Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki

La Trama di Yamato Per Sempre.





Titolo originale Yamato yo towa ni
Studio Toei Animation
1ª proiezione 2 agosto 1980
durata 148 minuti







                                                      
E’ trascorso un anno dal ritorno della Yamato dal suo Nuovo Viaggio verso Iscandar, l’astronave ora è nascosta in un luogo sconosciuto, gli ufficiali sono stati destinati ad altre mansioni e tutto sembra essersi normalizzato. Nell’anno 2202 le cose però, sono destinate nuovamente a cambiare.

Il film inizia con la comparsa nel sistema solare di un colossale oggetto, una massa oscura, che dopo aver raggiunto e oltrepassato tutti i pianeti sembra dirigersi dritto verso la Terra. Tutta la scena si svolge nell’arco di pochi secondi, nessuno, né gli spettatori in sala, né i protagonisti del film hanno idea che cosa stia succedendo. Avvistato, al quartier generale terrestre non resta altro che fronteggiare l’oggetto misterioso con un massiccio lancio dei missili che però è del tutto inutile contro lo scudo del gigantesco ordigno. Kodai intanto a bordo della sua navetta di pattuglia contatta suo fratello ora dislocato al quartier generale di difesa per informarlo che su Marte sta avvenendo qualcosa di misterioso.
L’oggetto alieno intanto rallenta la sua velocità e gravitando si predispone per un atterraggio in prossimità delle vecchie città sotterranee.
Immediatamente circondato dai carri corazzati terrestri, l’oggetto sembra però invulnerabile agli attacchi dei mezzi di terra per via della sua inattaccabile barriera.
Attendendo l’arrivo di Kodai sulla Terra, Yuki guarda la volta celeste, e subito si accorge della presenza di alcuni oggetti molto piccoli e luminosi che discendono dal cielo. Quelle luminescenze non sono Angeli venuti a portare la buna novella, ma centinaia di soldati armati equipaggiati con sostegni gravitazionali, e animati da intenzioni tutt’altro che pacifiche.
Discendendo in prossimità delle abitazioni, i soldati seminano orrore e morte uccidendo a sangue freddo chiunque capiti loro a tiro. In una sola notte la Terra è messa in ginocchio: tutti i centri di comando sono invasi, danneggiati o distrutti, ogni atto di controffensiva da parte delle forze di difesa sembra inutile contro le truppe da sbarco e anfibie delle armate nemiche.
Anche la flotta automatizzata che doveva giungere in aiuto della Terra è attaccata e distrutta in pochi minuti. Lo stesso Shima su Marte è costretto ad abbandonare il suo posto e a far ritorno sulla Terra. Informato della situazione in cui versa la sua patria, Susumu decide di tornare anche contro il parere negativo di Mamoru.
Il comandante Todo affida a Yuki una lettera da consegnare poi a Kodai non appena questi fosse ritornato sulla Terra.
Il giorno seguente, gli alti vertici della difesa terrestre e quelli della Stella Nera sono riuniti per un trattato di resa incondizionato, qui Todo e gli altri membri del governo apprendono che il gigantesco oggetto atterrato la notte predente è in realtà un enorme ordigno nucleare che al contrario di quelli convenzionali, non ha effetto sulle cose materiali, ma annienta le funzioni celebrali umane.
Prima di procedere con il trattato di resa, l’inviato dell’'imperatore della Nebulosa Nera domanda al comandante Todo di rivelargli l’attuale ubicazione dell’astronave che ha distrutto le forze dell’Impero sul pianeta Iscandar: vuole sapere dove si trova la Yamato.
Per nulla intimorito dalle minacce dell’alieno, Todo risponde all’inviato di cercarsela da solo la Yamato, una risposta questa che porterà lui e gli altri membri della federazione alla condanna a morte. Impossibilitato a sfuggire alla pena capitale, Mamoru decide in un atto eroico di sacrificare la propria vita per consentire almeno al comandante Todo di scappare. Il giovane Mamoru si lascia così esplodere permettendo a Todo di fuggire e di organizzare una strategia di difesa.
Liberatosi dalla scorta nemica, il comandante e i suoi riescono a raggiungere e a nascondersi nel quartier generale sito nella città sotterranea. Intanto Kodai e Yuki ritrovatisi la notte precedente durante un attacco, si erano diretti alla collina dove è eretta la tomba di Okita, lì letta la lettera di Todo che li invitava a prendere contatto con Sanada e l’equipaggio della Yamato, incontrano il Dottor Sado, Analyzer, Aihara, Shima e Ota e Nambu.

