Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki

Yamato Battaglia Finale. Pianeti D'Acqua - GJ 1214 b e Acquarius











Immagine di una veduta del pianeta Acquarius come se fosse una foto scattata da un telescopio
posto su di un'orbita vicina attorno al pianeta

Quanti di voi guardando il film Yamato Battaglia Finale avranno bollato l’esistenza di Acquarius come una pura e semplice fantasia degli sceneggiatori? Alzate le mani. Chi non lo avrebbe fatto? Probabilmente nel 1983 in pochi o nessuno era a conoscenza dell’esistenza di un pianeta formato interamente d’acqua, soltanto gli addetti ai lavori, gli scienziati e i ricercatori ne erano informati, o meglio, ne ipotizzavano a malapena l’esistenza. Questo limite, la “teoria”, che a conti fatti non dimostra assolutamente nulla, non ha fermato i membri della W.C.C. nella ricerca di nuovi materiali SF per la realizzazione del film di Yamato, a loro premeva soprattutto trovare un elemento particolare e “sconosciuto” con il quale sorprendere il pubblico.
Ebbene l’avevano trovato. I pianeti acquosi rappresentavano una sorta di novità assoluta in un universo, dove tutti o quasi, i mondi della fantascienza classica erano freddi e inospitali: deserti o ghiacciati (Telezart, Berth, Balan) o simili alla Terra (Sherpard o Iscandar..anche se nella produzione noi abbiamo potuto osservare solo un lato del pianeta.)    
Acquarius è un mondo appartenente ad un universo parallelo, un pianeta errante in grado di spostarsi attraverso le dimensioni della vastità del cosmo, è lussureggiante, bellissimo, composto per la quasi totalità di acqua, le poche terre emerse (tanto per marcare la peculiarità del pianeta), sono piccoli agglomerati di superficie fertile che galleggiano misteriosamente in aria sfidando inspiegabilmente la forza di gravità e dalle quali, copiose cascate formate da acqua limpidissima discendono sulla superficie riversandosi poi negli oceani.

Il pianeta però non abbonda solo di acqua, la vegetazione è lussureggiante, fiori e piante dai colori appariscenti e meravigliosi colmano di soave poesia molte zone del pianeta.
Si tratta però di un mondo del tutto anomalo, (molto diverso da Gj 1214b del quale parleremo dopo) perchè nonostante non orbiti attorno a nessuna stella esso è luminoso, caldo, ricco di vegetazione e portatore di vita. Sono visibili i tramonti, le nuvole, gli arcobaleni. Si tratta di pianeta assolutamente fuori da ogni concezione logica razionale, nondimeno però l’effetto che si desiderava ottenere è comunque riuscito in pieno.
Il mondo del misterioso “Nous galattico" del quale abbiamo parlato nel post precedente, infonde nel pubblico una forma di ammirazione per il suo singolare aspetto, mentre il suo inquietante silenzio una profonda deferenza per la scomparsa civiltà che una volta lo abitava.
La lussureggiante bellezza di Acquarius però è una libertà che gli sceneggiatori si sono presi il lusso di concerdersi. Purtroppo la realtà è ben diversa dalla fiction di Yamato, la fantasia a volte non ha nulla a che fare con la realtà dell'universo, è il caso di GJ 1214b un pianeta d’acqua, “scoperto” o meglio rilevato dal telescopio spaziale Hubble il 16 dicembre del 2009, un pianeta più piccolo di Urano ma circa 7 volte più grande della Terra.
GJ 1214b è classificabile nella categoria delle super-terre, che orbita attorno alla stella GJ 1214 (una nana rossa, non si tratta quindi di un pianeta errante come Acquarius o il fantomatico Nibiru), è situato a una distanza di 13 parsec (circa 40 anni luce) dalla Terra, nella costellazione dell'Ofiuco o Serpentario (noto anche come “tredicesimo segno dello zodiaco”).
In orbita strettissima – 38 ore il periodo di rivoluzione, 2 milioni di chilometri la distanza, ha una temperatura superficiale stimata attorno ai 230 gradi, (avere una vegetazione come quella di Acquarius sarebbe impossibile).
GJ 1214b sarebbe rimasto uno fra le centinaia di pianeti extrasolari già noti, e consegnato pian piano all’oblio. Ma una serie d’osservazioni successive, effettuate di recente, l’ultima delle quali – decisiva – grazie alla Wide Field Camera 3 a bordo del telescopio spaziale Hubble, ha mostrato che GJ 1214b è in realtà il primo esemplare scoperto di una classe di pianeti del tutto nuova..o quasi.. quelli per l'appunto composti per la maggior parte d’acqua.( la notizia ufficiale è stata rivelata solo verso la fine di Febbraio)


