Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki

1974 -2014. Yamato: 40 Anni Di Storia














In occasione del 40 anniversario della nascita di Yamato che cade proprio in questo 2014, ripercorriamo insieme la storia di questa produzione animata giapponese che nel 1977 a conti fatti, è stata l'iniziatrice di quell'anime boom che ha preso il via in Giappone e che ha contribuito con la sua fama a rendere onore a tutto il settore dell'animazione Made in Japan in tutto il resto del mondo. 


Serie 1 del 1974
Come è nata la saga che in Italia conosciamo come Star Blazers?
Il nucleo stesso del progetto è venuto dalle idee originali e dalla passione del produttore Yoshinobu Nishizaki per la fantascienza.
Nella sua infanzia e nella successiva gioventù, Nishizaki ebbe modo di leggere molte opere di letteratura dedicate all’universo delle navi spaziali. 
Nel 1973 dopo i deludenti risultati delle serie appena prodotte per la televisione dalla sua casa di produzione, Nishizaki è alla ricerca di un soggetto interessante, magari di fantascienza su cui costruire le basi per il nuovo programma che voleva ideare..un film magari, meglio ancora, (ma ci sarebbe arrivato solo in seguito) un nuovo anime dalle idee rivoluzionarie e inaspettate.
Raccoglie intorno a sé gli amici di sempre, Keisuke Fujikawa e Eichi Yamamoto e nel frattempo dopo varie vicissitudini incontra il giovane e ancora sconosciuto Leiji Matsumoto.
Nishizaki rimane particolarmente impressionato dalle fantastiche immagini che fluiscono dalla penna del giovane mangaka e dopo un periodo di titubanza gli assegna l’incarico di direttore artistico del nuovo anime, che dopo un anno di cambiamenti nella sceneggiatura, nelle impostazioni della grafica, dei personaggi, decideranno si chiamare: Uchuu Senkan Yamato.
Yamato inizia la sua trasmissione in tv sulla Yomiuri Domenica 6 ottobre 1974 alle 7:30.
Nishizaki, Matsumoto, Ishiguro e tutto lo staff dell'Academy e dei subappaltatori che negli ultimi mesi avevano lavorato sodo per realizzare la serie erano in fremente attesa di sapere quale sarebbe stato il responso che il pubblico avrebbe tributato alla loro creatura.
Pensando di trovare ancora il solito TerebiManga per bambini il pubblico della Yomiuri tv ignora pero' i messaggi di pace, di attenzione ecologica, di libertà, eroismo e abnegazione contenuti nel viaggio della Yamato. Nelle intenzioni di Matsumoto e Nishizaki la serie era nata per fornire una risposta di speranza ai dubbi per il futuro, per riflettere sugli errori del passato e ricominciare (se necessario) daccapo ritrovando la propria identità, la via giapponese.

Leiji Matsumoto
Yoshinobu Nishizaki
Da tutti i punti di vista quindi, l’inizio della trasmissione della prima serie passa quasi sotto silenzio. 
Il film pilota trasmesso sulle emittenti private solo pochi giorni prima non era bastato a far si che gli spettatori si interessino alla nuova serie. Eppure le premesse c’erano tutte: una storia innovativa, un character design totalmente nuovo e la “partecipazione” della famosa corazzata della marina imperiale che per l’occasione resuscitava sotto forma di un mezzo spaziale.
All’inizio del 1975 gli indici di ascolto di Yamato non superano il 6% 
Il risultato di questo primo deludente passaggio porta allo sconforto lo staff dell’Academy e il pensiero che la serie avrebbe presto ceduto i colpi sotto una prematura fine angoscia la produzione. 
La serie termina nell’aprile nel 1975 con un totale di 26 episodi dei 39 previsti con un indice di gradimento appena superiore al 6 per cento. Matsumoto parte per l’Africa per un periodo di riposo e a Nishizaki non resta altro da fare che raccogliere i cocci, salvare il salvabile cercando di recuperare almeno parte degli investimenti.
Mentre il primo staff dell’Academy si smembra, gli uffici vengono liberati e l’orchestra di Yamato viene sciolta.
Tutto sembra inevitabilmente perduto… ma qualcosa sta cambiando, una piccola scintilla stà per accendersi, ancora un po' di pazienza e sarebbe scoppiato l’Anime Boom!
Presto la Yamato si sarebbe rialzata nuovamente in volo!!