Aihara prende immediatamente contatto con Sanada attraverso un radiotrasmettitore portatile; ma anche se disturbato da interferenze nemiche e dalla lontananza della trasmissione, Kodai e i suoi comprendono che la Yamato si trova nascosta su un piccolo asteroide di nome Icaro.
Decisi a raggiungere gli amici, il piccolo gruppo si dirige su suggerimento di Yuki, verso un hangar sotterraneo dove vi è un velivolo di emergenza messo a disposizione del presidente. Tuttavia anche questo gesto è anticipato dalle truppe della Stella Nera, che a fiotti invadono il complesso. Per fuggire dalla struttura è necessario aprire manualmente il portellone di uscita e per eseguire quest’operazione, Yuki è costretta a scendere dal velivolo e a rimanere indietro.
Mentre la navicella è in procinto di decollare, la ragazza viene ferita a una spalla, e sfuggita al tentativo di Kodai di riportarla a bordo, ricade a terra perdendo  i sensi poco dopo. Il velivolo del presidente con a bordo gli ufficiali della Yamato riesce però a sfuggire all’attacco dei soldati e a decollare per Icaro. Non appena la rappresaglia è cessata, il tenente Alphonse, coordinatore delle truppe aliene, scorge l’esile figura di Yuki riversa a terra e dopo averla raggiunta, la porta via con sé. Poche ore dopo Kodai e gli altri giungono su Icaro. Atterrati e addentrati nella struttura, gli ufficiali capiscono che l’ascensore in cui erano entrati, era il passaggio di accesso alla sala macchine della Yamato.
Giunti sul ponte principale dell’astronave, il gruppetto è raggiunto da Sanada e dal resto dell'equipaggio che in quel lasso di tempo avevano continuato ad occuparsi delle migliorie da apportare alla Yamato. Sanada si offre di presentare a Kodai, a Shima e agli altri i nuovi membri dell’equipaggio tra cui Shiro Kato, fratello del defunto Saburo e una ragazza poco più che diciottenne di nome Sasha che Sanada presenta come sua nipote.
Notata l’assenza di Yuki, Sanada affida a Sasha il compito di sostituirla al radar. Poco dopo fa il suo ingresso Yamanami, il nuovo comandante. Mentre è predisposto il decollo, il comandante Todo prende contatto con l’equipaggio annunciando i terribili sviluppi avvenuti sulla Terra puntando l’accento sulla bomba, sulla morte di Mamoru e sulla scomparsa di Yuki.

Esaminando la struttura dell'ordigno, Sanada comprende che il comando di detonazione non si trova sulla Terra ma sul pianeta che l’ha inviato, quindi è fondamentale dirigersi lì prima che la bomba sia attivata. L'astronave decolla disincagliandosi dall'asteroide Icaro che l’aveva protetta dalla furia nemica e si prepara a quel viaggio di 400'000 anni luce che l'attende in direzione della costellazione della Vergine.
Ora gli spettatori presenti in sala e i membri dell’equipaggio conosceranno le migliorie apportate all’astronave. Sanada comunica orgoglioso che ora è possibile eseguire finalmente dei warp continui, perché il motore ad onde moventi adesso è stato potenziato con un nuovo e più potente sistema di accumulatori dell’energia. E’ stato perfezionato anche il sistema di caricamento dei cannoni, e il radar è stato sostituito da un modello più potente in grado di sondare lo spazio in ogni direzione.
Dopo un primo rapidissimo warp-test, che lascia stupiti i membri della flotta nera, la Yamato dirige a tutta velocità in direzione del pianeta nemico sfuggendo a un primo attacco dei cannoni dell’Impero.
Sulla Terra intanto, Yuki riprende conoscenza in un letto e in un ambiente a lei completamente sconosciuto, riaperti gli occhi, non scorge davanti a se la figura dell’amato Kodai, ma quella del tenente Alphonse che le racconta ciò che è accaduto, Yuki viene a sapere che Kodai e i suoi amici sono riusciti sì a decollare, ma che ora in quella navetta usata per la fuga non vi è più alcun segno di vita. All'uscita dal warp-test si rende necessaria la riparazione del radar, forse danneggiato dall'alta velocità. Kodai suggerisce quindi l'invio di un caccia da ricognizione mentre sono disposte le necessarie riparazioni.
Durante l'attesa del ritorno del velivolo, Kodai isolatosi a riflettere, è raggiunto da Sasha che senza alcun motivo apparente, si rivolge a lui chiamandolo più volte zio. Kodai infastidito, fa notare di essere troppo giovane perché sia suo zio, ma la ragazza insiste, gli confessa così di essere la figlia di Starsha e di Mamoru.