A fugare ogni dubbio sulla sua reale composizione, un’osservazione in controluce durante un transito, una misura grazie alla quale gli scienziati sono riusciti a registrare come l’atmosfera del pianeta filtra la luce proveniente dalla stella madre. «Stiamo usando Hubble per osservare, negli infrarossi, il colore del tramonto di questo mondo», ha spiegato Zachory Berta, dello Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA), primo autore dell’articolo in uscita su The Astrophysical Journal. E dallo spettro della luce durante il transito i ricercatori sono riusciti a stabilire che GJ 1214b ha una densa atmosfera di vapor d’acqua.
Dato che la massa (sette volte quella della Terra) e le dimensioni del pianeta sono entrambe note, gli astronomi ne hanno calcolato la densità: appena 2 grammi per centimetro cubo. Ora, poiché l’acqua ha una densità di 1 grammo per centimetro cubo, mentre la densità media della terra è di 5.5 grammi per centimetro cubo, se ne deduce che GJ 1214b ha molta più acqua di quanta ce ne sia sul nostro pianeta, e molta meno roccia.
Curiosamente il pianeta è stato soprannominato “water world”, il nome Acquarius era già stato utilizzato da una produzione giapponese per un film di animazione..(nessuno si spreca a nominare Yamato, ma il film con Kevin Costner sì, i commenti in proprosito si sono sprecati. Tutti entusiasti del nome quindi.)


Ricostruzione immaginaria di una veduta del pianeta GJ 1214 b come se fosse una foto scattata da un telescopio posto su di un'orbita vicina attorno alla stella GJ 1214 b

La sua temperatura superficiale, come abbiamo detto prima, dovrebbe situarsi approssimativamente tra i 393–555 K (120–282 °C), secondo la quantità di radiazione riflessa nello spazio, quindi nulla ancora di stabilito.
I valori della massa e del diametro planetario sono consistenti con un pianeta assimilabile a un pianeta oceano,composto principalmente (~75%) da acqua e attorno al ~25% da roccia (silicati e un piccolo nucleo di ferro), possibilmente coperto da una spessa atmosfera (~200 km) di idrogeno e elio che ammonterebbe a circa il 0,05% della massa del pianeta. Nonostante l'alta temperatura superficiale, poiché si ha sicuramente un'alta pressione idrostatica alle profondità atmosferiche, è probabile che avvenga la transizione dalla fase gassosa alla fase liquida, e dunque sotto l'atmosfera si dovrebbero trovare grosse quantità di acqua liquida (forse oceani profondi decine di km), con qualche possibilità che quest’ acqua si trovi anche sotto forma di molecole di ghiaccio VII.
Anche se un'atmosfera planetaria non è stata ancora confermata direttamente, la stretta vicinanza del pianeta dovrebbe consentire ai telescopi con base nello spazio adesso in orbita, come lo Hubble Space Telescope, di rilevarla spettrometricamente e definirla chimicamente se davvero esistente.
A causa delle stime planetologiche che ritengono relativamente molto antico questo sistema planetario e calcolandone il tasso di fuga dei gas (fuga idrodinamica), gli scienziati concludono che vi sia stata una perdita significativa di atmosfera durante la vita del pianeta, e che qualsiasi atmosfera sia presente oggi non possa essere quella primordiale del primo miliardo di anni di esistenza del pianeta.
La quasi totalità di acqua sulla sua superficie non garantisce che GJ 1214b, si trovi attualmente nella fascia di abitabilità, anche se non si esclude la possibilità che potrebbe esserci stato in passato una civiltà (ecco che la sceneggiatura di Yamato non si discosta molto dalle teorie ufficiali) . «Le attuali alte temperature e le pressioni elevate presenti sul pianeta», osserva infatti Berta, «è possibile che diano origine a materiali esotici, come il “ghiaccio bollente” o “l’acqua superfluida”: sostanze del tutto estranee alla nostra esperienza quotidiana».
Che dire ancora? Che per il momento di pianeti formati interamente di acqua incantevoli come Acquarius non ne sono ancora stati scoperti, per quanto anomalo nella su composizione, GJ 1214b è senza ombra di dubbio un mondo singolare, inusuale e imperscrutabile da concepire per la mente umana, almeno per l’idea di un “mondo esterno al nostro” che tutti noi abbiamo. Chissà, magari un giorno nell’universo si riuscirà davvero a trovare un pianeta lussureggiante e bellissimo come Acquarius, per il momento resta solo una bellissima visione degli autori e dei disegnatori della produzione di Yamato.
 fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera, http://www.media.inaf.it/





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