All’inizio del 1977 la saga di Uchuu Senkan Yamato è conosciuta e amata a livello nazionale. 
Il numero dei fan club nati in seguito all’esplosione dell’anime boom innescata dal successo della serie sono circa 541, un numero spropositato di associazioni che nella loro totalità coinvolgono circa 60.000 tra addetti e appassionati. Come sappiamo, le fasi di questa crescita di interesse da parte del pubblico non è stata però così repentina, anzì, quando terminò il suo primo passaggio in tv, si pensò che la saga non sarebbe sopravvissuta.. La vera attenzione per la serie  inizia solamente con le successive repliche che andranno in tv in madrepatria solo nei successivi 2 anni, dal 1975 al 1977.

Yamato The Movie: montaggio del 1977
Vediamo cosa accadde in quel periodo fino ad arrivare all’anno 2014.
Dal momento che gli indici di ascolto della Serie 1 di Yamato non superano il 6-7% si decide di chiudere i battenti.
La maggior parte del personale di animazione a Sakuradai Studio era stata svincolato dal contratto il 25, ma i direttori erano inclini ad aspettare fino al 30 marzo e riprende a sperare che le sorti, in extremis, cambiassero.
Per recuperare parte del denaro speso in quel fallimento che si era dimostrata la prima serie tv di Yamato, Nishizaki è costretto a svendere i diritti delle repliche alle tv locali. 
Il costo per realizzare l’intera Serie 1 lo aveva mandato sull’orlo del fallimento, ogni episodio della serie era costato la bellezza di 5 milioni di Yen, (con valuta 2014) circa 80.000 euro di oggi, per un totale investito di 2.080.000 euro, più di 4 miliardi delle vecchie care lire italiane.
Per lui era stata la rovina! Tutto quello che era possibile recuperare dagli investimenti precedenti ormai era stato tentato.
Nishizaki si sente un fallito.
Ma se Yamato è stato un fallimento come serie fluviale, perché non tentare di realizzare un film montaggio magari da esportare all'estero?
Il lavoro su questo pensiero inizia nel 1976.
In origine l’assemblaggio del film è pensato per durare più di 5 ore. Troppo.
Il regista Toshio Masuda decide così di dare più rilevanza alla storia del capitano Okita e taglia tutto il materiale presente negli episodi dal 13 al 19, intensificando gli episodi 22 e 24, concludendo poi con l'arrivo dell'astronave presso Iscandar.
A questo punto, il film è accorciato di quasi due ore.
La storia è poi ulteriormente condensata da una riscrittura della sceneggiature in cui Starsha è già morta (e che ora parla con l'equipaggio appena giunto sul suo pianeta solo come un ologramma 3-D).
Si decide di non far riapparire Dessler alla fine del film per attaccare la nave come accadeva nell'episodio finale, ma di farlo morire su Gamilas scartando la scena della sua fuga dal pianeta.
Revisionando il film, il regista Noboru Ishiguro taglia altri 13 minuti per una nuova durata di 2 ore e 8 minuti. Il film è pronto, considerando però che tutti i filmati degli episodi tv sono stati girati su pellicola v35mm e che i finanziamenti per girare nuove scene in 16mm sono del tutto insufficienti, Nishizaki si arrende alla realtà. Il film sarebbe uscito lo stesso nelle sale in 35mm.
Ma anche per portare al cinema un film di montaggio occorro comunque dei fondi. Per trovarli il superproduttore vende o svende i diritti della Serie 1 alla Tohoku Shinsha (e questo spiega il motivo per cui nel 1994 la società reclamerà insieme a Matsumoto i diritti di proprietà della serie).
Mentre il film è in pianificazione accade il miracolo: le repliche del 1976 e le relative vendite degli Lp improvvisamente esplodono. 
Finalmente il giro di ruota. I roman album e le varie pubblicazioni superano il milione di copie di vendita, mentre quelle degli Lp superano le 50.000 unità. Ma è il singolo a 45 giri a polverizzare tutti i record vendendo oltre 40 milioni di copie. 