Kodai è stupito, pur dimostrando vent’anni, la ragazza in realtà ne ha soltanto due. Sasha spiega che ciò è dovuto alla sua peculiare natura aliena e chiede quindi allo zio di mantenere il segreto. Richiedendo ansiosa notizie del padre, Sasha apprende tra il dolore e lo sconforto di Susumu l’annuncio della morte di Mamoru. Dopo aver testato i nuovi cannoni su un avamposto mobile della Nebulosa Nera sito nelle sue vicinanze, la Yamato si appresta ora ad entrare in una nebulosa sconosciuta.
Data la particolare struttura della nebulosa, Sanada suggerisce che per guadagnare tempo, è imperativo attraversarla e non girarle attorno, anche se si tratterà di navigare in sostanza alla cieca. Penetrata all’interno della nebulosa, l’astronave perde immediatamente il controllo della direzione, e come anticipato, il radar di bordo è assolutamente inutilizzabile. Senza alcuno strumento di navigazione stellare funzionante, la Yamato si trova in balia di vortici di gas, polveri e masse asteroidali d’importanti dimensioni che urtano più volte contro lo scafo facendo temere il peggio.
Solo una”intuizione” di Sasha salva l’astronave da un rovinoso impatto.
Poco tempo dopo è avvistata la flotta dell’Impero, e per sfuggire agli inseguitori, l’astronave si eclissa dietro una nube più densa riuscendo infine a rispondere di sorpresa con le batterie principali. Agli assalitori non resta quindi soluzione che la fuga, Yamanami ordina di seguire il nemico sperando che questo lo conduca verso l'uscita della nebulosa, ma i Guerrieri delle Stelle hanno un’amara sorpresa, ad attenderla è sopraggiunta la Flotta Nera che da inizio a un nuovo attacco.
Alla Yamato non resta che approfittare di una propizia fascia asteroidale nella quale ripararsi.
Ma quello che l’equipaggio credeva essere un varco di salvezza, non era altro che una via obbligata imposta dal nemico. Ad attenderla all’uscita della fascia asteroidale, vi sono sette enormi fortezze delle stesse fattezze e dimensioni di Gorba, l’immensa nave che solo un anno prima avevano affrontato su Iscandar. Sembra la fine, l’astronave è circondata da queste immense roccaforti spaziali.
Per fronteggiare la situazione Sanada suggerisce l'uso di nuovi proiettili, contenenti le cartucce energetiche del cannone ad onde moventi.
La Yamato punta i cannoni contro i portelli di lancio dei missili nemici, i colpi vanno a segno e, sebbene siano troppo deboli per distruggere anche solo una fortezza, l'energia tachionica terrestre reagisce con quella aliena, le sette fortezze di Gorba esplodono quindi una dopo l’altra tra lo stupore generale dell’equipaggio, che ancora una volta può dirsi fortunato.

I giorni sulla Terra intanto passano, e Yuki decide di non fuggire dall’abitazione da Alphonse e di rimanere temporaneamente con lui nella speranza di scoprire il modo per disinnescare l'ordigno nucleare. L'uomo se ne rende immediatamente conto e si offre di rivelare il segreto alla ragazza solo a condizione che lei lo sposi. Finalmente la Yamato ha trovato l’uscita dalla nebulosa. Una volta fuori, i Guerrieri delle Stelle si trovano dinanzi ad uno spettacolo incredibile: un universo misterioso dotato di luce sfavillante che sembra estendesi all’infinito. Siamo di fronte ad una doppia galassia, la galassia nera prodotta dalla nebulosa nera e quella bianca con i suoi fasci di luce sfavillante. L’attenzione dell’equipaggio è rivolta verso una luce scintillante che s’ipotizza, essere il pianeta principale della stella nera, la Yamato fa rotta su di esso, e una volta sopraggiunto, l'intero equipaggio stenta a credere ai propri occhi: il pianeta raggiunto sembra essere simile in tutto e per tutto alla Terra.

