Barnard) non è stato inserito nell’Eternal Edition.
La copertina del file 7 è pressoché identica a quella dell' LP del 1983 e a quella del CD del 1996, mentre l’immagine serigrafata sul supporto è tratta dall’inizio dell’episodio 25.
nota. Miyagawa aveva sempre cercato di seguire le direttive e la visione musicale di Nishizaki anche a discapito della propria concezione personale.. (fattore che ha contribuito anche a creare una certa tensione tra i due..) quindi a conti fatti, possiamo affermare, che musicalmente parlando, la Serie III sia opera di Nishizaki, ( non è un caso quindi se le musiche della Serie III sono quelle meglio riuscite..) quanto di Miyagawa, che in questa occasione ebbe modo di coinvolgere anche suo figlio Akira, che compose anche un brano inserito poi nella serie televisiva, il n 5 del cd del 1996 della Serie III.




File 8 e 9: Yamato Battaglia Finale


Cover del box                                                           File 8                                                                File 9

L’ultimo box set di Eternal Edition ci porta alla conclusione della produzione della saga di Yamato (almeno fino al 1983..) 21 brani, che anche in questo cd seguono gli avvenimenti della pellicola, quindi ascoltando il primo brano ci rammentiamo subito dell’avvicinamento di Acquarius alla nostra galassia e della distruzione degli imperi di Galman e di Polar, mentre il secondo pezzo ci annuncia l’arrivo della Yamato su Galman e così via..
Anche questo come i precedenti cofanetti è composto da due cd racchiusi in due custodie trasparenti con la copertina a colori.
La copertina del File n 8 presenta la Regina Acquarius in primo piano con la Yamato sullo sfondo in basso a destra, mentre sulla serigrafia del CD troviamo un segmento della Yamato mentre è in riparazione nel bacino sotterraneo dell’ EDF.
Ad ogni modo, per quanto completo, questo boxset con i File n 8 e n 9 dedicato a Final Yamato ha poco in più se paragonato al precedente cofanetto "Best Collection" edito nel 1986 dalla Tokuma o il più recente cofanetto di 3 edito nel 1996 dalla Columbia, ambedue ricchissimi di pezzi musicali dedicati a questo film.
Alcune vere novità presenti nell'Eternal Edition le troviamo solo nel File 9 con 12 pezzi inusuali e riarrangiati in modo bizzarro di cui il primo è assolutamente inedito, mentre piacevole sorpresa è il brano n 3 che inizia con una versione strepitosa del tema della serie.
Degno di nota è anche il brano n 5; una trasposizione molto profonda e toccante per pianoforte e violino del tema di Acqurius, sicuramente opera di Haneda.
I brani n 6 e 7 sono nuovi arrangiamenti di alcuni brani del film più alcuni passi tratti da Arrivederci Yamato, dal Nuovo Viaggio e da Yamato Forever.
Anche i brani dall'8 al 12, interamente eseguiti al pianoforte non hanno nulla a che vedere con Final Yamato, queste strofe sono infatti prese in prestito dai pezzi più significativi delle altre serie e dai film della saga.
In questo curioso collage possiamo sentire in versione per pianoforte una trasposizione di scalet scarf e del tema dell’impero della cometa. Il  tema di Dessler e la sigla di Arrivederci Yamato tutte al pianoforte chiudono questo insolito cd, che nonostante sia stato inserito nel boxset di Battaglia Finale, con questo film condivide solamente il nome.
A mio personale giudizio, la raccolta migliore dei brani dedicati a Battaglia Finale è racchiusa nel cofanetto di 3 cd (originariamente scomposti in 3 Lp degli anni 80) edito dalla Columbia nel 1996. (foto sopra)
La copertina del file n 9 ci presenta la tragica sequenza dell’affondamento della Yamato avvenuto alla fine del film, mentre la serigrafia stampata sul CD è la stessa immagine della copertina del precedente Best Collection della Tokuma uscita nel 1986.