Arrivederci Yamato del 1978
Nishizaki si rissoleva, contatta il maggior numero di sponsor, Toei compresa, fà appello alla disponibilità dei fans promettendo omaggi e regali a chiunque tra gli appassionati della saga riesca a mettere in giro la notizia dell’uscita del film nelle sale. 
Presi dalla febbre per Yamato i membri dei vari fan club appena nati arrivano a raggiungere subito i 20.000 iscritti. 
La notizia dell’imminente uscita del film al cinema smuove un giro d’affari e di persone impressionante. Si calcola che nella sola Tokyo il film sarebbe stato visto da circa 270.000 persone.
Nell’agosto del 1977 il film riesce a far entrare al cinema ben 2,3 milioni di persone.
L’anno successivo l’entusiasmo dei fans (..che 2 anni prima dormivano? Mah..) non si ferma.
Nel 1978 gli indici di ascolto della Serie 1 raggiungono una valutazione media di 13,8%, più del doppio della sua “prima volta in tv” nel 1974.
E’ il momento di battere il ferro finchè caldo: La Toei capisce le potenzialità di Yamato e collabora con Nishizaki e il suo staff alla realizzazione del capitolo successivo, un progetto ambizioso che avrebbe visto la Yamato affrontare un pericoloso avversario proveniente dalla galassia di Andromeda. 
Al film sarebbe stato dato il nome di Saraba Uchuu Senkan Yamato.
Mentre il nuovo film è in lavorazione agli studi della Toei Animation, Nishizaki ormai in grado di dettare le regole del gioco vende per l’inaudita somma di 50 milioni di yen (circa seicento mila euro di oggi) alla Fuji Television i diritti televisivi del primo film che trasmesso in tv la sera antecedente l’uscita nelle sale del nuovo film, raccoglie oltre il 31,9% di share in tv.
Quella notte stessa e nei 2 mesi successivi in 132 cinema della nazione Saraba Uchuu Senkan Yamato (Arrivederci Yamato)  trascina al cinema 4 milioni di spettatori guadagnando al botteghino 4 miliardi e trecento milioni di yen. 
Alla fine di Ottobre Arrivederci Yamato è il miglior incasso al cinema del dopoguerra con un ulteriore incasso di 2,1 miliardi per la distribuzione.Il costo di produzione del più grande kolossal che l'animazione giapponese avesse mai visto sino ad allora supera i 400 milioni di yen: quasi 5 milioni di euri di oggi o i quasi 8 miliardi delle vecchie e care lire italiane.
L'unico film che incassa di più fuori dal Giappone è Star Wars, che guadagna circa dieci volte tanto.
Nel 1978 Yamato è la serie più popolare di tutta l’isola nipponica.
Gli studi dell’Academy chiusi solo l’anno precedente riaprono temporaneamente in un ufficio della Mushi Pro del grande Osamu Tezuka, l’orchestra di Yamato viene ben presto ricostruita e Matsumoto, Ishiguro, Yasuhiko, Yamamoto, Masuda e il vecchio staff di Yamato ritornano al lavoro.

Serie 2 del 1978
Il 14 ottobre del 1978 su incessante richiesta dei fans e delle istituzioni, Nishizaki e Matsumoto ormai famosissimi e presenti sulle pagine di tutti i giornali danno il via alla Serie 2 riprendendo e dilatando la trama di Arrivederci Yamato: la media di ascolto degli episodi è del 22,9%, l’ultimo, il ventiseiesimo, raggiunge il record di ascolto impressionante del 27 % di share.
La Toei Animatione le altre Major che solo 4 anni prima avevano snobbato il superproduttore e la sua serie innovativa ora lo rincorrono.
Nel 1979 Nishizaki è oberato di lavoro e le casse della sua società sono fiorenti.
Alla luce di tanto successo, Nishizaki ne approfitta per lanciare alcuni nuovi progetti: per prima cosa pone le basi per Il Nuovo Viaggio terzo lungometraggio di Yamato già posto in cantiere dalla seconda metà di Gennaio, segue le fasi della trasformazione delle due serie televisive della corazzata nella versione americana censurata di Star Blazers e avvia assieme alla Toei Animation la realizzazione della nuova serie dell’Academy: Blue Noah, la portaerei dello Spazio.
II Nuovo Viaggio va in onda il 31 luglio del 1979 sulla Fuji TV a partire dalle 19.30, il suo successo è clamoroso, gli ascolti raggiungono il 31% di shere, un risultato pari al precedente film di Yamato trasmesso in tv solo 2 anni prima e che aveva riscosso un indice di gradimento pari al 31,9%.

