Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki

La Serie III in Home Video e Final Yamato















Fin dall’inizio della sua storia, la produzione della terza serie di Yamato era stata pensata per essere il progetto più ambizioso di tutti da realizzare. 52 episodi che avrebbero illustrato e narrato la grande guerra interplanetaria tra il nuovo impero fondato da Desslok e la Grande Federazione di Polar (una sorta di Grande Russia del 23o secolo).
Inizialmente la storia era stata collocata nell’anno 2205, cioè tre anni dopo il film “Yamato Per Sempre”, ma poi si decise di rivedere la sua datazione al 2203. Questa contrazione dei tempi, ha però contribuito non poco a snaturare il corso degli eventi della sceneggiatura della storia, riducendo oltremisura anche il tempo impiegato da Desslok per fondare l’Impero di Galman.
Chi scrive non può davvero stimare la periodicità necessaria per raggiungere il Centro della Galassia, liberare un pianeta occupato, ricostruire la sua istituzione interna e contemporaneamente occupare con le proprie flotte gran parte dell’universo circostante, ma nonostante questo, è comunque palese che gli eventi intercorsi tra la fine del “Nuovo Viaggio e Per Sempre” si distendono in un arco temporale davvero troppo limitato perché si possa concentrare una tale ampiezza di eventi.
Mantenendo invece l’idea iniziale e diluendo il decorso temporale trascorso tra le precedenti produzioni e la Serie III, si sarebbe potuto ottenere una migliore fluidità degli eventi donando alla serie una più corretta impostazione narrativa.

La questione delle cronologiche vicende di Desslok diventa marginale se paragonata al destino sfavorevole a cui è andato incontro tutto il lavoro di storyboard ideato dagli autori.
Gli elementi SF ideati per questo conflitto intergalattico sono andati irreparabilmente perduti dal momento in cui la sceneggiatura della serie è stata ridotta e mutilata dai bassi indici di ascolto in TV che ha reso “necessario” ridurre la serie a 25 episodi lasciando alcuni dei grandiosi concetti innovativi di SF del tutto inesplorati.
Ai fans più curiosi si può dire che esiste tuttavia un’estensione in versione “webcomic” di questi preziosi concetti mai inseriti, questi sono fruibili dal sito ufficiale americano della saga: http://www.starblazers.com/, in cui è possibile esplorare le porzioni mancanti di SF accantonate e in un certo modo "continuare" con la stesura della sceneggiatura conclusasi con la fine della sua trasmissione nel 1981.
Un’iniziativa encomiabile per chi ama addentrarsi a fondo in TUTTO ciò che riguarda la vita di Uchuu Senkan Yamato. (Ricordo invece che Star Blazers.blogspot.com, è solo un piccolo sito che riassume brevemente per i fan italiani la storia della saga, senza avere la benché minima pretesa di paragonarsi con altri siti presenti nel web).
Una cosa invece che gli indici di ascolto o i capricci delle emittenti televisive non possono fare, è evitare che una produzione come Yamato esca in versione Home Video.
Per rivedere a casa propria la Serie III occorse aspettare qualche anno.
Nel Gennaio del 1985 la Toei e la Nippon Columbia pubblicarono la serie entrambe su 5 nastri singoli in VHS e Beta.
Nel 1990, la Emotion fa la stessa cosa, donando alle copertine delle VHS le magnifiche illustrazioni del regista di Yamato 2199: Yutaka Izubuchi; 5 immagini separate. che accostate l'una accanto all'altra, formano una sola immagine in sequenza.
La stessa iniziativa era già stata conseguita per la Serie 2.

L’edizione più intrigante (che ho l’onore di possedere..foto a lato) è però quella del 1994, un cofanetto di 7 dischi: il cosiddetto "Perfect Collection box set di Laserdisc" contenente all'interno 7 dischi e un libro di 16 pagine, con note di copertina, un profilo di Yutaka Izubuchi, l'intera filmografia dei 25 episodi con i relativi storyboard e le immagini promozionali dell’imminente Yamato 2520.
Tra i bonus inclusi vi sono incluse tutte le scene cancellate dal Nuovo Viaggio (non si tratta di vere e propie sequenza animate, ma di semplici rodovetri delle sequenze mai realizzate).
Il cofanetto (al contrario di quanto riporta il sito ufficiale che vuole come illustratore di tutto il box Toshiyuki Kubooka) ha le copertine (tranne la 3 realizzata da Masuo Syoichi) disegnate da Yoshiyuki Sadamoto (Nadia, Gunbuster, Evangelion).
Di Kubooka, invece, è l’immagine della cover del box.
Sempre nel 1994 il film di montaggio della Serie III, fa la sua apparizione nel "Complete Edition in Laserdisc e VHS” distribuito dalla Sobi Entertainment.
Con l’avvicinarsi del 25 ° anniversario di Yamato, la Emotion ha ristampato l'intero catalogo video.
I nastri sono stati ampliati da 5 volumi a 7 e tutti i laserdisc sono disponibili individualmente piuttosto che in un box set. Questa è stata l'ultima volta in cui la Serie III, sarebbe stata rilasciata in questi formati: l’era del DVD era imminente.
La Serie III arriva in DVD nel Maggio del 2001 negli stessi formati della Serie 2: una scatola deluxe set per la vendita e l’altra singola per il noleggio. Il cofanetto è stato un degno successore "Perfect Collection" di LD del 1994. Lo special TV è stato incluso insieme a diversi spot televisivi per il merchandising di Yamato del 1980.