Le immagini del pannello video non lasciano spazio a dubbi, le analisi visive confermano la sua somiglianza con la Terra, tuttavia non vi è traccia di vita, persino le città sembrano diverse.
Yamanami invia quindi una navetta da esplorazione con a bordo Kodai, Shima, Sasha, Tokugawa, Ahiara, Nambu e Analyzer. All’atterraggio il gruppo è accolto da una ragazza di nome Sada che li invita al cospetto dell'Imperatore, Scaldart o (con il Santo Capo nell'edizione italiana). Dall’aspetto umano, Scaldart o il Santo Capo li accoglie da amici comunicando che il pianeta su cui sono atterrati è la Terra dell'anno 2402, ossia duecento anni nel futuro. Per provarlo il Santo Capo mostra delle sequenze olografiche che ripercorrono le vicende dell’astronave, da Iscandar all’Impero della Cometa sino alla partenza verso la Nebulosa Nera.
Oltre a mostrare il passato, il Santo Capo proietta sullo schermo tridimensionale, anche immagini di ciò che il destino riserverà alla Yamato 200 alla loro partenza dal futuro, le sequenze scioccanti, mostrano l’astronave mentre è attaccata e distrutta subito dopo la partenza da quella Terra del futuro; l'Imperatore Scaldart esorta così l’equipaggio a non abbandonare il pianeta perché la storia ricorda che nell’anno 2202, la Yamato sarà distrutta dalla flotta della Stella Nera.
Per nulla convinti dell’onesta delle parole del sedicente leader della Terra, Kodai e i suoi decidono di ignorare l’avvertimento e di riprendere il viaggio verso la patria del loro tempo. Ma non tutti sono decisi a tornare a casa, rimasta indietro Sasha confida a Kodai che sarebbe più facile per lei vivere su un pianeta dove le differenze tra alieni e terrestri non sono poi così importanti, la ragazza si allontana da lui dicendogli addio. Kodai comprende i sentimenti della nipote e decide di rispettare i suoi desideri. Sulla Terra intanto, la residenza delle forze di difesa sembra essersi affievolita. Niente scontri, niente assalti alle basi aliene, anche Alphonse e Yuki hanno preso atto di questa verità, e la ragazza rassegnatasi alla disperazione decide di accettare la proposta del tenente alieno.
L'uomo però capisce che Yuki non lo ama e che ha deciso di rimanere con lui con l'unico scopo di scoprire il modo per disattivare la bomba, Alphonse decide quindi di lasciarla andare con la promessa che le rivelerà il modo di disinnescare la bomba solamente se i terrestri riusciranno a sconfiggerlo in battaglia, è quasi un suggerimento a non arrendersi, Yuki torna così alla base sotterranea, dove ad attenderla c’è il Comandante Todo. Dall’altra parte della galassia la Yamato riparte dalla Terra del 2402 con l’intento di non arrendersi passivamente al suo destino e di trovare il modo di ritornare nel suo tempo.
Il decollo dell’astronave è salutato da Sasha che è spronata dall'essenza astrale di sua madre Starsha ad affrontare il suo destino con coraggio e a testa alta.
Come preannunciato dalla storia, la Yamato incontra davvero nello spazio la Flotta Nera e questa nuova battaglia lascia presupporre che forse non si può sfuggire agli eventi narrati dalla storia. Analizzando un bicchiere che Tokugawa aveva portato con sé al suo ritorno dal pianeta, Sanada scopre una realtà incredibile: il mondo che hanno visitato non è la Terra del futuro, e che si è trattato tutto di una falsificazione, lo confermano la statua del “pensatore” duplicata alla rovescia e l’assenza di impronte digitali sul bicchiere.