Esattamente un anno dopo la trasmissione in tv del Nuovo Viaggio, Nishizaki e Matsumoto ritornano nelle sale cinematografiche con un film che riprende, prosegue e conclude la storia della Yamato contro le orde della Stella Nera. Si tratta di "Yamato Per Sempre" e per lanciarlo in pompa magna viene organizzata una campagna di Marketing senza precedenti, ci si ripromette di eguagliare e se possibile superare, l’evento mediatico di due anni prima, sia in termini di attività che di pubblicità. 
Vengono organizzate diverse manifestazioni davvero curiose come la crociera sul mare con il cast e la troupe del film: 3000 fans beneficiano di una serie di eventi tra cui le proiezioni dei precedenti film di Yamato, cacce al tesoro, fuochi d'artificio, mostre, concorsi e concerti con tema Yamato.
Il film rimane in programmazione fino all’uscita in tv della Serie III. 2,2 milioni di spettatori assistono alla proiezione del film che guadagna circa 1.360.000.000 di yen. Questo fa di “Yamato Per Sempre” il settimo film con l’incasso più alto dell'anno 1980 in Giappone.         
Yamato Per Sempre del 1980
Il risultato dei suoi sforzi sono soddisfacenti, e anche se in ribasso, Nishizaki pensa comunque di proseguire con i viaggi della Yamato e di regalare al suo pubblico di fedelissimi un nuovo capitolo televisivo in 52 puntate (in sostanza la serie più lunga mai realizzata dall’Academy/West Cape Corporation). 
La nuova produzione sarebbe andata in onda a ottobre di quello stesso anno.
Considerando del tutto inappropriati i risultati di Yamato Per Sempre e gli indici di ascolto dei primi 9 episodi della Serie III, un mediocre 15,4 per cento di shere, la Yomiuri tv “suggerisce” nell’inverno ormai inoltrato del 1980 a Nishizaki di ridurre il piano iniziale di 52 episodi e portarlo a 25. 
Tutto il castello di idee e di sogni di Nishizaki e del suo staff crolla miseramente.
La società di Nishizaki si spacca e dalle ceneri dell’Academy nasce la W.C.C.
Mutilata di tutte le idee di SF ideate dalla produzione, la Serie III chiude con un indice di ascolto pari a quello delle repliche della Serie 1, che considerata la spietata concorrenza delle nuove produzioni anime delle altre emittenti, si dimostra in quell'anno ben poca cosa. 