 


File 10: Yamato le Canzoni Migliori



Cover del box                                                                                                File 10

E passiamo all’ultimo CD di questa raccolta, il File n 10 in cui sono raccolte gran parte delle canzoni scritte per l’anime. Il supporto digitale contiene 18 brani, si comincia con:
n 1 e 2, sigla iniziale e finale della serie, proseguendo con Yamato yori ai o komete colonna sonora del film Addio Yamato a Teresa yo towani sigla finale della Serie 2.
A seguire due canzoni Remember Yamato e Sasha my love tratte dal Nuovo Viaggio.
3 brani tratti da Yamato Per Sempre, passando poi alle due sigle finali della Serie III, giungendo poi a Battaglia Finale con i brani: Kodai e Yamato, l’Amore di noi due, Arcobaleno di domani, Amore Supremo, sino alla famosa Yamato '83 “sigla fantasma” di Yamato Battaglia Finale, per ultimo, il brano 18 è una versione Jazz della sigla televisiva.
nota. I brani inseriti nel file 10 di Eternal Edition sono solo la metà della totalità composta per la saga di Yamato, l'altra metà è stata invece inserita successivamente nel CD Yamato Best II.
La copertina del box 10 si presenta  in maniera completamente opposta a quella impiegata per gli altri 6 cofanetti, contrariamente alle altre, questa è totalmente di colore bianco con la serigrafia del viso di Starsha e dei titoli delle canzoni in color argento. La copertina del libretto interno del CD invece è una fusione tra l'immagine della Yamato già utilizzata per l' LP Final Yamato Music Collection 1, per i 45 giri: Arcobaleno di Domani e L'amore di due e quella di Starsha disegnata da Matsumoto, già utilizzata nel primo Symphonic Suite di Yamato.









Eternal Edition. Dai File 0/1 ai File 5/6








nota. Le scansioni dei cd presentate in questa e nella successiva pagina del blog, sono state estratte dal materiale appartenente alla collezione privata dell'autore del blog, nessuna recensione presente su questa pagina è una copia o una contraffazione di altre precedentemente stilate in altri siti web.



 

Immagine integrale della serigrafia di Grande Yamato
stampata sul CD File 0 di Eternal Edition
Eternal Edition di Yamato è una collezione di compact disc che racchiude in se la quasi totalità della discografia di Yamato. (Più completa di questa è la Premium Edition che annovera nella sua confezione argentata anche i drama e le edizioni per piano per violino etc..).
Eternal Edition invece comprende uno stock di 11 cd frazionato in 7 confezioni, in formato singolo e doppio. Non era la prima volta che le basi musicali e le canzoni della serie e dei film dedicate a Yamato venivano immessi sul mercato, tra il 1976 e il 1999 gran parte della discografia prodotta era stata rilasciata in decine di Lp-45 giri e in CD, anche se tuttavia l’intero catalogo dei brani composti per l’anime dal grande Hiroshi Miyagawa non era mai stato rilasciato completamente.
All'inizio degli anni '80, titoli musicali della saga come il Grand Symphony Yamato, il Symphonic Suite, Farewell to Yamato, Il Nuovo Viaggio, il box di 2 dischi di Yamato, il Symphonic Suite della Serie III, nonché i 2 bellissimi confetti in 3 cd di Final Yamato e molti altri.. compresi i drama della Serie 1, di Arrivederci Yamato, del Nuovo Viaggio, di Yamato Per sempre (riedizione di uno splendido doppio Lp contenente molte pagine a colori con gli avvenimenti del film posti al centro dell'album), Yamato III , Final Yamato, e molti altri come Romantic violin, Romantic piano etc etc.. (tutti annoverati nella mia collezione privata..) erano già, o sarebbero stati riversati in futuro sul nuovo supporto digitale.
Nel settembre del 2000, a più di 23 anni dall’uscita del primo leggendario Lp-drama e dal successivo Simphony Suite, la Columbia Records edita per la gioia dei fan più esigenti, (vedi chi scrive..)  in una suggestiva veste di lusso, questa meravigliosa raccolta di cd, in essa sono presenti tutte le bgm già pubblicate sui precedenti Lp, più quelle inedite ascoltate nella serie e mai uscite sul formato vinile e nelle più recenti edizioni in compact disc.
Sarà stato forse per l’elegante confezione: sobria e particolareggiata, oppure per il nome imperioso dato a questa nuova collana, fatto stà che questa serie avrà un tale successo, che in seguito la Columbia deciderà di immettere sul mercato altri "Eternal Edition" di serie targate Toei come: Capitan Harlock, Galaxy Express 999 e Mazinga Z.
Come anticipato prima, Eternal Edition si compone di 11 cd.
Vediamo adesso in che modo sono stati suddivisi.





