Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki

Le Curiosità Di Yamato La Rinascita. Parte 2













Parte 2

nota. il gruppo è riuscito a scrivere per la colonna sonora finale del film un testo molto profondo, coerente e fedele al messaggio che il produttore voleva imprimere alla pellicola, Nishizaki era rimasto molto commosso dopo aver ascoltato il demo degli Alfee, perché l’indimenticabile ritornello della canzone: "Tornerò qui senza fallire" somiglia incredibilmente al giuramento pronunciato da Kodai sul ponte di comando della Yamato.
Il gruppo ha sintetizzato nelle parole del testo tutto il significato del film, un lungometraggio, questo della rinascita, che racconta di come si può offrire tutto il proprio amore agli altri anche se si piange per la perdita della propria amata.
Wildstar non vuole dire addio alla propria moglie, ma non può dimenticare che il futuro di coloro che abitano sulla Terra dipendono da lui, è disposto a portarli lontano, al di la della galassia conosciuta pur di garantire loro una possibilità di sopravvivenza.
Un testo davvero ben azzeccato quello degli Alfee il più adatto per testimoniare l’amore dello staff e del capitano della Yamato per la propria Terra.

1) nota. la versione 2009 della sigla iniziale di Yamato inserita durante le fasi di decollo dell’astronave, verrà poi rimossa nella versione Director’s cut nel 2011, al suo posto si potrà ascoltare solo la versione in bgm del tema della serie.. 
Che cosa avrà spinto Shouji Nishizaki a prendere questa decisione?


Le scene del film si spostano adesso fino al lato opposto della Galassia.

In una fortezza spaziale dalle dimensioni colossali è tenuto un raduno con gli esponenti del SUS, una misteriosa confederazione di pianeti:. Il SUS rappresentato nella persona del crudele Governatore generale Metsler, una figura imponente alta più di 4 che metri, mostra alcuni filmati (accuratamente manipolati) della battaglia tra la flotta terrestre e quella del SUS.
Le immagini contraffatte fanno apparire i terrestri come un branco di animali senza scrupoli che si accaniscono spietatamente contro le navi del SUS. A detta di Metsler, i terrestri vanno eliminati immediatamente. 
Il piano di Metsler sembra ovvio, il SUS non vuole che i terrestri si insedino nel sistema di Amarl.
Il consiglio presta ascolto a Metsler e al generale Gorui della flotta Ethos, è trasmesso l’ordine di intercettare e distruggere la flotta terrestre prima che entri nello spazio gestito dalla confederazione. 
Anche se scettico e insospettito, Gorui accetta la missione.

Ritorniamo alla Yamato. 
La flotta è in prossimità di un buco nero di nome BH-199.

Quanto sta per avvenire ha dell’incredibile: tutta la flotta si è disposta al margine del BH199 per ottenere quello che nel campo scientifico viene comunemente denominato: fionda gravitazionale.

Gorui guarda con interesse lo svolgersi della battaglia e la sua attenzione è tutta concentrata sulla Yamato. Da lontano il Generale di Ethos è tenuto d’occhio da Barlsman, comandante in capo del SUS.
Barlsman sà che Gorui non sta facendo sul serio con la flotta terrestre ed è sospettoso.
Osservando la battaglia, Gorui non ha dubbi: il modo di operare della Yamato non è un comportamento da assassini e apre le comunicazioni con Kodai. Gli spiega che la delegazione di Ethos era stata ingannata dal SUS, quindi alle navi della Terra sarà ora permesso di andare in pace verso Amarl.


3) Scoviamo una novità anche tra i membri dell’equipaggio. 
A sostituire il dottor Sado troviamo la graziosa dottoressa Miharu Sasaki nuovo ufficiale medico e abile pilota di astrocaccia. Sebbene una donna pilota possa sembrare una novità nel mondo di Yamato, abbiamo invece un precedente nei videogiochi della playstation 2.