Quindi, riassumendo: la serie di Yamato III, in onda sulla rete Yomiuri tv si era dunque conclusa con il suo bagaglio d’idee mai realizzate il 4 Aprile 1981 registrando come abbiamo detto, indici di shere discreti ma non al livello della Serie 2 o a quelli più alti dei film che variarono in ascolti dal 26 al 31 per cento.
La Serie III doveva accontentarsi di assestarsi a un limite del 15/16 per cento, ma chi pensava che la saga di Yamato sarebbe terminata con l’ultimo episodio di questa produzione si sbagliava di grosso.
Nelle ultime sequenze prima della sigla finale, appariva sullo schermo un eloquente messaggio di Nishizaki che dichiarava, che, anche se la storia della Serie III era finita, la battaglia della Yamato per proteggere la pace sarebbe continuata.
In attesa di giungere alla ricorrenza decennale della saga conteggiata in “2 anni” (3 in realtà) il produttore, esortava dunque i fan a guardare con speranza all'estate del 1982: eccone il testo integrale.
"La storia di Yamato III è terminata, ma i combattimenti della Yamato alla ricerca della pace continuano. L’anno prossimo cadrà il decennale della nascita della Yamato.
Come commemorazione del decennale della storia della Yamato, è così nostra intenzione concludere la storia. A partire dall’estate del 1982 verranno frequentemente effettuate anticipazioni riguardanti il congedo definitivo.
Yoshinobu Nishizaki Produttore".








Le Basi della Storia Per Yamato Battaglia Finale







Nel mese di aprile 1981, (quando cioè la Serie III era finita) il personale della WCC si riuniva per stendere i concetti di base per il presupposto finale (un termine più volte adoperato per stendere le basi di un finale che poi alla fine, tanto finale non era... per la cronaca…al momento dell’effettiva realizzazione di “Yamato Per Sempre”, Nishizaki aveva già deciso che quello non sarebbe stato l’ultimo) di Yamato.
Eiichi Yamamoto, Aritsune Toyota, Hideaki Yamamoto, e altri, cominciarono a gettare molte idee interessanti in giro, perché tutti volevano essere sicuri che il nuovo “Final” di Yamato fosse la produzione più grande di tutte: una produzione che avrebbe anche potuto trasformarsi in una nuova serie tv: Yamato IV capitolo finale.
Fu questa una delle prime idee abbozzate dai vertici della produzione.
L’ipotetica serie n 4 fu inizialmente immaginata (come le prime due), come una produzione di 39 episodi, da ridurre poi  in un secondo tempo solo in caso di bassi ascolti nella classica versione di 26 episodi.
Molto probabilmente furono le delusioni ricevute della recente produzione a spingere Nishizaki ad abbandonare questo progetto; infatti, che senso aveva pensare di creare una serie n 4 quando la Yomiuri Tv aveva concesso a fatica di terminare  la serie 3 a 25 puntate?
La possibilità di una serie n 4 avrà però sicuramente solleticato l’entusiasmo e la curiosità dei molti fan che oggi apprendono la notizia di questa ipotetica idea. Di lei si sa poco, solo che la trama era essenzialmente la stessa di quella che sarà utilizzata poi per il successivo film.

