Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki

Yamato 2199. La Trama del Film n 7. Parte 2










Eccoci dunque, dopo solo pochi giorni, a illustrarvi per la prima volta in italiano, grazie al paziente e certosino lavoro di traduzione della mia amica Gaia, la seconda parte della trama del film n7 di Yamato 2199 "Soshite Kan wa Iku" che racchiude gli episodi 25 e 26 della saga.
Con questi 2 post, si chiude definitivamente la storia del remake della Serie 1 di Yamato/Star Blazers del 1974.




testo a cura di Gaia con note dell'amministratore del blog.

Mentre la Yamato si lascia alle spalle la nebulosa della Tarantola, Yuria, tornata al suo hobby radiofonico, descrive gli ultimi avvenimenti: sono passati due mesi dagli eventi su Iscandar, e otto dalla partenza dalla Terra.
 Molti compagni sono morti, ma non è mai stata abbandonata la speranza: non con la Terra che aspettava fiduciosa il loro ritorno! Mentre si susseguono immagini di vita quotidiana, Yuria osserva come lo spirito dell’equipaggio sia diverso rispetto a quello dell’andata: non c’è più paura. 
La Yamato sta tornando a casa, portando con sé la speranza. 
Apprendiamo anche che Yuki non fa un buon caffè, che tra Makoto e Kato è  in corso una piccola crisi e che il Capitano è stato molto provato dal lungo ed estenuante viaggio. Niimi fissa con un mesto sorriso Sanada, che conserva sulla sua consolle il libro di poesie donatogli da Mamoru Kodai.

In plancia, Shima ha un’idea: verificare se il gate che collega Balan alla via Lattea sia ancora operativo.
Il suo utilizzo risparmierebbe alla Yamato ben 60.000 anni luce di viaggio.
Mentre si predispone un piano, giunge una richiesta di soccorso dallo spazio: è un segnale inequivocabilmente gamilonese.

Nel frattempo, l’astronave di Ditz si avvicina a Gamilas e viene accolta da ciò che è rimasto della sua flotta. 
Talan Jr. ragguaglia l’Ammiraglio sugli ultimi avvenimenti, tra cui la morte del fratello. 
Senza Dessler la ricostruzione sarà difficile, commenta Ditz, ma, vedendo Yurisha, Elisa Domel sorride e dichiara che c’è ancora speranza. 
Ciò che preoccupa maggiormente Talan è la presenza di una frangia di navi ribelli che non hanno ubbidito all’ordine di rientrare, ma il vecchio Ammiraglio lo tranquillizza: ha inviato un uomo di fiducia.
L’odiosa voce di Goer risuona pomposa da un comunicatore: ha guidato 3000 navi nel lungo viaggio di ritorno da Balan: ha poi abbandonato quelle che hanno deciso di seguire il traditore Ditz per ricongiungersi, con 30 dei suoi migliori vascelli, al suo Imperatore … lo sproloquio viene interrotto. 

Il Ministro Talan scuote la testa, stanco e  contrariato, e chiede al suo interlocutore perché è ossessionato da quella nave. Avremmo già dovuto capirlo dalla tipica colonna sonora che accompagna solo lui: il Supremo è ancora vivo, e risponde al fedele Ministro che vuole quella nave per volgere in suo potere coloro che lo hanno esasperato. La gloria del grande Gamilas recherà all’Universo ordine e salvezza, e solo lui può realizzare questa impresa.

La Yamato esplora esternamente la piccola nave gamilonese che ha chiesto aiuto: pare che abbia il motore in avaria. Yuki riconosce il pilota: è Celestra. Ora è la Mori, in un deja vu a parti invertite, a offrire il the all’ex Ministro della propaganda: i terrestri le ripareranno il motore affinché possa ritornare su Gamilas.

