Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki

I Pianeti Immaginari di Yamato-Star Blazers.















I pianeti immaginari rappresentati nella lunga produzione di Yamato/Star Blazers sono la figurazione artistica di corpi celesti dotati di ecosistemi del tutto particolari, non primi ad essere inseriti nel mondo della fiction fantascientifica, ma sicuramente non ultimi o meno importanti.
Per pianeti immaginari si intendono tutti i luoghi genericamente abitabili di carattere astronomico, completamente inventati o ridescritti immaginariamente a partire da quelli realmente esistenti che si trovano in opere letterarie, cinematografiche e d'animazione.
Durante i primi decenni della fantascienza, Marte e Venere rappresentarono i modelli di pianeti più frequentemente utilizzati e romanzati del nostro sistema solare; le loro condizioni in superficie erano ritenute le più favorevoli alla vita così come la conosciamo noi.
Ma con il trascorrere degli anni, cioè dopo la seconda metà degli anni 50, gli sceneggiatori si distaccano da questo schema arido di concezione, ormai obsoleto e cominciano a guardare oltre.
Tra questi ci sono anche gli sceneggiatori dell’Academy di Nishizaki: Matsumoto, Yamamoto e Toyota, i primi a portare una ventata di aria nuova al fantastico universo dei pianeti immaginari, un aria, però, contaminata dalle radiazioni: quelle della Terra e quelle del pianeta principale dell’Impero gamilonese.

struttura interna di Gamilas
struttura esterna di Gamilas
Gamilas o Gamilon (come preferite) è un mondo destinato a morire. E’composto da un nucleo interno vulcanico da cui emergono altri due involucri esterni, il primo strato superiore è formato da una sottile crosta protettiva.
Tra i due strati vi è uno spazio vuoto formatosi tramite un processo di erosione su cui poggiano le costruzioni degli abitanti.
La struttura superiore è sostenuta da fragili colonne di terra destinate entro breve tempo a cedere e a far crollare sulle città il rivestimento esterno che in realtà dovrebbe proteggerlo, inoltre, dal fondo del pianeta emergono oceani contaminati dalla lava radioattiva dei vulcani del mantello.
Le terre emerse e l’aria di Gamilas, sono contaminate dalle componenti solforose contenute nella lava vulcanica satura di radioattività e i mari sono diventati distese di acido solforico quasi allo stato puro: acque mortali per una popolazione disperata che non è più disposta a vivere su di un pianeta avvelenato.

E’ stato Matsumoto, più degli altri ad inserire nelle produzioni legate alla saga, i pianeti immaginari più incredibili. Tre di questi, almeno all'inizio, seguono ancora la visione standard della classica fantascienza, quella indistinguibile che vuole ancora una volta, i cosiddetti: "cloni della Terra" (Iscandar, Beeland e Sherpard) Tra questi tre, uno in particolare ricorda molto la patria della Yamato, il Giappone: il lembo di terra su Iscandar visibile dallo spazio esterno, ricorda molto la disposizione della superficie giapponese sulla Terra.
Sebbene simili, in questi mondi, le differenze rispetto alla Terra sono prevalentemente di tipo sociale e non ambientale, primo fra tutti l’utopico pianeta della pace galattica: Sherpard, o il verdeggiante Beemela4 (Beeland) abitato da forme di vita insettifere dotate di un’intelligenza, di una cultura, di un retaggio e di un sistema governativo ben delineato. 

Pianeti più insoliti dal punto di vista fisico in Yamato, li troviamo in produzioni successive a quella classica.
Le Serie 2 e III, Yamato Per Sempre e Battaglia Finale, sono corredate tutte di un tipo di fantascienza più hard che classica; tipici esempi, sono quelli che presentano su gran parte della loro superficie un unico ambiente climatico, ad esempio i pianeti desertici come Telezart, collocato in Arrivederci Yamato e nella Serie 2, i mondi acquatici come Acquarius in Battaglia Finale, o artici come la stella di Barnard, Berth e la capitale di Polar nella Serie III o altri  interamente ricoperti da foreste come Beemera nella Serie 1 e nel Remake del 2012.

Balan nella versione 1974
Balan nella versione 2012
In alcuni film della saga si è poi speculato sulla possibilità di inserire mondi artificiali o addirittura di soli artefatti come avvenuto nell’originale pianeta Balan del ’74, un mondo situato a circa 70.000 anni luce dalla Terra la cui superficie è punteggiata da centinaia di caldere vulcaniche perennemente attive e di enormi canyon desolati.
Il pianeta è stato scelto dalla produzione per ospitare una delle più importanti roccaforti dell'Impero gamilonese.
Gli imperiali, guidati da Desslok, edificano su di esso una gigantesca base spaziale militare per farne un occhio vigile sulla Via Lattea e sui nuovi domini dell’Impero.
Per rendere Balan più vivibile, luminoso e per renderlo il testimonial ideale della superiorità scientifica di Gamilas, gli imperiali costruiscono un enorme sole artificiale in orbita sulla superficie.
Il nuovo Balan del remake, invece, è un pianeta artificiale, creato, non dai gamilonesi, ma da una civiltà superiore e particolarmente evoluta dotata di una tecnologia altrettanto avanzata.
Come pianeta artificiale, inoltre, non dobbiamo tralasciare poi la “Terra del futuro”, ovvero Dezarium, la capitale dell'Impero della Dark Nebula, il primo pianeta non naturale, ad apparire nella saga di Nishizaki e Matsumoto nel film del 1980: Yamato Per Sempre.