Yamato Serie III del 1980
Inizia la fase calante, Nishizaki e i fans adoranti che volevano che la saga continuasse ancora a lungo, vedevano cadere miseramente la Serie III con il suo bagaglio d’idee mai realizzate. 
Ma chi pensava che la saga di Yamato terminasse con l’ultimo episodio di questa produzione si sbagliava di grosso.
Anche questa volta il superproduttore non si arrende e contando sulle proprie forze mette in cantiere per il 1983 uno dei più grossi kolossal che l’animazione giapponese avrebbe mai visto.
In attesa di stendere il progetto per la Serie IV, trasformata poi in un film che sarà chiamato Battaglia Finale, Nishizaki inizia a trasmettere le repliche delle precedenti serie e dei lungometraggi della sua produzione.
In quel lasso di tempo “per soddisfare le numerose richieste dei fans” (o per salvare il salvabile) tutti i film dell’anime compreso “Yamato Per Sempre" approdano in tv.
Per non alterare la narrazione degli eventi si decide di escludere “Arrivederci Yamato” dalla rotazione delle pellicole e di sostituirlo con quello di montaggio della Serie 2, al quale dopo il Nuovo Viaggio e Yamato Per Sempre è aggiunto anche il film di montaggio della Serie III: La distruzione del Sistema Solare.
Si cerca di non lasciare vuoti nemmeno gli scaffali dei negozi, vengono quindi ripubblicate le ristampe di libri e gadget, più un nutrito catalogo di Lp, che vedono nel solo 1982, l’uscita di sette album musicali tutti con brani più o meno inediti e molte cover di pezzi precedenti.
Anche le apparizioni pubbliche di Nishizaki non diminuiscono, il superproduttore partecipa attivamente a qualunque manifestazione che possa coinvolgerlo direttamente con i fans.
Vengono così organizzati alcuni convegni e incontri, in cui il produttore, ascoltando le opinioni dei fans entusiasti, cerca (forse) l’ispirazione per nuove idee da inserire nel prossimo film.
La campagna pubblicitaria per l'ultimo film di Yamato comincia il 16 Gennaio del 1983.
Nishizaki assieme a Isao Sasaki e a Junko Yagami annuncia che il film, ancora molto indietro nella sua fase di lavorazione, uscirà entro la seconda settimana di Marzo.

Yamato Battaglia Finale del 1983
La sceneggiatura definitiva è finalmente completata all'inizio del 1983, l’idea iniziale è quella di portare sullo schermo uno sproposito di 4 o 5 ore, ma alla fine si decide di ridurre il tutto a 3 ore e 28 minuti fino a giungere a quello effettivo di 2 ore e 45 minuti in un totale di 1800 scene, un lavoro che ha quasi del miracoloso se si considerano le condizioni in cui era stato portato a termine. 


Un esercito di quasi 1000 persone lavora strenuamente nel tentativo di consegnare il film in tempo per la scadenza del 19 marzo.
Alla fine le aspettative di Nishizaki che vuole fare di Final Yamato il capolavoro del 1983 non vengono deluse: Uchuu Senkan Yamato Kanketsu hen, mantiene per oltre due anni il titolo di miglior film di animazione di tutti i tempi, un onore guadagnato grazie alla superba animazione, allo sforzo incredibile dei suoi animatori, ad un doppiaggio (giapponese) professionale e alle splendide musiche orchestrali di Hiroshi Miyagawa e Kentaro Haneda che lo portano ai livelli dei più grandi kolossal. 
Ma i tempi sono disastrosamente cambiati, il vento è nuovamente girato e Final Yamato incassa poco più di 1.650.000.000 Yen. 
Il superproduttore decide a malincuore di chiudere la saga. Tuttavia arrendersi non è nella sua natura. 
Che fare per riportare Yamato ai fasti del 1977/1978? Final Yamato era stato un lavoro straordinario, degno dei più grossi kolossal americani e Nishizaki aveva puntato tutto sulla qualità dell’animazione da mettere in quel film, ma forse quello che il produttore non era riuscito a comprendere è che il successo di un lavoro come Yamato, non dipende dalla qualità dell’animazione, (che comunque aiuta) ma dall’anima che da vita alla storia.
I risultati di Toriton, Wansa-kun e Blue Noah erano stati scadenti e riesumare una di esse per ricominciare a sperare sarebbe stato insensato e Nishizaki non se la sentiva di riprendere in mano nessuno degli anime che aveva creato che non fosse Yamato.
Per una volta pondera la possibilità di accantonare le vicende dell’astronave terrestre senza però abbandonarla del tutto. Comincia così a considerare l’eventualità di raccontare una storia legata a Yamato, ma priva della sua presenza. Inizia così un percorso interiore che lo porta per 2 anni a studiare le basi per sceneggiature e idee che alla fine non porta a termine tra le quali le tanto osannate Guerre di Dessler che avrebbero, secondo i suoi progetti, portato alla Rinascita di Yamato. 
Tutto viene fermato quando nel 1985 prende la sciagurata decisione di portare in animazione il flop del 20 secolo: Odin il veliero dello spazio che riduce le casse della W.C.C al collasso.