File 0 e 1: Symphonic Suite di Grande Yamato e bgm della prima serie TV.

         Cover del box                                                 File 0                                                             File 1                

Il primo cofanetto di questa serie è un doppio cd, di cui il primo è denominato File 0, è il Symphonic Suite di Great Yamato. Questo cofanetto racchiude due cd serigrafati, (il primo presenta una bellissima immagine della Grande Yamato sepolta tra i ghiacci) inseriti nelle custodie trasparenti assieme a 2 libretti.
In copertina un’immagine della Yamato di nuova realizzazione, la stessa presentata anche nel calendario di Leiji Matsumoto del 2001. (foto in basso).
Il libretto interamente a colori, ci mostra delle immagini del nuovo lavoro, appunto, Great Yamato, (allora ancora in fase di preparazione) disegnato con lo stile tozzo tipico di Matsumoto, più alcune foto di Miyagawa e Matsumoto, che insieme, creano le nuove basi musicali.
nota. Hiroshi Miyagawa aveva colto questa opportunità per lavorare di nuovo su Yamato per rivisitare alcune delle prime colonne sonore e per inserirne altre inedite.
Per comporre questa nuova Symphonic Suite di Yamato del nuovo millennio, Miyagawa aveva scelto alcuni tra i suoi motivi preferiti.

Calendario 2001 di Leiji Matsumoto
Il primo supporto musicale, il File 0 è composto da 8 tracce, alcune di esse sono assolutamente inedite, altre sono riprese dalle precedenti uscite, mentre alcune sono delle cover di nuovo rifacimento.
Come ogni cd di Yamato che si rispetti, anche questo non può non cominciare con il famoso assolo di Kazuo Kawashima che ci trasporta con la sua voce melodiosa sin nello spazio profondo, il brano termina con il tema principale della serie.
Con il secondo brano cominciano gli inediti, questo pezzo infatti fa parte della nuova era di Yamato, quella ripresa e corretta secondo il gusto di Leiji Matsumoto, il brano in questione è presente anche nei videogiochi della Playstation (l’anno coincide…). 
Il terzo brano ci riporta invece alle sequenze della Serie III, del Nuovo Viaggio e Final Yamato.
Quarto brano: omaggio all’Andromeda e alla flotta dell’EDF, ai cosmo tigers, ascoltando poi un segmento di un brano composto da Kentaro Haneda, per scivolare di nuovo nel cuore della Serie III, finendo il tutto sulle note di quella che sarebbe diventata nel 2004 la sigla dei 5 episodi di Dai Yamato 0 Go.
Di nuovo gli inediti: il brano 5 è una sorta di "album immagine" di Leiji Matsumoto.
L’altalena tra i non pubblicati e quelli classici riprende nel passo n 6 che è composto da frammenti della Serie 1, del tema di Dessler, di Yamato Forever e Final Yamato (tema di Acquarius).
Un commovente saluto a Sasha (da Yamato Forever) dà inizio al brano 7 per commemorare poi le partenze della Yamato nella Serie 1 (ep 3) e Serie III (ep 3 ep 10).
Il brano n 8 ci riporta ai protagonisti : Kodai e Yuki con un frammento di Great Love, il meraviglioso brano composto nel 1978 per Arrivederci Yamato, mentre una bellissima versione per pianoforte di Scarlet Scarf chiude il brano e i pezzi presenti nel cd.