Pianeti Desertici



struttura esterna di Telezart
struttura interna di Telezart
Pianeti desertici come Telezart, rientrano, invece, nella categoria dei cosiddetti "land planets", interamente o quasi ricoperti da deserti in cui l'acqua è presente solo sotto la superficie, spesso raccolta in grandi bacini o fiumi sotterranei.
Il Teresarium, la casa-prigione di Trelena nella Serie 2, è collocata sopra uno di questi bacini nascosti che le consentono la sopravvivenza.
Telezart, un tempo adatto alla vita, è diventato una landa desolata a causa di una devastazione bellica, poi accentuata dall'energia psichica delle onde celebrali emesse dalla principessa, (e che lo porterà in un secondo momento alla totale distruzione) che lo ha reso un deserto ancora più inaridito, incapace di sostenere la vita.
Classificato come un pianeta arido e senza atmosfera è anche il nuovo arrivato scoperto alla fine del ventesimo secolo, il fantomatico Pianeta 11 o Brumus, (così chiamato nell'edizione di Star Blazers nel 1979) antica patria di una sconosciuta civiltà ormai scomparsa che ha lasciato di sé solo le rovine cadenti di un passato millenario.
Che Brumus o il Pianeta 11 sia da accomunare a Nibiru?









Pianeti Fertili Simili Alla Terra.







Beeland nella versione 1974
Beeland o Beemela 4 nella versione 2012
Nella serie classica di Yamato, i pianeti la cui idonea posizione dalla stella ha dato la possibilità di far nascere e prosperare la vita animale e vegetale sulla superficie, sono 6.

Il primo, Beemela 4,  il quarto pianeta del sistema solare Beemeriano, è lussureggiante con grandi foreste.
Lì, gli uomini ape o gli insettoidi giganti, vivono in simbiosi con l'ambiente. Sulla superficie è presente una fitta vegetazione che ricopre gran parte del pianeta e che fornisce alla popolazione tutto ciò che necessita per prosperare.


Iscandar nella versione 1974
Iscandar nella versione 2012
Il secondo, Iscandar, è situato nella galassia di Magellano ed è controllato dalla famiglia reale Iscandar, da cui il pianeta ha poi preso il nome. 
La particolarità di questo pianeta è data dalla presenza di numerosi rilievi sulla superficie composti da enormi pietre preziose come i diamanti. Sebbene appartenente alla categoria dei pianeti fertili (o di Classe M…per dirla alla Star Trek..), il pianeta è lievemente diverso.
Data la presenza di cristalli, mondi come questo sono rarità assolute nella nostra Via lattea. Estremamente ricercato per via della sua composizione geologica, il pianeta è un facile bersaglio per mondi ostili che intendono impossessarsene e sfruttarne le preziose risorse naturali.
nota. In una versione del 1985, Nishizaki concepisce l’idea, poi abbandonata, che in un lontano passato, sia Gamilas che Iscandar fossero un unico e pacifico pianeta denominato Gaia governato da un re e da una regina. La luce mite di Gaia sarebbe stata poi sconvolta dall’attacco di invasori provenienti dall'oscurità dello spazio formati da una sostanza radioattiva. 
Questo sconvolgimento sarebbe stato quello che avrebbe portato Gamilas a fare uso della radioattività come arma.

Sherpard 

Il terzo, Sherpard, è situato in una dimensione parallela a quella in cui viviamo e conosciamo. 
Il varco che premette di raggiungerlo, si troverebbe presumibilmente tra la costellazione del Sagittario e il centro della galassia. 
E’abitato da popolazione di chiara origine umana, probabilmente nata o insediatasi sul pianeta migliaia di anni fà attraverso l'uso di porte dimensionali.
Il pianeta è simile alla Terra per clima e conformazione morfologica ed è ubicato in un punto cruciale di quello che una volta era l'Impero Galattico di Sherpard.



Dinguil
Un altro pianeta fertile molto simile alla Terra lo ritroviamo nel film del 1983 Battaglia Finale.
Stiamo parlando della patria dei Dunghilliani, che nell’anno 2203 verrà sommerso dal passaggio di Acquarius.
Anche se dall’esterno sembra tutto fuorché un pianeta adatto alla vita umana, per un periodo indefinito di tempo, Dinguil è stato anche la patria di quella popolazione terreste abitante sulla Terra ai tempi del diluvio universale e che a causa della momentanea inabitabilità del nostro pianeta, era stata trasferita lì per iniziare una nuova vita.