Yamato 2520
Nel 1994 dopo aver valutato a fondo decine di sceneggiature (non tanto a fondo direi..) ci riprova con Yamato 2520 il primo sequel della serie classica a comparire sul mercato dopo 9 anni di promesse, un progetto che chiude i battenti alla fine del volume 3 a causa di un disastroso calo di interesse del pubblico e di vendite.
Il 16 settembre 1997 Nishizaki dichiara bancarotta e i diritti della prima Corazzata Spaziale Yamato sono trasferiti a Matsumoto. Nishizaki non ci stà a farsi portare via così i diritti della sua creatura e mentre il produttore ricorre più volte in appello per ribadire i suoi diritti, tra Matsumoto e la Bandai inizia una collaborazione per la creazioni dei videogiochi della Playstation ispirati alla saga.
Il caso per la proprietà dei diritti d'autore proseguirà ancora fino al 2004. 
Dopo una dura battaglia durata 10 anni Nishizaki riesce a spuntarla.

New Yamato del 2004
Nel 2004 il superproduttore torna in sella e abbozza la prima fase del ritorno di Yamato, la sua idea è di ritornare in tv con la serie Shin Uchuu Senkan Yamato, una ipotetica Serie 4 ambientata 30 anni dopo Battaglia Finale con una nuova Yamato più simile alla precedente degli anni 70/80, con nuovi personaggi e un Kodai Susumu con la barba. 
L’idea poi viene accantonata e Nishizaki pensa di riprendere il concetto di Rinascita abbozzato nel 1994 con la vecchia Yamato ricostruita dentro l’ipogeo di
Acquarius.
Il nuovo film della Resurrezione ha il titolo provvisorio di Uchuu Senkan Yamato New Edition, ma la notizia viene rivelata soltanto nel 2006.
Finalmente però nel 2008 Nishizaki annuncia al mondo che è pronto per ritornare al comando della Yamato e questa volta sul serio, niente ripensamenti e niente indecisioni, la sceneggiatura di Yamato la Rinascita era già pronta da un pezzo e l’uscita del film è prevista per il 2009.
Nishizaki crea così una casa di produzione chiamata Studio Yamato a Tokyo nel quartiere di Nerima nel cuore del settore dell'animazione giapponese.
Tra Agosto del 2008 e Maggio del 2009 la produzione mantiene il più assoluto silenzio in merito al nuovo film, il superproduttore, infatti, approfitta di questi mesi per mettere insieme parte del vecchio staff e i nuovi talentuosi animatori che avrebbero collaborato con lui ai lavori di realizzazione del film.
L’inizio dei lavori per la produzione del lungometraggio è di circa 18 mesi prima della distribuzione e questa volta le cose sono state fatte con la dovuta calma, i tempi strettissimi e gli errori di valutazioni fatti con Final Yamato sono stati tenuti a debita distanza.
In attesa del debutto al cinema, il canale satellitare Family Gekiba trasmette le repliche delle tre serie televisive e dei lungometraggi animati. Successivamente sullo stesso network e su History Channel vengono proposti due documentari che commemorano ed esplorano i primi 35 anni della produzione della saga.