4) C’è da dire qualcosa sulla musica qui; la prima apparizione di Gorui ha segnalato un cambiamento nella colonna sonora ben lontano da quelle che sono le atmosfere originali di Yamato, il superproduttore lascia da parte quelle scritte per la produzione e inserisce nel film musica classica occidentale. 
Il tema di Gorui è un pezzo di Beethoven, quella di Amare è di Tchaikovsky e la regina ottiene Chopin. 
La successiva battaglia nella capitale del pianeta è incorniciata da un altro pezzo di Beethoven che stona parecchio con le immagini. Potrà sembrare che Nishizaki si sia sbagliato nell’accostare la musica al contesto narrato, ma non è detto che questa sua decisione non nascondesse a priori una sorta di esperimento e/o un già pianificato cambio di rotta. 
Non dimentichiamoci che la preparazione del Director’ cut era già dietro l’angolo con tutte le sue modifiche già a portata di mano: ripristino dei suoni nell'armamento della Yamato, sequenze tagliate già pronte per essere reinserite e un finale “alternativo” che non aspettava altro che diventare quello “ufficiale”.
Le coincidenze sono troppe per ritenere che Nishizaki abbia fatto le cose alla leggera (ma questa fino a prova contraria, resterà solo una mia opinione).


Riprendiamo.
Il SUS ha dato inizio a un pesante bombardamento sulla capitale che è condotto da Metsler in persona. 
Il suo piano è di attaccare pesantemente Amarl fino a quando la regina non respingerà i profughi della Terra. Ma il suo vile gesto non è tollerato da Gorui, che giunto su Amarl, chiede di sapere perché si sta attaccando dei civili innocenti. Gorui preferisce ignorare gli ordini del SUS e stabilisce di sferrare un attacco (anche kamikaze) contro la fortezza di Metsler.

Dalla Yamato, Wildstar assiste alla battaglia, e guardando la cupola della città in fiamme in quel momento si chiede: "Che cosa farebbe Yuki?". 
Tra i boati del combattimento Derek ode dentro il suo cuore la voce della moglie che gli dà l’unico consiglio possibile: “ Il nostro coraggio ha sempre protetto la Terra. Ha salvato l’umanità. Non devi mai soccorrere all’ingiustizia e percorrere sempre la via contraria, anche se questo significa rischiare la tua vita.. sono certa che non sei l’unico a pensarla in questo modo.. l’intero equipaggio della Yamato condivide gli stessi sentimenti.”

Il capitano della Yamato chiama la regina e le riferisce la sua intenzione di vendicarsi. 
In pagamento per aver violato il trattato, Kodai accetta di fare della Yamato e del suo equipaggio gli esuli da Amarl. 
L’astronave decolla dal pianeta e si prepara insieme al generale Pascal ad affrontare le truppe del SUS.

6) Qui sono le note di un pezzo di Grieg ad accompagnare la battaglia, una lotta dalle atmosfere appariscenti ma altrettanto povera di mordente, le musiche di Grieg per quanto splendide, non aiutano certo ad accrescere la tensione emotiva del conflitto, al contrario invece, la affievoliscono molto rendendola tanto piatta e noiosa che non si vede l’ora che finisca.
Chiudendo gli occhi sembra di essere a teatro ad assistere a un concerto piuttosto che in una sala cinematografica a guardare un film-anime di fantascienza.
I conflitti che precedono quella sequenza sono (se possibile) ancora più appiattiti dalla totale assenza di musica o dall’inserimento di sottofondi al pianoforte deboli e certamente lontani dal pathos dei pezzi che Miyagawa aveva scritto per l’anime.

La Yamato sta affrontando la fortezza di Metsler ma è in grossi guai. Omura fa un passo in avanti e si offre volontario per avvicinarsi e attaccare il generatore dello scudo con lo Shinano. Kodai accetta la sua offerta e lo Shinano decolla. 
Dalla parte inferiore della Yamato sono aperti due portelloni da cui esce una nave più piccola; lo Shinano appunto, pieno fino all'orlo di missili ad energia ad onde moventi che sono della stessa tipologia usati nel film del 1980 “Yamato Per Sempre” contro le sette fortezze di Gorba.
Per infliggere il colpo di grazia alla fortezza del SUS saranno sparati 6 colpi consecutivi con il nuovo cannone ad onde moventi. Sei colonne di energia azzurra si sprigionano dalla bocca da fuoco dell’astronave che colpiscono in pieno la fortezza dalla forma di piramide invertita. 
Barlsman muore nella fortezza che affonda in quella strana fascia acquosa in cui sembra galleggiare.


