Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki

La Trama di Arrivederci Yamato.








Gli eventi del film "Arrivederci Yamato" (titolo italiano voluto dallo stesso Nishizaki) sono narrati a un anno di distanza dal ritorno della Yamato sulla Terra.
Nishizaki, Matsumoto e Toshio Masuda descrivono in questa pellicola il ritorno alla vita sulla Terra, l’impegno di un genere umano che rifiuta di morire e che vuole tornare a vivere. In questo lasso di tempo il pianeta ha cercato di rimettersi in piedi e l’umanità sta ora ricostruendo tutto ciò che era andato perduto.
I membri della Yamato (ormai riposta in un hangar) vengono smistati sulle nuove astronavi terrestri e destinati a compiti del tutto diversi. Sulla via del ritorno verso la Terra la navetta di Kodai a cui è affidato il compito di scortare le navi mecantili della Federazione, capta un segnale magnetico sconosciuto che immediatamente viene registrato. Ritornato finalmente a casa dopo un anno di permanenza nello spazio, Kodai viene accolto calorosamente da Yuki con la quale ha ora iniziato un rapporto sentimentale.
Quello stesso giorno si festeggia l’anniversario della rinascita della Terra e il varo dell’orgoglio della nuova flotta terrestre: l’Andromeda, ma per l’ex equipaggio della Yamato è anche l’anniversario della morte dell’ammiraglio Okita, (ricorrenza di cui tutto il pianeta sembra invece essersi dimenticato).
Quella sera stessa, sulla collina dove è stato eretto il mausoleo costruito in onore del vecchio ammiraglio, si riuniscono gran parte dei Guerrieri delle Stelle. Kodai consegna a Sanada la registrazione del segnale registrato il giorno prima affinché venga esaminato. Nel messaggio registrato si ode solamente la voce confusa di una donna che sembra chiedere aiuto e parlare di un pericolo.
Sanada informa gli amici della presenza di un enorme quasar dalle dimensioni gigantesche che ai monitor appare come un’enorme cometa bianca che percorre lo spazio a folle velocità. I due fatti vengono messi in relazione e presentati al consiglio planetario, che però ritiene di non doversi fare carico di ciò che avviene lontano dalla Terra. Kodai perde le staffe ma viene zittito.
Per evitare altre inutili disquisizioni Kodai è trasferito su Giove mentre Shima su Marte. Tutta quest’apatia da parte del governo terrestre non fa altro che esasperare ancora di più Kodai che opta senza riserve per una partenza non autorizzata dal governo.
L’equipaggio si riunisce sulla Yamato mentre a loro si congiunge anche il corpo di cavalleria spaziale guidato dal sergente Saito.
A Kodai viene intimato di abbandonare il suo piano di diserzione, ma sordo a ingiuste coercizioni, il nuovo “facente funzioni di capitano” con il consenso dell’equipaggio si rifiuta di obbedire e prepara l’astronave per il decollo. La Yamato salpa dall’hangar sottomarino coperta dal complice silenzio-assenso del comandante Todo che segretamente li appoggia.
Decollata dalla Terra, l'astronave prosegue il viaggio fino al pianeta 11 dove soccorre l’ammiraglia dell’undicesima flotta attaccata da un nemico misterio.
Una navetta ambulanza raggiunge il relitto e Kodai trova come ultimo superstite il comandante Hijikata, suo ex insegnate dell’accademia. L’uomo contro il suo volere è portato sulla Yamato e curato da Sado.Ormai è palese che la Terra è insidiata nuovamente da una forza aliena. Il comandante Hijikata viene nominato il nuovo comandante della Yamato.
Dopo aver superato varie difficoltà, l’astronave arriva su Telezar, il pianeta da cui  presumibilmente proverrebbe il messaggio sconosciuto. Davanti al pianeta si forma l’immagine di una donna: è Terèsa. La donna comunica di essere detenuta in una prigione gravitazionale posta in una grotta calcarea all’interno del pianeta. Dalla Yamato vengono preparate e inviate misure di controffensiva contro la superficie di Telezart assediata da forze nemiche sconosciute.
Kodai, Sanada e Analyzer giungono in prossimità della grotta calcarea e qui dopo un breve scontro con soldati nemici arrivano alla cella di Terèsa (Teressa o Trelena). La donna ora può finalmente dare il suo messaggio ai terrestri. Ella racconta di come la Cometa Bianca che si avvicina rapidamente al sistema solare nasconda al suo interno un pianeta fortezza. Ora il nemico ha finalmente un nome: Gatlantis, sede dell’Impero della Cometa, e roccaforte artificiale che percorre il cosmo e che distrugge o assoggetta qualunque civiltà si trovi sul suo cammino.