Ma Celestra ormai non ha più un posto dove tornare: non vuole rientrare a Gamilas dove niente ormai la trattiene e d’altro canto Jirel, il suo mondo natale, non c’è più: è stato distrutto dai popoli dei pianeti vicini, pieni di invidia e pregiudizi nei confronti dei suoi abitanti telepati. Dopo la morte di Mirenel, l’unico riferimento affettivo di Celestra era Dessler, che l’aveva salvata. L’ex ministro gamilonese non accetta che lui sia morto: ha bisogno di lei, non può morire senza di lei, grida la povera ragazza disperata.

Con un ultimo salto la Yamato arriva a Balan, e il suo equipaggio vede ciò che resta del pianeta artificiale dopo l’esplosione dell’impianto al suo interno. Nascosto tra i detriti, Goer (Volgar ed. Star Blazers) osserva i terrestri avvicinarsi al portale, che viene temporaneamente e faticosamente mantenuto operativo da alcune astronavi nascoste.
Si tratta di una trappola.

Per assicurarsi che la Yamato lo attraversi, un altro gruppo di navi gamilonesi l’attacca alle spalle. I terrestri non possono permettersi di perder tempo a rispondere al fuoco e, alzato lo scudo, si lanciano a tutta velocità verso il gate. 
Due siluri escono dal nulla nello spazio davanti a loro e vanno a colpire gli inseguitori.
Con la sua perfetta e spettacolare emersione rapida, l’UX-01 esce dal subspazio, il suo capitano in torretta: il Mastino, con grande tempismo, è venuto a prendere Goer per consegnarlo alla nuova giustizia gamilonese. 
Il capitano sembra divertirsi, commenta Heini; Frakken tiene occupato il nemico finché la Yamato non ha attraversato il portale, e solo allora ordina l’immersione. 
Un’avaria a un motore fa passare un brutto momento all’equipaggio ma i macchinisti risolvono il problema: uno di loro si gira, e così apprendiamo che l’eroe della situazione è Yabu, che, recuperato dal pianeta Leptapoda, si è evidentemente trovato un nuovo lavoro e nuovi amici.

Goer esplora terrorizzato lo spazio mentre insulta istericamente l’avversario accusandolo di codardia.
Senti chi parla! Esclama Heini, che sarà un pure un po’ bislacco ma è la voce della verità e il cuore di tutto l’equipaggio. Due siluri mettono fine al contenzioso.
Tutto è finito per il meglio grazie a Yabu, di cui viene riconosciuto il valore, anche se non l’esatto pianeta d’origine.


La Yamato sta percorrendo, alla cieca (il radar non funziona),  il corridoio sub spaziale quando improvvisamente viene agganciata da rampini e cavi meccanici; Lo scafo viene immobilizzato da una enorme astronave da cui scendono migliaia di gamiloidi che iniziano l’abbordaggio.

nota. Ai molti attenti di voi che conoscono la saga di Yamato, non sarà sfuggita la similitudine tra questo episodio e il precedente film Arrivederci Yamato del 1978, dove Dessler, per ovviare all'insufficiente numero di gamilonesi a sua disposizione, inviava all'abbordaggio della Yamato un numero considerevole di soldati robot. Anche qui è lo stesso: è Talan, come allora, a manovrare le azioni degli androidi (o gamiloidi), solo che a differenza di quello che appare in questo episodio, il monitor che allora seguiva i movimenti dei gamiloidi, aveva le sembianze di una scacchiera.

Vengono freneticamente impartiti gli ordini per organizzare la difesa, ma gli invasori sono troppi e i terrestri iniziano progressivamente a ritirarsi. Yuki rinchiude Celestra nella sua cabina. 
Si contano le prime perdite, tra cui Toyama e Iwata.
A bordo dell’ammiraglia gamilonese, Dessler, compiaciuto, annuncia che scenderà nella nave terrestre per scambiare due parole col suo capitano. Talan, che ormai da tempo è il ritratto del buon senso inascoltato (ricorda molto il personaggio di Starbuck quando cerca di distogliere il Capitano Achab dalla sua ossessione per Moby Dick), non può far altro che ordinare alle sue guardie del corpo di proteggerlo.
Sulla Yamato ci si rende conto che gli invasori non sono esseri viventi: Sanada, allora, incalzato da Niimi, le dà l’ordine di “usarlo”.
I gamiloidi irrompono nella cabina dov’è imprigionata Celestra, che chiede chi sia il loro comandante.

