Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki

Serie III: Un Destino Alternativo












S’ipotizza che il sistema solare come lo conosciamo oggi, durerà per altri 5 miliardi di anni circa, quando il Sole aumenterà gradualmente la propria luminosità di circa il 10% oltre i livelli attuali; tale aumento di radiazione renderà la superficie della Terra inabitabile, mentre la vita potrà ancora resistere negli oceani più profondi.
In circa 3,5 miliardi di anni le condizioni climatiche della Terra saranno simili a quelle che oggi caratterizzano Venere: gli oceani saranno evaporati e la vita - nelle forme con cui oggi la conosciamo - sarà impossibile.
Nella Serie III di Star Blazers avviene una cosa pressapoco simile, il destino del Sole, però, non è quello di spegnersi come una "normalissima" gigante rossa, ma di trasformarsi in una supernova, ovvero in una bomba galattica in grado di spazzare via tutti i pianeti del sistema solare nel breve battito di ciglia.
Il termine supernova identifica un'esplosione stellare estremamente energetica che costituisce lo stadio finale dell'evoluzione delle stelle massicce (tipi Ib e Ic e II) o il risultato dell'interazione catastrofica di una nana bianca con un'altra stella in un sistema binario stretto (tipo Ia).
L'esplosione di una supernova è caratterizzata da un'emissione luminosa tale che può uguagliare per un periodo limitato la luminosità della galassia che la ospita. Se l'esplosione avviene nella nostra galassia, noi sulla Terra, vedremmo tale fenomeno come l'apparizione di una "nuova stella" nella sfera celeste.
Ma cosa accadrebbe se fossimo noi, come accade nella serie di Yamato, i protagonisti e non gli spettatori di un simile evento? E’ quello che deve essersi domandato anche Toyota quando nel 1978 presentò a Nishizaki un’evento simile a questo come idea per creare la sceneggiatura di Arrivederci Yamato, poi traslocata, per i motivi che sappiamo, negli script per la Serie III.

Nell’anno 2203 la vita del Sole è stata accelerata a causa dell’impatto di un missile protonico, (episodio 1) che dopo aver raggiunto il sistema solare, precipita nella corona della nostra stella sconvolgendone la conformazione interna.
Quello che avviene negli episodi lo conosciamo tutti, ma qualcuno si è mai chiesto quale sia stata la successione degli eventi che hanno portato all'innesco dell’aumento della fusione nucleare all'interno del Sole? Qualcuno sì.

Ecco cosa è successo.
Nel momento in cui il missile di Galman entra nel Sole, l'idrogeno del nucleo è sconvolto e rapidamente convertito in elio, gli strati immediatamente superiori subiscono un collasso dovuto all’aumento della pressione di radiazioni termonucleari. Il collasso determina, in pochi giorni, un incremento termico che raggiunge temperature tali da innescare la fusione dell'idrogeno negli strati superiori.
Il ritmo della velocità bruscamente accelerato, sta velocemente accrescendo l'espansione della Stella.
Il Professor Simon, docente dell’Università dell’EDF, rileva un’esponenziale crescita delle radiazioni emesse dalla corona; secondo i suoi calcoli, se tale fenomeno dovesse continuare, in soli 3 anni, la quantità di energia emessa dalla stella, sarà così elevata, che la massa del Sole raggiungerà dimensioni prossime ad 1 UA (circa 100 volte quelle attuali).

Il 19 ottobre, mentre la Yamato si prepara a decollare, avviene un secondo sconvolgimento: onde di particelle, tra cui i neutrini, si separano dal nucleo trasportando verso l’esterno l’energia gravitazionale della stella. Gli strati esterni del Sole che collassano, assorbono molti di questi neutrini, questo dà origine a temperature estremamente alte, tanto alte da innescare la fusione di elementi tra cui l’oro e l’uranio. Sulla Terra si avvertono le prime interferenze dello scompenso che sta avvenendo nel Sole (episodio 2) seguite dai primi terremoti.
La temperatura del nucleo di elio raggiunge valori di 108 K, a questa temperatura si innesca repentinamente la fusione dell'elio in carbonio e ossigeno.
Dopo una successiva fase di stasi, presumibilmente tra il 24 ottobre 2203 e l'inzio di febbraio 2204, cioè durante il tragitto della Yamato tra la Terra e Berth, (episodi 3/12) si verifica un successivo collasso che determina l'innesco della fusione dell'elio nel guscio che avvolge il nucleo e dell'idrogeno nello strato ad esso immediatamente superiore.
Queste nuove reazioni generano una quantità di energia talmente elevata da provocare una repentina espansione dell'astro: questa è anche la fase in cui il governo terrestre decide la costruzione delle astronavi da carico che serviranno per l'esodo dell'umanità verso la nuova Terra. (episodio 12)
In questo periodo la Yamato si trova a fronteggiare i sommergibili di Galman. 24 giorni più tardi, il Sole raggiunge dimensioni pari a 20 volte quelle attuali.
Entro breve Venere e Mercurio saranno inglobati dal Sole.
Destino simile anche per la Terra: Il professor Simon ritiene che anche il nostro pianeta sarà incorporato dalla stella morente; destino inverso se anzichè trasformarsi in una supernova, il Sole diventasse una gigante rossa: in quel frangente, il pianeta si sarebbe salvato, poiché la perdita di massa da parte del Sole avrebbe allargato la sua orbita facendola slittare sino a quasi 1,7 UA.
Ma il nostro pianeta diventerebbe comunque inabitabile: gli oceani evaporerebbero a causa del forte calore e gran parte dell'atmosfera verrebbe dispersa nello spazio dall'intensa energia termica, che incrementerà quella cinetica delle molecole del gas atmosferico consentendo loro di vincere l'attrazione gravitazionale del nostro pianeta.
Nel marzo del 2204, cioè 7 mesi dopo l'inizio dell’incremento della fusione nucleare, il piano del maggiore Frauski è messo in atto.
E' così disposto uno schermo magnetico attorno alla Stella.
L’intento è di ridurre la spropositata massa solare circondandola con uno scudo magnetico che serva da filtro per il calore in eccedenza e lo diriga nuovamente verso il Sole stesso. Successivamente a questa fase, altre esplosioni sono provocate all’interno del Sole grazie all’ausilio di masse rocciose e di altri missili protonici; l'intento è di generare un effetto per cui la massa del Sole collassi comprimendosi verso il centro.
La riuscita di questo piano avrebbe comportato l'interruzione della fuoriuscita dei neutrini dal Sole e l'arresto dell’eccessiva conversione del nucleo in elio: in parole povere, si cercava di spegnere la fiammella che aveva innescato l’incendio.
Ma l’unico risultato che si ottiene quando si tenta di tappare una pentola a pressione che continua a bollire, è quello di farla scoppiare.
Trattenuti e compressi dallo schermo, i neutrini imprigionati dallo scudo premono contro la corona, l’eccessiva energia gravitazionale e la fusione dell'elio in carbonio e ossigeno viene ulteriormente accelerata innescando una reazione a catena ancora più violenta e inaspettata, la pressione interna del Sole è troppo forte, lo scudo magnetico si squarcia, l’operazione fallisce e il maggiore Frauski si toglie la vita.
Il Sole adesso ha raggiunto un diametro pari a 25 volte quello che era il suo stadio originale e seguita ad aumentare.
La Yamato, intanto, su consiglio di Dessler, si dirige verso la costellazione del Sagittario.