La minaccia è scampata e l’equipaggio si riunisce tutto intorno a Kamijo per congratularsi con lui per la sua azione.
7) Questa sequenza ci riporta con la memoria ad un altro precedente film di Yamato, ovvero ad Arrivederci Yamato del 1978 dove usando sempre il cannone a onde moventi, Kodai (allora al posto di Kamijio) e gli altri (l’equipaggio era totalmente diverso) esultano per aver distrutto l’impero della Cometa.
Anche in questo caso i festeggiamenti sono inutili poichè la fortezza ne contiene una ancora più piccola che riemerge nuovamente dalla fascia acquosa. Anche questa scenario ci riporta al finale di quello stesso film in cui la fortezza spaziale di Zodar fuoriusciva improvvisamente dalla struttura di Gatlantis.

Kodai osserva in lontananza la presenza di una stella nana. 
Il capitano della Yamato dà ordine di dirigere diritto su di lei e di spararle contro con la sua arma principale.

8) Anche questa fase del combattimento è “ripescata” dalla Serie 1, anche lì allora la Yamato sparò, anche se di dimensioni più piccole di questa, contro il sole artificiale di Balan.
La stella esplode scagliando via tutte le navi rimaste del SUS abbattendo la fortezza di Metsler, poi, altrettanto improvvisamente, la stella collassa in un altro buco nero!
La Yamato si allontana dalla zona del risucchio ed è libera. Negli istanti che precedono la morte, Metsler rivela il suo vero volto apparendo come quello di un demone. Metsler spiega alla Yamato che è venuto in questa galassia da un'altra dimensione e che, anche se Kodai ha sconfitto il SUS, presto saranno inviati altri come lui da qualcuno molto più potente. Poco dopo Metsler scompare nel buco nero ponendo termine a questa spaventosa battaglia.

9) La versione demoniaca di Metsler che penetra all’interno della Yamato direttamente dal pannello video della plancia è inquietante nel contesto della storia, ma la sua esecuzione grafica è approssimativa e parecchio distaccata dal fondo, tanto che in alcune sequenze essa appare del tutto estranea al film. Anche il doppiaggio della summenzionata scena sembra appartenere ad un’altra dimensione poiché è abbastanza fuori sincro con il movimento della bocca del demone.

A Field Park in Africa, sotto una pioggia torrenziale, una navetta è pronta ad evacuare gli abitanti del parco compreso il personale medico. Miyuki rifiuta di mettersi in salvo senza Sado e Analyzer, il robot allora la solleva caricandola di peso a bordo della navetta.
Poco dopo il decollo, il velivolo su cui viaggia Miyuki è colpito da un fulmine e in fiamme, precipita al suolo. Sopraggiunge in suo soccorso lo stesso Wildstar, che appresa la notizia della scomparsa della navetta si precipita in soccorso della figlia.

10) L’incontro tra i due suscita perplessità e sgomento nello spettatore. Perché se da un lato si rimproverano le morti suicide di Gorui e di Omura collocati nel film unicamente per essere immolati dinanzi al sacro altare del dovere e dell’onore, dall’altra davvero non si comprende l’assoluta indifferenza per la morte dei passeggeri della scialuppa di salvataggio a Field Park. 
Inspiegabilmente Miyuki; (unica sopravvissuta all’impatto della navetta con il terreno) non è circondata da alcun cadavere, né la giovane, né suo padre, sembrano preoccuparsi di rintracciare eventuali sopravvissuti nelle vicinanze dei rottami del velivolo. L’unica preoccupazione di Kodai è di riabilitarsi agli occhi della figlia mostrandole il cappello della madre ritrovato su Amarl. Non si cerca di rintracciare nessun superstite.

11) La fine è giunta, (anche dell’articolo) e la Yamato è di nuovo in rotta verso Amarl con le ultime navi colme di profughi. Le parole di Wildstar mentre saluta la Terra sono una proiezione del pensiero di Nishizaki, che ha voluto fare di questo film un monito per il suo pubblico, quello cioè di rispettare e amare quella che è la nostra casa.  “L’umanità sta per perdere la cosa più preziosa che aveva. Abbiamo realizzato questo troppo tardi. Gli umani non si sono mai comportati bene nei suoi riguardi. L’abbiamo saccheggiata, distrutta, deturpata e poi ricostruita. Pensavamo di poter comandare su ogni cosa. Dal punto di vista dell’universo incommensurabile, questo è solo un altro evento insignificante. Non abbiamo potuto salvare la Terra”.