Acquarius, il pianeta errante
Acquarius rientra nella categoria dei pianeti la cui superficie è interamente o quasi ricoperta da acque che creano un immenso oceano.
Adatto per la colonizzazione umana, ma è difficilmente gestibile a causa dell’esiguo spazio edificabile sulla sua superficie e per il suo continuo errare nello spazio.
Contrariamente ai veri pianeti formati solo di acqua, Acquarius è lussureggiante e le rade terre emerse sono fiorenti di vegetazione: fiori e piante (del tutto inverosimili date le condizioni del pianeta) dai colori appariscenti e meravigliosi colmano di soave poesia molte zone del pianeta.





Amare e il suo gemello 
L'ultimo pianeta fertile che assomiglia alla Terra, lo troviamo nel film la Rinascita della Yamato del 2009. 
A 27.000 anni luce dal sistema solare, troviamo, infatti,  il pianeta Amare e il suo gemello. 
Nella serie classica di Yamato, ovvero quella che va dalla Serie 1 al Capitolo 1 della Rinascita, Amare è l’unico pianeta adatto al trapianto dell’umanità dalla Terra, ed d è anche l’unico pianeta già abitato disposto ad accogliere una razza in estinzione, la nostra, nel loro mondo.








Un Pianeta Vivente







Phantom, il pianeta vivente
Ma il pianeta che più di ogni altro si distacca ed emerge dall'immaginario universo dei mondi irreali di Yamato è sicuramente Phantom. Apparentemente un normalissimo pianeta, Phantom è dotato di intelligenza, di coscienza e di volontà che lo elevano senza ombra di dubbio, come ad astro più straordinario e unico mai ideato tra tutti quelli immaginati da autori, scrittori e sceneggiatori giapponesi e occidentali.
Phantom vive, pensa, cerca di autogestirsi e di difendersi dalle minacce esterne.
L’unico mezzo di cui dispone per preservarsi, è la grande energia mentale con la quale manipola le menti delle creature che sbarcano su di lui.
Tale potere gli consente di mostrarsi ai visitatori spaziali  come un mondo inospitale, arido e inadatto alla colonizzazione o alla sua conquista.

nota.Il concetto di un pianeta gigantesco come essere vivente, non appartiene però solo all'immaginario di Matsumoto e degli altri autori della WCC di Nishizaki. Già agli inizi degli anni sessanta, il chimico inglese James Lovelock e la biologa americana Lynn Margulis, concepiscono un mondo, in questo caso la nostra Terra, come un unico superorganismo in grado di autoregolamentarsi per mantenersi sempre in uno stato favorevole alla vita.
Secondo Lovelock, la Terra è autopoietica: riconosce, regola e crea le condizioni necessarie per la propria ininterrotta sopravvivenza.
Nasce da lì l’ipotesi Gaia, che su basi prettamente scientifiche, prende in considerazione il fatto che la Terra sia un organismo vivente autoregolantesi.








Pianeti Glaciali






Nell'universo fantascientifico di Uchuu Senkan Yamato, Berth, la patria del comandante Ram, è un pianeta impiegato come colonia penale della Federazione di Polar.
Posizionato a circa 1500 anni luce dalla Terra, ha una vegetazione abbastanza simile al nostro mondo, ma la temperatura sulla superficie è bassa e il pianeta è ricoperto da una spessa coltre di neve che impedisce un normale avanzamento della vita su di esso.

nota. Di norma, nessuna forma di vita può sopravvivere su una superficie gelata senza un abbigliamento adeguato alla temperatura esterna, ma negli episodi 12 e 13 della Serie III (Penitenziario Spaziale e la Federazione di Polar) i prigionieri, vivono, lavorano, corrono (senza mai scivolare..) nei campi di concentramento coperti dalla neve e dal ghiaccio indossando solo leggeri abiti da lavoro e altrettanto fragili paia di scarpe senza soffrire, tra l'altro, gli effetti del rigido clima.

Del pianeta principale della Federazione di Polar, la produzione di Yamato non ci dice nulla.
In realtà potremmo immaginarcelo come un mondo posizionato lontano dalla sua stella, formato da vaste pianure ghiacciate, picchi innevati e scarsa presenza di fauna che sarebbero senza ombra di dubbio, le sue caratteristiche principali.

Per ultimo, ma primo a comparire nella produzione del 1980 è la stella di Barnard, la seconda stella più vicina alla Terra dopo il sistema stellare di Alpha Centauri.
Questo astro mostra il più grande moto proprio di ogni altra stella conosciuta (a parte il Sole), pari a 10,3 secondi d’arco all’anno.
Questo grande moto proprio fu scoperto proprio da Barnard che fu anche un pionieristico astrofotografo. Catalogò le nebulose oscure dandogli un numero, in modo simile al catalogo di Messier.
I numeri delle nebulose oscure vanno da Barnard 1 a Barnard 366 ad esempio la famosa Nebulosa Testa di Cavallo (visibile nell’episodio 1 della Serie III) è anche nota come Barnard 33.







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