Le valchirie di Dessler sfondano una paratia mettendo in sicurezza l’area antistante per il loro signore: questi avanza guardandosi attorno soddisfatto, attento a scansare con grazia detriti e macerie.


nota. Si può notare che nella nuova versione 2199, a differenza della precedente del 1974, il Supremo di Gamilas fa irruzione dentro la Yamato senza alcuna protezione che lo vincoli dall’aria respirata a bordo, e questo confermerebbe che le fisiologie gamilonesi e terrestri sono le stesse.
Che i gamilonesi e terrestri siano entrambi progenie di Aquarius?
Grazie a Zaira Diana per la segnalazione.

Mentre Yuki sta ispezionando un settore ormai deserto, viene gettata a terra da un’esplosione. Alzando lo sguardo, vede che davanti a lei si è aperto un grosso varco da cui entra con calma sicurezza colui che poco tempo prima le aveva offerto un indesiderato soggiorno nel suo Palazzo Imperiale. Il riconoscimento è reciproco, e Dessler saluta la ragazza come la falsa principessa di Iscandar, ordinandole di condurlo dal suo Capitano.

A Celestra non par vero di aver ritrovato - sano e salvo, per giunta - il suo mentore: correndo a perdifiato per la nave, cerca di raggiungerlo. Quando finalmente lo vede, non riesce a trattenersi: lo chiama con un grido liberatorio, incapace di controllare i suoi poteri psichici.
 Preso di sorpresa, con un unico scatto fluido il Supremo allontana Yuki e si volta sparando d’istinto un solo colpo, senza sapere a chi o a cosa.

Nel silenzio innaturale che segue, le guardie del corpo corrono a controllare la donna che è rimasta a terra immobile. 
Fanno rapporto: ci si aspetterebbe che il loro modo di parlare – se non di pensare - fosse asetticamente professionale o almeno allineato a quello del loro signore, se non altro per una questione di lealtà, e invece si lasciano andare a dichiarazioni sprezzanti in aperto contrasto con la visione “ecumenica” di Dessler: riferendosi a colei che fino a poco prima era stata la donna più potente dell’impero, la descrivono come la “parvenu Jirelliana”, che evidentemente aveva emesso particolari onde psichiche alla vista del Supremo: che modi... questo è il problema con gli abitanti di Jirel commentano. 
Forse avevano un conto in sospeso con Celestra fin da quando lei le aveva strapazzate davanti agli appartamenti privati dell’imperatore.
Dessler non le ascolta. E’ sconvolto e addolorato.


Yuki, ancora a terra, scoppia in un pianto amaro: perché si era arrivati a questo? Celestra lo aveva amato; non c’era bisogno di farsi la guerra, terrestri e gamilonesi avrebbero potuto prendersi cura gli uni degli altri, amarsi.
“La guerra è necessaria” ribatte Dessler, fissando ancora scosso la sua arma  “per costringere i mondi all'obbedienza e portare la salvezza all’Universo e all'unica donna che amo”. Yuki lo ascolta incredula.

Kodai arriva proprio in quel momento sulla scena del dramma e chiama Yuki. Mentre le guardie, distratte, reagiscono alla muova minaccia, viene esploso un colpo che ferisce il Supremo alla spalla. E’ stata Celestra, che è riuscita in parte a riprendersi.
Telepaticamente, prega il suo signore di fermare tutto questo (come già aveva fatto Starsha), infine punta la pistola contro di sé. Le guardie, inorridite al vederla alzare nuovamente l’arma, scattano, come scatta Yuki, che si lancia in avanti per impedire alla donna di compiere il gesto suicida.
I colpi attraversano entrambe, che cadono abbracciate mentre il loro sangue si mescola sul pavimento del corridoio.

nota. nel film del 1978 ritroviamo un’altra scena simile a questa, solo che allora Yuki venne colpita a morte da Miru per proteggere, non Celestra, ma Kodai.