Il File n 1 anch’esso contenuto nel primo cofanetto, è una compilation perfetta della musica della prima serie televisiva. Il supporto musicale è composto di 17 tracce. Il libretto ha in copertina un’immagine conosciutissima da tutti i fan della saga: la Yamato e Starsha.
Interamente a colori, in essa è riportata un breve guida dei brani contenuti nel cd e della loro attinenza con gli episodi della serie.
Ad introdurre i brani, proprio come se questo cd fosse un episodio televisivo, è appunto una versione size della sigla iniziale. Molte delle bgm inserite qui seguono fedelmente gli eventi cronologici della prima serie, sicché ascoltandoli tutti di seguito, è possibile ripercorrere con la memoria  tutti gli avvenimenti delle puntate: dall’arrivo delle bombe all’Hiperion, alla morte di Sasha, al decollo della Yamato, all’arrivo del missile da Plutone e così via.. 
Una versione size della Sciarpa Scarlatta, sigla finale cantata da Isao Sasaki, il brano n 15, ci introduce a una serie di quei brevissimi passaggi musicali impiegati nelle varie puntate della serie.
 



File 2 e 3: Addio Corazzata Spaziale Yamato. In nome dell'amore.


                  Cover del box                                                  File 2                                                                File 3                                      

Il secondo set, ovvero i File n 2 e 3 intitolati entrambi: “Farewell To Space Battleship Yamato in The Name Of Love” sono interamente dedicati al film del 1978: Arrivederci Yamato.
Si tratta infatti della collezione più completa di bgm scritte e realizzate per la saga dell’impero della cometa. Il tanto atteso punteggio totale del film è stato rilasciato in questo doppio cd solo 22 anni dopo la prima proiezione di questa pellicola. L'intera colonna sonora è stata ricostruita con una miscela di tracce stereo composte per il film e quelle mono che erano state originariamente incluse nel campione della prima serie TV.
L’immagine della copertina del File n 2 è forse la più emblematica che raffiguri questa produzione: la Yamato in viaggio verso l’eternità e sullo sfondo le figure eteree di Kodai e Yuki, l'immagine stampata sulla parte superiore del cd è invece quella del decollo della Yamato mentre fuoriesce dal mare. L’interno del libretto è a colori, ogni brano presente nel supporto è correlato da una piccola immagine estratta dal film che ne presenta il pezzo.
Il File n 2 contiene 19 tracce, anche questo come il File n 1, presenta ogni singola traccia nell’ordine di apparizione nel film: dall’arrivo di Gatlantis dallo spazio profondo, al tema dell’Andromeda, a Great Love etc..   
Il File 3 composto da 16 brani continua con le bgm della pellicola. In copertina troviamo un’immagine di Tèresa in preghiera, mentre quella impressa sul cd è una semplice immagine del ponte di comando dell'astronave. Le bgm mancanti nel precedente cd continuano in questo sino alla fine. Omessa invece al termine del cd è la colonna sonora del film “Yamato yori ai o komete” cantata da Kenji Sawada, presente invece nel File n 10 assieme a tutte le altre canzoni della produzione.
 



File 4: Corazzata Spaziale Yamato Serie 2.


Cover del singolo                                                                                 File 4

Eccoci dunque all’altra faccia della medaglia. Come i File 2 e 3 sono una ricchissima vetrina delle bgm di Arrivederci Yamato, il File n 4 (un singolo) è invece dedicato alla Serie 2 e comprende una raccolta di 19 tracce, di cui la prima è la versione size della sigla iniziale.
In copertina vi è una semplice immagine della Yamato in movimento nello spazio, mentre stampata sul supporto, ve n’è un’altra della nave mentre attacca l’impero della cometa (scena ripresa dalle ultime sequenze del film e dall’episodio 25 della Serie 2). I brani ci sono tutti, da quelli classici ripresi e riproposti dalla Serie 1 a quelli del film, a quelli scritti per la Serie 2 inclusi quelli che non erano mai stati pubblicati in precedenza.
nota. Per un estimatore della serie di Yamato intuire immediatamente quali siano quelli mai inseriti è facile: alcune di essi sono udibili nell’episodio 4 e nel 5 Yamato vs Andromeda, altri pezzi in quelli delle lucciole stellari ep 11 e 12. Inseriti anche i brani dedicati a Tèresa e quelli degli episodi 23, 24 e 25 fino al magnifico pezzo, n 16, in cui la nave di Zodar erompe dalle rovine di Gatlantis e bombarda la Yamato, mentre invece alcune strofe presenti nei brani 9 e 16 sono inedite, quindi mai ascoltate negli episodi. 
A chiudere il cd ci pensa Isao Sasaki con la versione size della sigla finale della serie: Teresa yo towani.