Yamato La Rinascita del 2009
Il 28 Novembre 2009 infine in un’anteprima a Tokyo, il film della Rinascita è finalmente presentato nella sua durata ufficiale di 2 ore 13 minuti a 4000 fortunati spettatori.
Per il film sono stati coinvolti 900 addetti nella produzione per le scene di animazione: ben 1850 di cui oltre 700 in 3d.
Il 12 dicembre 2009 esce finalmente nelle sale Uchuu Senkan Yamato, Fukkatsu hen-La Rinascita.
L’accoglienza del pubblico è tiepida, i fans giapponesi lamentano un costante ripetersi della storia e un inadeguato uso del componimento classico, altri additano alla pellicola una grafica da playstation e un’insofferenza elevata nel cambio del disegno. 
Tra i commenti positivi (pochi devo dire) invece, è degno di nota (in netta opposizione con quanto riportato sopra) l'apprezzamento per il rinnovato design dei personaggi, per il cambio generazionale dell’equipaggio e per la grafica utilizzata nel film che sembrano rendere più reali le atmosfere in grado di portare aria nuova della saga.
Alla fine Uchuu Senkan Yamato Fukkatsu Hen è arrivato al decimo posto nella classifica dei più visti della seconda metà del 2010, incassando una cifra che supera di poco i 5 milioni di euro.
Nishizaki ha 75 anni, ma nonostante l’età avanzata è più attivo che mai. Si butta nuovamente a capofitto nel lavoro e segue personalmente le fasi della nascita del progetto Live che vede finalmente la luce dopo 37 anni. 
Live Movie del 2010
La macchina del destino di questo nuovo progetto si mette in moto nel Luglio del 2009 (quando il Capitolo 1 della Rinascita non era ancora uscito nelle sale). 
Già in quel periodo appaiono le prime immagini del Live Movie, ma ancora poco o nulla viene rivelato.
Il primo scorcio del progetto è visibile sui vari mezzi di comunicazione già all’inizio del 2010 in tv e internet: un filmato di appena 30 secondi mostra al pubblico le prime sequenze della pellicola.
Il 26 giugno e il 18 settembre vengono rilasciati altri 2 trailer. Contemporaneamente nasce il sito web del film, che oltre ad essere periodicamente aggiornato con informazioni e presentazioni dei prodotti legati alla pellicola, scandisce con un conto alla rovescia ben visibile sullo schermo del pc, i giorni che restano prima dell’uscita del film il 1 di dicembre.

In Ottobre le riprese del film sono finite e l’evento è pubblicizzato in tutta la sua sontuosità.
Le prime riviste che mostrano le immagini del film appaiono il 30 ottobre 2010. 
Takuya Kimura viene identificato come il volto ufficiale del film: sulle copertine delle riviste, sui cartelloni pubblicitari, sui biglietti di prevendita e su tutto ciò che la macchina pubblicitaria può stampare e realizzare, è impresso il viso della star. Takuya diventa il vero protagonista del progetto.
Il cantante-attore rilascia interviste a raffica su tutte le riviste specializzate e non. Kimura non è solo un attore, ma un anche un cantante di successo, quindi, anche le riviste non propriamente addette al settore degli anime s’interessano e scrivono del film di Yamato sulle loro pagine.
Il 6 novembre il film esce dal Giappone e viene proiettato in anteprima estera. 
Gli amici degli USA (forse il Paese occidentale più legato a Star Blazers) hanno in occasione dell’American Film Market a Santa Monica in California, la possibilità di vedere il film sottotitolato in inglese.
Nel mese di Novembre vengono organizzate altre numerose anteprime in madre patria: a Osaka, a Fukuoka e a Nagoya, tutto per la gioia dei fortunati vincitori delle varie lotterie.


Dopo la prima ufficiale del 1 dicembre in patria, il film esce il 31 dicembre 2010 a Taiwan , in Thailandia il 6 gennaio 2011, a Hong Kong il 24 febbraio, a Singapore il 24 marzo, in Russia il 21 luglio, in Francia il 2 agosto, in Germania il 30 settembre, in Australia viene presentato in 4 date differenti e in altrettanti festival del cinema: il 7 ottobre a Perth, il 3 novembre a Brisbane, il 25 novembre a Sydney e il 3 dicembre a Melbourne. Di nuovo negli USA il 28 luglio 2012 e in Canada il 4 agosto al Fantasia International Film Festival. 
In Italia il film arrivera' nell’aprile del 2014 grazie alla collaborazione tra Nexo Digital e Dynit   Il film e' stato distribuito nel nostro Paese, ma per soli 2 giorni in circa 100 sale.
Intanto una dolorosa notizia sconvolge lo staff della produzione: il 7 novembre del 2010, poco prima di un mese dall’uscita del film Live nelle sale, Nishizaki cade in mare dalla parte centrale del tribordo della sua nave “Yamato”. La morte del produttore lascia tutti senza fiato.Il suo decesso sembra dovuto alla combinazione dei sintomi di annegamento e dell’ipotermia.
Ma per suo desiderio, la Yamato continua a vivere e dopo i successi ottenuti dal Live Movie: un incasso totale lordo di 46,6 milioni di dollari al cinema e con 80.000 copie vendute nel settore dell’Home video, suo figlio Shoji all’inizio del 2012 annuncia l’uscita di Yamato 2199, riavvio di quella serie che nel 1974 aveva dato vita alla longeva saga di Yamato.