La Terra è il prossimo obiettivo del principe Zodar. La donna rivela anche che la cometa può essere distrutta solo se prima viene privata della spirale che la avvolge, ma non sa suggerire il modo. Kodai le propone di unirsi a loro ma la donna non può poiche il suo corpo è composto di antimateria e ciò le preclude qualsiasi contatto con il mondo materiale. Ripartita nel frattempo alla volta della Terra la Yamato è sotto il massiccio attacco di Dessler, che sopravvissuto all'esplosione della sua ammiraglia è ora agli ordini dell’Impero della Cometa. La battaglia tra il gamilonese e i terrestri prosegue con perdite da ambo le parti, ma l’esito sembra a favore di Dessler. Tocca a Sanada capovolgere la situazione. Sanada consiglia a Kodai di raggiungere il centro di comando dei soldati robot e farlo saltare in aria. I soldati perdono ogni direttiva e l'esito è così capovolto. Kodai corre a cercare Dessler seguito da Yuki che giunge appena in tempo per salvarlo dai colpi della pistola di Miru inviato dell’impero della cometa sulla nave di Dessler. Yuki si getta sull’amato e viene colpita al suo posto. Dessler reagisce a sua volta uccidendo il vile delegato.
In punto di morte Dessler si redime e conferma quanto annunciato in precedenza da Terèsa, cioè che il punto debole della cometa bianca è il centro della spirale che la avvolge. Kodai torna sulla Yamato con Yuki gravemente ferita. L'astronave riceve l’ordine di riunirsi alla flotta terrestre che sta decollando contro quella nemica. La battaglia tra le due flotte ha inizio, ma la Yamato giunge in tempo solo per assistere alla distruzione della sua flotta ma non si arrende, l’astronave si frappone fra l’impero di Gatlantis e la Terra alla quale Zodar ha imposto la resa.
All’equipaggio non resta altro che sfruttare l’ultima risorsa della nave, usare il cannone ad onde moventi contro l’impero. L’azione è però del tutto inefficace poiché la Città Imperiale dotata di uno scudo che circonda la struttura in corrispondenza della base sino alla sommità, che protegge gli edifici. Ogni tentativo di abbattere l’impero è inefficace, lo scudo di protezione genera un vortice che impedisce ai missili e agli astrocaccia di colpire il bersaglio.
La Yamato viene pesantemente danneggiata, mentre l'ultima bordata di missili che colpisce la Yamato è fatale per Yuki che muore tra le braccia di Kodai. L’equipaggio è decimato, inclusi il Dott Sado, Tokugawa e Hijikata che affida il comando al giovane Susumu.
Lo scontro disperato prosegue senza sosta mentre l’umanità in ansia attende un miracolo. Ricordando le ultime parole di Hijikata, Kodai parte con i Cosmo Tigers nel tentativo di penetrare all’interno della fortezza nemica. Dopo una serie di scontri il commando penetra all'interno della fortezza raggiungendo il reattore principale. A Sanada e Saito non resta altro che sacrificarsi: piazzeranno le bombe in prossimità del generatore, mentre è deciso che Kodai tornerà sulla Yamato per guidare l’attacco dall’esterno, il giovane non vuole abbandonare gli amici, ma si rende conto che non c’è scelta.
Sanada piazza le bombe coperto da Saito mentre Kodai ritornato all’hangar è atteso da Kato pronto a riportarlo a bordo. Raggiunta la Yamato, Susumu scopre che anche questi è morto. L’attacco suicida all’interno dell’Impero della Cometa è iniziato. Sanada fa esplodere le bombe perdendo la vita.  Proteggendo Sanada anche Saito soccombe sotto i colpi dei fucili laser dei soldati.
La Città Imperiale ora è indifesa e la Yamato le scatena contro tutte le armi rimaste a bordo riuscendo alla fine a raderne al suolo la struttura. La Terra esulta: ancora una volta prima del tempo perchè dalle rovine della città fortezza si solleva l’enorme astronave imperiale di Zodar che sbeffeggiando la resistenza dei terrestri si proclama padrone assoluto dell’Universo, e per dimostrare la sua immensa potenza inizia una dimostrazione di forza contro la Luna.

Kodai è alle strette e non vede altra soluzione che sacrificare la nave e la sua stessa vita per salvare quella dei suoi compagni e di tutto il genere umano. Ordina così a Shima e agli altri di abbandonare la Yamato. I compagni insistono affinché egli desista dal suo piano, ma Kodai è irremovibile. Rimasto solo avvicina a se il corpo esanime di Yuki e dirige l’astronave verso la fortezza di Zodar per un ultimo attacco suicida.
Negli ultimi istanti di vita il giovane rivede attorno a se le figure evanescenti di tutti gli amici vivi e morti che l’hanno sempre affiancato in battaglia e la stessa Yuki che gli sorride. In un bagliore sfolgorante appare la figura di antimateria che forma la fisionomia di Trelena, la donna commossa dal gesto del terrestre decide di unirsi a lui nell'estremo sacrificio: la fusione di materia e antimateria insieme creerà un’esplosione tale da liberare l’universo dalla presenza del despota Zodar. Accompagnata dalle struggenti note di Great Love e Scarlett Scarf la Yamato si dirige in un punto lontano dello spazio in cui sparisce seguita dal lampo di una grande esplosione.



Di seguito il finale del film nella versione ridisegnata per i giochi della Playstation

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