Ammettiamo adesso che tutto quello che accade dopo nella Serie III di Yamato/Star Blazers non si fosse mai concretizzato. Supponiamo che per uno sciagurato scherzo del destino, la Yamato non avesse mai fatto rotta verso la costellazione del Sagittario raggiungendo il pianeta Phantom, che non avesse mai incontrato Luda e raggiunto Sherpard.
Ammettiamo per un attimo, che la sua missione non fosse stata compiuta ma fallita.
Cosa sarebbe accaduto alla Terra?

La Terra inghiottita dal Sole in espansione
Ecco cosa:
Alla fine di Agosto del 2204, la superficie del nostro pianeta è ormai ridotta in cenere, mancano ancora 2 anni e un mese all’esplosione del Sole. Il suolo terrestre ha raggiunto una temperatura di 150 gradi e la massa infuocata aumenta ancora a dismisura, le sue dimensioni hanno raggiunto un’espansione pari a 40 volte il diametro originale.
Nel restante limite di tempo calcolato dal Professor Simon, il Sole entra nella fase più critica, la sua mutazione in una supernova di Tipo II è inevitabile. 
Anno 2205. L’umanità rifugiatasi nel sottosuolo si è estinta. L’elevata temperatura del pianeta ha superato gli 80.000 gradi, gli sconvolgenti geologici, sia solari sia terrestri, hanno vaporizzato l’atmosfera e gli oceani e sconvolto la conformazione interna del pianeta.
Le città sotterranee sono state schiacciate dalla crosta terrestre, che liquefandosi, ha sterminato la razza umana.
Gli strati d’idrogeno del Sole bruciano a un livello tale che ha incrementato di 256 volte l'attuale diametro a 1.2 AU.
Nel 2206, nella fase successiva più critica, il Sole collassa per l’ultima volta espellendo una grande quantità di materia nello spazio attorno a sé.
Con l'esplosione del Sole, Mercurio, Venere, Terra, sono vaporizzati. In un solo secondo, il Sole libera l'intera energia che ha generato in tutto il suo arco di vita: Giove, Saturno, Urano e Nettuno hanno perso tutta la propria atmosfera, dispersa nello spazio lasciando esclusivamente i nuclei.
I pianeti esterni e più lontani, bruciati ed espulsi dal sistema solare, sono scagliati fuori e lontano dal Sole alla velocità di migliaia di chilometri al secondo.
Quello che una volta era il sistema solare, adesso è uno spazio vuoto, la forza dell’onda d' urto ha ripulito tutto formando un guscio di gas noto come “nebulosa planetaria”.
..Ma la vita nell’Universo non muore. Continua a rigenerarsi.






Le Nostre Origini da una Supernova





Fortunatamente queste esplosioni gigantesche hanno anche effetti positivi. Noi probabilmente dobbiamo la nostra esistenza a una supernova vicina. L’onda d’urto di una supernova comprime la materia interstellare circostante – una nuvola vasta ma rarefatta di polvere e gas atomico e molecolare – e innesca la formazione stellare. Così forse una supernova ha causato il collasso della nuvola enorme, dalla quale è nato il Sistema Solare.
 Inoltre le supernove sono state l’origine di tutto quello che conosciamo: gli uomini e ogni cosa dal più piccolo batterio alla montagna più grande derivano dalle ceneri di stelle. Una stella normale può produrre gli elementi più leggeri, ma le reazioni di fusione che formano gli elementi più pesanti richiedono le enormi temperature e pressioni che prevalgono nelle stelle giganti. Questi elementi vengono formati e dispersi nello spazio interstellare dalle supernove, arricchendo in tal modo le nuvole di materia dalle quali nascono le stelle, i pianeti e la vita. In un certo senso, noi siamo figli di supernove.
 Quindi le supernove hanno dato forma al nostro Universo e alla nostra storia. Esse crearono le condizioni per la vita sulla Terra producendo elementi, influenzarono l’evoluzione causando estinzioni in massa e ora, esaminando le supernove, possiamo imparare molto a proposito dell’Universo e di noi stessi.





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