Yamato 2199.
Locandina del film di montaggio
in uscita ad ottobre 2014
Yamato L'Arca oltre le Stelle, film in uscita a
dicembre 2014
Le fasi di preparazione di questo riavvio iniziano in segreto nel 2008, ma è solamente nel 2011 che la stesura del progetto inizia, quando cioè tutte le società coinvolte trovano l’accordo e viene a formarsi il cosiddetto “comitato di produzione di Yamato 2199”. 
Un concetto chiaro a tutti, era che il nuovo Yamato doveva essere diverso dall'originale; questo non sarebbe stato solo un remake, ma una produzione al passo coi tempi, in linea con il pensiero della moderna società giapponese, realizzato con una grafica ultra moderna, con effetti speciali 3D spettacolari, una SF aggiornatissima e più coerente al passo con le ultime scoperte in campo astronomico.
Dopo un primo fugale annuncio rilasciato nel dicembre 2010, il comitato di produzione decide di mantenere il massimo riservo sul riavvio della storica saga, ma 7 mesi più tardi, tramite Makoto Kobayashi, i fans in attesa sanno che la lavorazione della serie non è solo un miraggio.
Il silenzio informativo è revocato nel novembre 2011, quando il regista Izubuchi annuncia ufficialmente ai media che la gloriosa Yamato era di nuovo pronta a disincagliasi dal terreno e a partire nuovamente per il pianeta Iscandar. Inizia così una massiccia campagna d’informazione che vede coinvolti i giornali sportivi, le riviste settimanali, quelle economiche e quelle specializzate sugli anime.
Tutto si riavvia il 18 febbraio del 2012 quando in una cerimonia ufficiale alla quale partecipano più di 1000 persone, Izubuchi, Miyagawa, Yuuki, Sasaki e i doppiatori della saga, comunicano che il varo della Yamato e il suo relativo viaggio verso Iscandar sono previsti per il 7 aprile.
La prima proiezione soddisfa le aspettative del comitato di produzione ma non quanto gli autori si aspettano. Nella sua prima settimana di proiezione, il film di Yamato 2199 contenente i primi 2 episodi viene visto da 13.000 spettatori e incassa un totale di 13,5 milioni di yen (circa 220 mila euro), mentre il totale dei supporti venduti è di circa 24.000 copie.
Nei successivi mesi, le proiezioni dei capitoli della saga al cinema e le relative distribuzioni dei supporti video escono senza problemi o interruzioni, e in attesa dell’uscita dell’ultimo capitolo, alcune sale cinematografiche del Paese pensano bene di riproporre per alcuni giorni la programmazione di tutti i capitoli dall’1 al 6.


Nella seconda metà di Agosto del 2013 è confermato che Yamato 2199 è stabile al terzo posto nella classifica dell'Home Video e che i supporti distribuiti si aggirano attorno alle 23.000 unità per ogni pellicola realizzata.
I rilevamenti effettuati nel primo fine settimana di apertura del secondo film mostrano un incremento di 2 milioni di yen rispetto agli incassi della prima “pellicola” del mese di Aprile, un evento che ha portato al titolo un profitto (in una settimana e in sole 10 sale) di 23 milioni di yen, circa 234.000 euro.
I risultati degli incassi quindi,  fanno notare un crescente interesse del pubblico verso la serie e le iniziali 10 sale che avevano proiettato il primo film, alla fine salgono a 16, complice anche l’interesse di chi sta seguendo la nuova serie in televisione, che vinto (forse) dalla curiosità, non è mancato all'appuntamento per conoscere da subito gli ultimi avvenimenti della saga.
Il pubblico è entusiasta e commosso dal finale tanto che alla fine dell’ultima puntata trasmessa in tv, appare una scritta che annuncia: "il viaggio della Yamato continuerà con un nuovo film nel 2014!”

Le cose sembrano procedere per il meglio.
Restiamo in attesa.





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