L’astronave inverte la rotta e si appresta ad attaccare il pianeta mentre gli assalti nemici si fanno sempre più pressanti. Yuki ha accettato la sfida di Alphonse a non arrendersi, e il commando di ribelli predisposto per l’attacco alla bomba raggiunge l’interno dell’ordigno, ne consegue immediatamente uno scontro a fuoco che vede di fronte Yuki e Alphonse.
La ragazza tuttavia non riesce a far fuoco su colui che le ha salvato la vita, ma Alphonse rimane comunque colpito da un soldato della cavalleria spaziale.
Il foro al petto sull’ufficiale imperiale rivela circuiti elettrici, e l’alieno confessa la sua natura di cyborg. L’intera popolazione del pianeta della Stella Nera è composta di uomini con la mente umana e il corpo meccanico. In punto di morte Alphonse mantiene la sua promessa e riferisce a Yuki che esiste un doppio sistema di attivazione della bomba, uno all’interno dell’ordigno che va smantellato immediatamente e il secondo invece posto sul Pianeta Madre, che andrebbe disinserito direttamente dalla sede del Santo Capo.

Nel frattempo la Yamato che aveva attaccato il pianeta centrale dell’Impero con il cannone a onde moventi, scorge ora le vere sembianze del mondo camuffato da Terra del futuro. Dalla nube creata dall’esplosione, emergono le vere fattezze del pianeta, il suo esoscheletro altro non è che una struttura meccanica con al centro un nucleo pressoché imprendibile.
Dal centro della fortezza Sasha prende contatto la Yamato annunciando che aprirà il portello del nucleo centrale da cui l'astronave potrà entrare, raggiungere e distruggere l’interno dove si trova la Città Artificiale. Kodai è contrario, non intende sacrificare inutilmente la vita della nipote e chiede di trovare un’altra soluzione. Per impedire un probabile e rovinoso attacco, il Santo Capo contatta i terrestri mostrando il suo volto bluastro rivelando così la sua vera identità di Imperatore della Stella Nera. Puntando le armi del pianeta sulla Yamato, egli minaccia i terrestri di attivare il telecomando della bomba sulla Terra se l’astronave non dichiarerà subito la resa. Intanto Yuki ha raggiunto e smantellato il comando di attivazione locale e contatta la Yamato per avvisarla del successo dell’azione.
Anche Sasha riesce nella sua impresa, e raggiunta la centrale energetica, fa saltare il centro di controllo del comando a distanza della bomba a neutroni, quindi apre il portello d'accesso permettendo all’astronave di penetrare nel cuore del pianeta nemico.
Raggiunto il nucleo del pianeta, l’astronave è bersagliata da una pioggia di giganteschi missili, uno di questi colpisce lo scafo danneggiando la cabina del capitano, i rottami della struttura purtroppo investono la postazione del comandante Yamanami che travolto in pieno soccombe tra le braccia di Kodai.
Colpito da questo ennesimo lutto a Kodai non resta altro che farla finita per sempre con l’Impero della Stella Nera; furente, il giovane punta la prua della Yamato sulla città imperiale. Vinto però dall’ansia per la nipote, Susumu alla fine desiste e il conto alla rovescia per l’attivazione del cannone ad onde moventi è arrestato. Ed è ancora una volta Sanada a spronare il suo “capitano” a compiere il proprio dovere, ma le sue parole sono inutili, come vano è l'appello della stessa Sasha a fare fuoco.

L'imperatore ha così il tempo di raggiungere la ragazza e tra i due inizia un conflitto a fuoco durante il quale entrambi sono colpiti a morte. Solo allora Kodai in preda alla collera decide di fare fuoco. L’esplosione è imminente, e la Yamato è costretta a fuggire prima di essere coinvolta nelle deflagrazioni planetarie, una volta fuori si salva dalle esplosioni solo dopo aver eseguito una serie di warp multipli.
Lontani dalla Galassia Nera, l'essenza astrale di Sasha appare all’equipaggio per confortare gli amici e Kodai. La ragazza ora è felice perché potrà ricongiungersi ai propri genitori, proprio in quel momento, in lontananza appare Starsha che può ora riabbracciare nuovamente sua figlia.
La guerra contro l’impero della Stella Nera può dirsi ora finalmente conclusa. L’astronave è pronta a tornare sulla Terra, mentre Yuki dinanzi al mausoleo di Okita attende il ritorno di Kodai. Ma questa vittoria non è altro che la calma che precede una nuova tempesta: lontano da loro, l’impero di Galman e la Federazione di Polar stanno espandendo il proprio dominio all’interno della Nebulosa di Orione:
Una nuova difficile prova attende l'equipaggio della Yamato.



   

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