12) Nishizaki ha voluto partecipare in prima persona alla fase di registrazione nella quale vediamo i passeggeri che salutano la Terra per l' ultima volta. A quanto pare, tra le voci di coloro che salutano commossi il nostro pianeta sembra che vi sia anche la sua. Nell'intervista rilasciata nel novembre del 2009, il produttore afferma che quella scena lo avesse commosso fino alle lacrime.

Mentre Kodai considera la perdita del pianeta per il quale aveva tanto lottato, sul ponte della Yamato riappare l’immagine di Metsler.
Miyuki è lì con suo padre e ascolta come tutti gli altri. Metsler comunica che la dimensione dal quale proviene il suo popolo è in avanzato stato di entropia. Tutto ciò che cade in un buco nero, che in realtà è un congegno artificiale, viene trasformata in energia e quindi utilizzabile.

13) Ecco che ancora una volta la Terra, proprio come nella Serie 1 del 1974, diventa la fonte primaria di sopravvivenza per una civiltà sull’orlo della distruzione. Uomini, pianeti, stelle, ogni singolo atomo serve ad alimentare la dimensione dei misteriosi alieni. Gentile da parte di Metsler (e comodo per chiudere alla svelta il film) informare il nostro capitano della reale natura del Black Hole.


Metsler allora chiede a Wildstar se lui crede davvero che un buco nero di origine naturale sia in grado di dirigere con tanta precisione verso la Terra.
Metsler svanisce e a Kodai viene un'idea: se il buco nero è in realtà artificiale, è certamente dotato di un sistema di controllo e di una centrale di energia. Ordinando a tutti di tornare ai propri posti, chiede a Maho di svolgere un’analisi completa del buco nero che è ormai in vista della Terra.

Addentratasi all'interno del CBH che tutti sperano sia davvero artificiale, la Yamato è violentemente scossa dai detriti e dalla forza di trazione dalle gigantesche pareti del buco nero, il terzo ponte è il primo a farne le spese rimanendo pesantemente danneggiato; la sua armatura è strappata esponendo Maho e il suo equipaggio ad un serio pericolo di morte, ma la ragazza insiste affinché la nave prosegua comunque verso il bersaglio. Kodai assume la postazione del cannone a onde moventi e si prepara a premere il grilletto.
L'impatto è violentissimo, ma fortunatamente il congegno, o qualunque cosa fosse quello posizionato al centro del buco nero, è distrutto e implode.
Il pericolo è finito. L’equipaggio può ora allentare la tensione e festeggiare.

Nel terzo ponte Maho e le e altre ragazze sono accasciate sulle loro console esposte al vuoto della corazza.

14) Ma se con la bella trovata di usare il cannone a onde, la Yamato pensa di aver salvato la Terra è caduta in grosso errore.
L’arrivo del black Hole ha sconvolto il sistema solare; pianeti come Plutone, Giove e Saturno sono stati divorati e inghiottiti dal fenomeno artificiale. Ritenere che la Terra rimarrebbe nella sua orbita originaria senza subire conseguenze è inverosimile. Già solo la presenza di un simile mostro basterebbe per sconvolgere l’intero equilibrio del sistema solare costringendo la Terra ad uscire dalla sua orbita con buone probabilità di far evaporare l’atmosfera. A questo punto 2 sono le vie: il pianeta potrebbe avvicinarsi o allontarsi dal Sole.
Avvicinandosi si trasformerebbe in un deserto torrido e arroventato, privo di acqua e di vita superiore.
Nel caso opposto, cioè se il nostro pianeta se ne andasse a zonzo verso il Sistema Solare esterno, diverrebbe prima un pianeta congelato in superficie e poi un deserto freddo privo di atmosfera.
Ma la realtà dei fatti conta poco, l’importante è che l’equipaggio sia riuscito ancora una volta a salvare l’umanità. Il resto non ha importanza.
Ma cosa è accaduto a Maho e alle ragazze del ponte n3? Sono sopravvissute all'impatto con le pareti del BH o la loro sorte è ignota come quella della nostra eroina Yuki?


15) Nell'aprile del 2012 l'attuale presidente dell'Enajio, Shouji Nishizaki, segnalò che i lavori di produzione per il Capitolo 2 erano in fase di partenza. Li aspettiamo dunque all'arrivo!
Alla Prossima!












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