Accantonata l’ipotesi di una nuova serie tv, si comincia, quindi, a pensare a quella di un film cinematografico. (le fortunate esperienze di “Saraba” e di “Per Sempre” insegnano che la rimuneratività dei film di Yamato al cinema è di gran lunga superiore a quella limitata della serie tv dove la rete televisiva stessa dispone della facoltà di cancellarla prematuramente da un giorno all’altro..).
Dopo tre o quattro incontri, alcune idee cominciano a prendere forma.
Nel mese di luglio, Leiji Matsumoto, Kazuo Kasahara e altri si uniscono al gruppo per offrire il loro contributo.
Sorge però un’incognita con cui la produzione deve necessariamente fare i conti: è imperativo decidere se cambiare la sceneggiatura di base della saga o se lasciarla invariata.
Con quattro film e 77 episodi televisivi alle spalle, forse si cominciava finalmente a capire che il pubblico non sarebbe andato più al cinema a vedere l’ennesima trama del tipico viaggio della Yamato, occorreva trovare qualcosa di diverso e dare nel frattempo una conclusione del tutto particolare alla storia.
Perplesso e indeciso sul da farsi, Nishizaki approfitta dell’assenza di Matsumoto (impegnato con la Toei per la realizzazione del film: Capitan HarlockArcadia della mia giovinezza) per prendere tempo e rinvia ulteriori incontri per i successivi cinque mesi.
In quel lasso di tempo in cui nulla di nuovo su Yamato appare sugli schermi cinematografici e televisivi(cominciato nell’aprile del 1981 e terminato nel marzo del 1983), Nishizaki cerca di trovare il sistema per non lasciare che l’interesse verso la saga si affievolisca.
Poco tempo dopo ottiene “per soddisfare le numerose richieste dei fan” (o per salvare il salvabile) di trasmettere in tv tutti i film dell’anime compreso “Yamato Per Sempre".
Per non alterare la narrazione degli eventi si decise di escludere “Saraba” (che aveva un finale alternativo..) dal palinsesto sostituendolo con quello di montaggio della Serie 2, al quale dopo il Nuovo Viaggio e Yamato Per Sempre, è aggiunto anche il film di montaggio della Serie III: La distruzione del Sistema Solare (anche questo inedito in Italia).
Diretto come il precedente special 2, da Eiichi Yamamoto e trasmesso poi il 28 Dicembre del 1983, quando cioè Final Yamato era già uscito nei cinema da un pezzo.
Per arginare il “silenzio” nell'attesa di completare il nuovo lavoro, si cerca di non lasciare vuoti nemmeno gli scaffali dei negozi, vengoo quindi pubblicate ennesime ristampe di libri e gadget, più un nutrito catalogo di Lp, che vedevano nel solo 1982, l’uscita di sette album musicali tutti con brani più o meno inediti e molte cover di pezzi precedenti.
Anche le apparizioni pubbliche di Nishizaki non diminuiscono, al contrario, partecipa attivamente a qualunque manifestazione che potesse coinvolgerlo direttamente con i fan.
Furono così organizzati alcuni convegni e incontri, in cui il produttore, ascoltando le opinioni dei fan entusiasti, cercava (forse) l’ispirazione per nuove idee da inserire nel prossimo film, anche se nella sua testa l'ultima scena del film era già stata decisa.
E' attraverso le sue idee che Nishizaki sogna una presentazione di grande impatto su uno schermo a 70 millimetri (anche se poi inizierà con la classica versione v35mm).
Nelle sue intenzioni vi era il desiderio di aprire i battenti del prossimo film nelle sale già nel mese di Agosto del 1982, esattamente due anni dopo "Yamato Per Sempre".

Purtroppo nonostante le buone intenzioni, la scrittura della sceneggiatura, pur essendo iniziata da un pezzo, è ancora lontana dall'essere ultimata.
Una chiave di svolta molto importante per proseguire nella scrittura della sceneggiatura del film, Nishizaki la trova in uno degli ultimi “raduni” con i fans.
E' allora il produttore lancia la bomba per rinverdire l’interesse dei fan: il capitano Okita/Avatar sarebbe ritornato per il capitolo conclusivo della storia. La notizia scatena un certo scalpore tra gli appassionati e riaccende in loro un turbine di curiosità, dubbi, l'entusiasmi e perplessità.
Gli incontri tra Nishizaki e il personale dello staff di Yamato riprendono poi nel mese di Dicembre, quando finalmente viene dato un nome al nuovo nemico dei terrestri: i Dunghilliani.
Fino a quel momento il nemico era conosciuto ai più dello staff come: i Vulcaniani, o Vulcanici: dal dio greco del fuoco (ma forse alla West Cape Corporation si erano dimenticati che quel nome era già utilizzato da un’altra produzione americana di fantascienza…).
La campagna pubblicitaria per l'ultimo film di Yamato comincia il 16 Gennaio del 1983.
Nishizaki assieme a Isao Sasaki e a Junko Yagami annuncia che il film, ancora molto indietro nella sua fase di lavorazione, uscirà entro la seconda settimana di Marzo.
Alla fine di Gennaio del 1982, quando i tempi cominciavano a stringere, ecco che per recuperare il tempo perso (da Nishizaki) iniziano nuovamente le estenuanti riunioni che si sarebbero inoltrate fino a tarda notte. In quei giorni (sottopressione si lavora meglio..) ecco che Aritsune Toyota escogita l’idea dei missili ad attività iper radioattiva.
In seguito, nel successivo mese e mezzo, il personale stendeva una sceneggiatura più specifica, ma per giungere a quella definitiva si dovrà attendere fino a Maggio del 1982, cioè meno di un anno all’uscita del film nelle sale.


             
                                           







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