Cambio di scena: Niimi è Analyzer hanno terminato il loro lavoro e fanno partire il programma che Sanada aveva ordinato di usare.
In sala macchine, gli ingegneri preoccupatissimi seguono di nascosto le attività dei gamiloidi, che stanno per violare la zona del nucleo del motore. Improvvisamente tutti i robot vanno in tilt e cadono a terra: è appena entrato in azione un virus, messo a punto dalla squadra scientifica terrestre grazie agli studi effettuati sul primo gamiloide con cui sono venuti in contatto: Alter.

nota. Nella precedente pellicola del 1978 accade una cosa pressappoco simile, solo che allora fu Sanada e non Niimi (allora assente nella sceneggiatura) a dare il via al programma-virus, come fu sempre lo stesso Sanada a invertire la corsa del missile perforante nel precedente episodio 20.

L’abbordaggio è compromesso, Celestra è morta, la falsa principessa dal grande cuore è a terra, soccorsa dal compagno disperato, la ferita alla spalla è dolorosa. 
Dessler ora vuole solo tornare sulla sua nave. Prima di andarsene, ordina alle guardie di non sparare alla coppia.


nota. anche questa scena è ripresa (con leggere modifiche) dal precedente film del 1978: Yuki, ferità, è sorretta da Kodai, mentre Dessler, contuso, abbandonava la sua ammiraglia per lasciarsi morire nello spazio aperto.

Una delle guerriere si rivolge rispettosamente a lui col suo titolo, e così Kodai apprende di aver appena incontrato il capo supremo dei gamilonesi.
L’ammiraglia aliena si sgancia dalla Yamato e tenta un nuovo attacco, inefficace.
Talan aggredisce l’indisciplinato e incompetente capitano che non solo ha preso l’iniziativa, ma ha anche ordinato di usare le convenzionali armi a raggi, che, come si sa,  in un corridoio sub spaziale …una voce determinata completa per lui il discorso:  “…non funzionano, vero?” continua il Supremo premendosi sofferente la ferita “ma il cannone Dessler…”
Talan ora è davvero alla disperazione e cerca un’ultima volta di far ragionare il suo leader. Deve fermarsi: usare il cannone a onde in quel luogo è un suicidio. Non sa che Dessler ormai è andato dove non può più tornare. L’uomo che una volta era suo amico gli punta contro la pistola e gli ordina di non interferire, perché lui è in guerra.

La carica del cannone Dessler è ormai completata, il bersaglio è agganciato.

Proprio in quel momento l’astronave terrestre vira iniziando a sparare, e i suoi colpi vanno a segno con gran danno; che razza di armi sono? Banali proiettili di artiglieria.

Che un’astronave frutto di una tecnologia avanzatissima (ricordiamo come i raggi delle astronavi terrestri rimbalzassero bellamente sugli scafi gamilonesi) sia vulnerabile verso un’arma così “primitiva” è assurdo: è come se la blindatura di un carro armato si sciogliesse sotto i tiri di una pistola ad acqua.
“Barbari!” sbotta esasperato il Supremo un attimo prima di essere investito dalla poderosa fiammata di un’esplosione. Quando si riprende, tutti sono a terra esanimi. 
Solo lui è ancora in piedi, forse perché è stato parzialmente riparato dal dispositivo di puntamento del cannone, ma è ferito e stordito.
Ha un ultimo flashback: è con Starsha, la volta in cui si era impegnato a  salvare l’Universo. Lo farà, proprio come le aveva promesso allora. Per lei. 
Preme il grilletto.
L’ammiraglia gamilonese viene squassata da una successione di terribili esplosioni e inizia a smembrarsi, mentre la capsula contenente il ponte di comando viene scagliata lontano. 
La Yamato è investita dall’onda d’urto e spinta in avanti senza controllo, verso l’uscita del portale. 
I terrestri si ritrovano finalmente fuori dal corridoio sub spaziale e ai margini della Via Lattea.
La gioia per l’incredibile pericolo scampato viene minata dalle grida disperate di Kodai che chiama la sua Yuki.
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