File 5 e 6: Il Nuovo Viaggio e Yamato Per Sempre.


Cover del box                                                          File 5                                                                  File 6                      

Con i File 5 e 6, ci troviamo davanti ad un altro doppio cd. Da qui ci addentriamo nel cuore della Dark Nebula, ossia nei film 3 e 4 della saga: Il Nuovo Viaggio e Yamato Forever.

Nel File 5 dedicato al Nuovo Viaggio sono presenti un totale di 33 brani, alcuni dei quali ripresi dalla Serie 2 e un certo numero di pezzi che non erano disponibili nei precedenti cd dedicati a questo terzo film. Discorso diverso invece per alcuni Lp che invece contengono sì alcuni di questi brani inediti, ma riarrangiati in modo differente. Se li avete tutti (come me) potrete sicuramente notare la differenza.
Anche in questo File 5, come per i precedenti File 2 e 3 sono presentate le tracce nell’ordine di apparizione nel film, compresa la versione size della canzone “Remember Yamato” cantata da Isao Sasaki e “Sasha My Love” cantata da Chiyoko Shimakura.
Alcuni di questi frammenti di musica sono stati poi ripresi ed inseriti, (come ad esempio parte dei brani 14,15, 19, 22) nuovamente nella Serie III.
Partendo dal brano n 30, incontriamo alcuni bonus tracks inediti e mai ascoltati nel film, più alcuni arrangiamenti delle canzoni della saga; come il tema originale di Yamato, The Rival dedicato a Dessler, alla sigla finale di Addio Yamato, a Remember Yamato a Galaxy Legend cantata da Hiromi Iwasaki presente nel successivo lungometraggio della saga.
nota. Considerato uno dei testi più amati Yu Aku, questa registrazione di Galaxy Legend cantato da Hiromi Iwasaki  è udibile in Yamato Per Sempre mentre Wildstar-Kodai medita la perdita di Yuki.
Il brano allora diventò molto popolare tra il pubblico femminile.
nota. Galaxy Legend è stato successivamente registrato da Mitsuko Horie sul cd Song Collection di Yamato edito dalla Nippon Columbia.
L’immagine riprodotta sul cd è la stessa della precedente edizione singola uscita negli anni 90, mentre per la serigrafia impressa sul cd è stata scelta l’immagine della Yamato, che ancorata in mare, è in procinto di decollare.

Con il File n 6 ci addentriamo pienamente negli avvenimenti di Yamato Forever, anche qui le bgm inserite ricalcano indelebilmente gli avvenimenti cronologici della pellicola.
Il supporto contiene 27 tracce tutte udibili nel film. Nessuna inedita. Degna di nota è la traccia n 13: "Ciondolo di Stelle" in versione size cantata da Isao Sasaki.
Anche questo cd è stato immesso in cofanetto doppio con custodie trasparenti: nell'’immagine di copertina vediamo la prua della Yamato con impresso per la prima volta sullo scafo il simbolo dell’ancora bianca della flotta.
nota.quella stessa immagine era gìa stata utilizzata nell’Lp-drama e in una versione economica, (in formato esclusivamente cartonato) del film in VHS uscito a metà degli anni 80. La serigrafia stampata sul cd invece riproduce la Yamato in procinto di eseguire il primo warp test.
Continua. 





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